amore di genoitori

  1. AnnaMaria
    AnnaMaria Utente
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    In occasione della nascita della mia bambina, una mia cara amica mi ha regalato un libro edito da Einaudi di Paolo Crepet "NON SIAMO CAPACI DI ASCOLTARLI".

    Vorrei riportare il particolare della prefazione e condividere le emozioni e la profondità del messaggio

    ...Se mi chiedessero di scrivere una lettera a un bimbo che sta per nascere, lo farei così:

    Cosa hai sentito finora del mondo attraverso l’acqua e la pelle tesa della pancia di mamma?
    Cosa ti hanno detto le tue orecchie imperfette delle nostre paure?
    Riusciremo a volerti senza pretendere, a guardarti senza riempire il tuo spazio di parole, inviti e divieti? Riusciremo ad accorgerti di te anche dei tuoi silenzi, a rispettare la tua crescita senza gravarla di sensi di colpa e di affanni?
    Riusciremo a stringerti senza che il nostro contatto sia richiesta spasmodica o ricatto di affetto?

    Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni – segnali a volte sfacciati delle nostre assenze – ma di attenzioni. Vorrei che gli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenti: qualità dei più saggi. La coerenza, mi piacerebbe per te. E la consapevolezza che nel mondo in cui verrai esistono oltre alle regole le relazioni e che le une non sono meno necessarie delle altre, ma facce di una stessa luna presente.

    Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con le brezze più impervie e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore. Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende anche la morte.
    Perché il dolore non è solo perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare:così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra identità.

    Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola, ti salverebbe la vita.
    Non dovrai rincorrere la mediocrità per riempire vuoti, né pietire uno sguardo o un ora d’amore.

    Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia.

    Adora la tua inquietudine finché avrai forze e sorrisi , cerca di usarla per contaminare gli altri, soprattutto i più pavidi e vulnerabili. Dona loro il tuo vento intrepido, ascolta il loro silenzio con curiosità, rispetta anche la loro paura eccessiva.

    Mi piacerebbe che la persona che più ti amerà possa amare il tuo congedo come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsi e galleggiare sapiente lungo la linea dell’orizzonte. E tu allora porterai quell’amore sempre con te nascosto nella tua tasca più intima...

    di PAOLO CREPET


    anna maria
     
  2. sid
    sid Utente
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    Ciao Anna Maria,
    chi ti scrive pensa, spera di essere un amorevole papà di due splendide creature: uno di 21 anni, l'altra di 18; per me e per la mia dolce compagna, sono le cose più grandi, più vere, più indescrivibili che abbiamo.
    complimenti e congratulazioni, per il lieto evento; spero che quanto di bello, di sublime, di impercettibile Ti sta per accadere, Tu e il Tuo compagno l'avete voluto, condiviso e amorevolmente accettato.
    Anna Maria, ho avuto il piacere e l'onore di conoscere Crepet in più occasioni, ho letto molti dei suoi libri e ... devo dirti che aