A proposito di nucleare.

  1. arianna
    arianna Utente
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    "Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione".

    Premesso che il tono mi pare non lasci scampo….della serie: “tutto è compiuto”…nonostante l'Italia abbia bandito le centrali dal territorio nazionale con un referendum del 1987….ho deciso, però, di scacciare i pregiudizi e provare a fare un’analisi obiettiva.

    E, dopotutto, mi sembra ipocrita fare l’ambientalista a tutti i costi e non riuscire a rinunciare all’auto neanche per andare dal fornaio a 300 mt da casa, a tutti gli elettrodomestici pensabili e immaginabili, alla temperatura ideale in inverno e in estate e… tutto il resto.

    Dunque, con l’installazione delle centrali la penisola supererebbe la dipendenza da gas e petrolio; produrrebbe energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente; la bolletta energetica italiana, che rende negativa la nostra bilancia commerciale, peserebbe di meno.

    Di contro, ci dicono, le centrali di nuova generazione sono in fase embrionale e ne potremo parlare tra non meno di 20-25 anni e, pertanto, il problema dello smaltimento delle scorie rimane ed anche i rischi legati alla sicurezza degli impianti di terza generazione; per quanto riguarda i costi competitivi, sarebbero solo relativi alla produzione di energia, si omette, però, di parlare di quelli che riguardano l’installazione e lo smantellamento degli impianti (davvero impressionanti).

    Metto a confronto e mi rendo conto che i vantaggi interesserebbero soprattutto l’aspetto economico…e di questi tempi, non è poco! Mi direte.
    I rischi riguarderebbero, invece, la tutela dell’ambiente e della nostra salute e a questo punto….
    ...mi passano per la testa…i soldati morti e ammalati, della guerra nel golfo, per l’uranio impoverito… le case farmaceutiche che mettono in commercio farmaci con effetti collaterali letali… le truffe sullo smaltimento dei rifiuti...

    Mettendo in relazione queste vicende salta agli occhi una costante comune…gli interessi economici spaventosi….e mi chiedo che fine abbia fatto il nostro diritto sacrosanto alla tutela della salute (Costituzione Italiana Art. 32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività…)
    ….e proprio di fidarmi non mi riesce!

    P.S.
    E poi siamo al centro del mediterraneo ed hanno ragione capodileuca e Anna Maria a suggerire di investire su eolico e fotovoltaico. Con i costi delle centrali potrebbero installarlo gratis su ogni tetto italiano.
     
  2. capodileuca
    capodileuca Utente
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    Ciao Arianna,

    volevo puntualizzare che con la costruzione delle centrali non sarebbe risolto il fabbisogno energetico (come in alcuni servizi televisivi ed articoli sembra trasparire)!
    Si parla di circa il 30% del totale!
    Pensa che in Germania superano quella percentuale con le rinnovabili...

    Per quanto riguarda la sicurezza delle centrali se non c'è NESSUNA ASSICURAZIONE AL MONDO a voler assicurare NESSUNA CENTRALE AL MONDO ci sarà un motivo...
     
  3. Condor
    Condor Utente
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    Vorrei segnalare agli amici del forum che nei nostri paesi, molte persone, si stanno attivando per il fotovoltaico che pare sia completamente gratis (vedi finanziaria 2007);
    Non sarebbe male chiedere a qualche associazione (vedi Pro Loco, sempre molto vicina ai cittadini) di adoperarsi per una più approfondita conoscenza sull'argomento organizzando ad esempio un dibattito con tecnici relatori competenti.

    Ciao

    Ad Arianna vorrei dire che è sempre un piacere leggerTi. Complimenti hai sicuramente e notevolmente arricchito il FORUM.
     
  4. capodileuca
    capodileuca Utente
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    L'idea c'è (anche quella del dibattito). Io potrei prendere l'impegno di preparare il tutto, ma per i prossimi 3 mesi non credo che evrei il tempo.
    Comunque fatemi organizzare e poi vi faccio sapere.

    PS: Le banche finanziano l'installazione, praticamente a costo 0. Il fatto negativo è che si "mangiano" tutto il guadagno. Teoricamente, dopo 7/8 anni, si rientra nelle spese e si comincia a guadagnare (tra energia venduta e bollette risparmiate). In pratica le banche ti fanno un prestito (con relativi interessi) che viene pagato con l'energia venduta. Quindi se uno ha qualche risparmio da parte conviene investire e non fare il prestito.
     
  5. Pantaleo
    Pantaleo TorreVado.info Staff
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    qualche informazione sul forovoltaico

    Ciao Capodileuca,

    sarebbe utile avere delle informazioni più dettagliate sul fotovoltaico, come richiedere il contributo e quali sono le varie soluzioni in commercio.

    riusciresti a fare qualcosa?

    Grazie mille
     
  6. capodileuca
    capodileuca Utente
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    In un altro post ho consigliato di leggere questa guida, pubblicata dal gestore nazionale

    http://www.gsel.it/ita/fotovoltaico/pubblicazioni/20080514_ContoEnergia2008.pdf

    Visto che sto raccogliendo informazioni per installare un impianto a casa mia, sicuramente vi terrò informati (Due anni fa avevo già fatto richiesta per l'installazione con il vecchio "conto energia", ma funzionava in un altro modo e risultai "idoneo ma non vincitore").
     
  7. capodileuca
    capodileuca Utente
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  8. arianna
    arianna Utente
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    Resistiamo!

    Fai bene Capodileuca a puntualizzare e a mettere in evidenza quanto il risultato che si otterrebbe dall’installazione delle centrali non varrebbe il rischio e quanto possano essere ambigue certe scelte e chi le opera.

    In un paese serio, quale dovrebbe essere il nostro, dove gli uomini politici non cambiano (sarebbe auspicabile), ma si alternano con una certa frequenza, non dovremmo permettere che certe valutazioni, dalle quali dipenderà il nostro futuro, quello dei nostri figli e del nostro territorio, siano condizionate dai colori di bandiera, dagli umori e soprattutto dagli interessi economici.

    Ha ragione Condor nel segnalare la promozione di incentivi per l’investimento nella produzione di energia alternativa e mi sembrava che cominciasse a emergere una certa sensibilità.

    E’ il caso di andare avanti (mi piace l’idea di un incontro per favorire l’informazione) e non farsi condizionare e impressionare da quella che sarà la stretta e marcata prossima propaganda dei media in merito (come ha bene intuito Capodileuca).

    P.S. Questa mattina mi ha fatto sorridere la lettura di un articolo pro-nucleare dove si screditava il ricorso ad altre forme di produzione di energia sollevando il problema dell’impatto visivo.
    Vorrei invitare il giornalista ad un giro lungo le coste della nostra penisola!!!

    Grazie Condor per l’incoraggiamento!
     
  9. capodileuca
    capodileuca Utente
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    Le centrali "sicure"...

    Tratto da: Ansa.it

    NUCLEARE: FRANCIA, NUOVA FUGA RADIOATTIVA
    PARIGI- Fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi, "senza impatto sull'ambiente", sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della Francia. Lo ha reso noto stamane l'Autorithy francese per la sicurezza nucleare.

    Il nuovo incidente, mentre non si placano le polemiche intorno alla centrale nucleare di Tricastin, la seconda più grande di Francia dopo quella di Le Hague, teatro 10 giorni fa di un riversamento accidentale di acque usate contenenti uranio nei fiumi vicini, affluenti del Rodano. Sull'impianto e sulle società che lo gestiscono, Socatri e Areva Nc (entrambe filiali del colosso energetico Areva), da giorni piovono critiche da associazioni ambientaliste e autorità di vigilanza. Innanzitutto per la gestione approssimativa dell'incidente, una piccola perdita che a causa di "una catena di disfunzioni ed errori umani", come la definisce l'Autorità di sicurezza nucleare (Asn), si è trasformata in una contaminazioni ambientale. Tutto è cominciato, secondo la ricostruzione degli ispettori Asn ripresa dal sito d'informazione Mediapart.fr, alle 19 del 7 luglio, quando un allarme ha segnalato un livello di liquido troppo alto in una cisterna di raccolta delle acque usate per la pulitura degli impianti. Secondo gli indicatori, però, tutte le paratie di accesso alla cisterna erano chiuse, quindi i tecnici hanno concluso che l'allarme fosse difettoso e se ne sono disinteressati, senza notare che una paratia difettosa lasciava in realtà filtrare parte dell'acqua. La cisterna ha così continuato a riempirsi fino alle 23, quando una ronda notturna ha notato che traboccava, versando acqua in un bacino di raccolta sottostante.

    Niente di grave, se non fosse che il bacino era a sua volta fallato, e il liquido filtrava in un cantiere vicino e da lì nel terreno. Solo alle 4 di mattina, oltre 8 ore dopo il primo allarme, i responsabili hanno realizzato che l'acqua, contenente 12 grammi di uranio per litro, si era riversata nei fiumi circostanti. E solo un'altra ora e mezza dopo l'hanno comunicato alle autorità. Un comportamento che ha spinto l'Asn a chiedere a Socatri, società responsabile dell'impianto, di interromperne subito le attività, e a inviare un verbale d'infrazione alla procura di Carpentras per l'eventuale apertura di un'indagine giudiziaria. Non è però la prima volta che l'Autorità se la prende con Socatri per la gestione delle stazioni di Tricastin. Nel rapporto, datato maggio 2007, sullo stato della sicurezza nucleare e della radioprotezione nella regione Rhone-Alpes, infatti, l'Asn rilevava una serie di "scarti", ovvero piccoli errori, nel trattamento dei residui di lavorazione, in particolare per quanto riguarda le emissioni di carbonio 14 e tritium (idrogeno radioattivo), superiori ai limiti di legge. "Si trattava di disfunzioni serie, ma non è stato fatto niente - ha commentato Corinne Castanier, presidente della Commissione di ricerca e d'informazione indipendente sulla radioattività (Criirad) - l'Asn è troppo permissiva, sanziona molto raramente i gestori". E poi c'é il mistero della falda acquifera 'AEP4'. Secondo i prelievi effettuati negli scorsi giorni dall'Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare (Irsn), contiene livelli troppo elevati di uranio, ma data la sua posizione, oltre 2 km a sud dell'impianto di Socatri, la causa non può essere il recente incidente. "Una presenza naturale", ha sentenziato il direttore aggiunto dell'Irsn Jean-Christophe Gariel, o una "marcatura precedente" delle fonti radioattive. Ma secondo la Criirad, la colpa sarebbe invece di un deposito interrato di scorie provenienti da un vecchio impianto di arricchimento dell'uranio per scopi militari. Una fossa profonda alcuni metri, priva di protezioni stagne, in cui tra il 1966 e il 1976 sono state sepolte 760 tonnellate di barriere usate per separare l'uranio fissile usato nelle armi da quello naturale, contenenti 2 o 3 tonnellate di materiale radioattivo. Un'anomalia segnalata già nel 1998 in un rapporto dell'Alto commissariato all'energia atomica, secondo cui circa 900 kg di uranio erano filtrati dal deposito nel terreno fino alla vicina falda acquifera, di cui era quindi stato disposto il prosciugamento
     
  10. capodileuca
    capodileuca Utente
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    Centrali sicure: la saga continua

    23/07/08 NUCLEARE: FRANCIA, 100 OPERAI LEGGERMENTE CONTAMINATI (Fonte: ANSA)

    PARIGI - Ancora una fuga radioattiva in Francia, la terza in due settimane, stavolta con sirene che suonano, evacuazione e 100 contaminati che si sono visti fuoriuscire da un tubo che era nella centrale numero 4 - sempre a Tricastin - polvere arricchita di cobalto 58. Come negli altri casi, le autorita' francesi minimizzano. Stavolta, anzi, le autorita' della sicurezza nucleare - sentiti i responsabili di Edf, che gestiscono il sito che si trova a 200 chilometri dal confine italiano - hanno classificato l'incidente a livello 'zero' della scala che va fino a sette.

    Mentre due settimane fa, la fuga di uranio dalla tubatura di Tricastin e il successivo incidente di giovedi' scorso nella centrale di Romans-sur-Isere, non lontano, erano stati entrambi classificati di livello 1. Contrariamente alla procedura, pero', l'autorita' di sicurezza nucleare pubblichera' domani un ''parere'' sull'incidente, e cio' e' insolito rispetto alla norma: l'Authority diffonde i ''pareri'' soltanto a partire da incidenti di livello 1. Gli operai sono ''lievemente'' contaminati e per Alain Peckre, direttore della centrale, si e' trattato di ''un episodio senza gravita'''.

    Tutto e' cominciato alle 9:30 di questa mattina, quando un gruppo di dipendenti che partecipava alla manutenzione del reattore 4 ha aperto un tubo all'interno dell'impianto ed e' ''uscita polvere radioattiva'', secondo quanto riferito dallo stesso Peckre. Immediatamente sono scattati gli allarmi e la conseguente evacuazione del sito, poi i dipendenti coinvolti, un centinaio, sono stati accompagnati in infermeria dopo che e' scattata - per 97 di loro - la campanella che segnala la contaminazione. I 91 che si sono rivelati positivi agli esami, lo sarebbero stati a causa di ''radioelementi 40 volte inferiori al limite annuale previsto'', stando alla responsabile della comunicazione della centrale, Stephanie Biabaut. E' anche scattata subito un'inchiesta interna per stabilire le cause di questo nuovo incidente, che contribuisce ad aumentare i timori dell'opinione pubblica. Secondo fonti dell'Authority di sicurezza nucleare, a far propendere per la procedura eccezionale, il ''parere'' che sara' emanato domani, e' stato anche il contesto generale, proprio in riferimento alla ripetizione degli incidenti. E' infatti da non sottovalutare che si tratta del secondo episodio in pochi giorni a EDF-Tricastin, dove lavorano 1.200 persone e 550 distaccati in un'area di 600 ettari a cavallo fra la Vaucluse e la Drome, la maggiore concentrazione di imprese dell'industria nucleare francese. Dopo l'incidente della notte fra il 7 e 8 luglio sul sito, il ministro dell'Ecologia, Jean-Louis Borloo, aveva annunciato di voler procedere ad una verifica di tutte le nappe freatiche situate nei pressi delle centrali nucleari francesi, nel timore che le acque possano aver subito una contaminazione.


    -

    Faccio notare che siamo nella tanto decantata Francia delle centrali sicure!
    L'italia, con i soldi dei cittadini, in attesa di "ammorbidire" l'opinione pubblica del belpaese, sta costruendo centrali nei balcani (compresa la vicinissima albania) dove gli standard di sicurezza non sono certo a livello di quelli dei cugini transalpini...
    Ognuno tragga le proprie conclusioni!
     

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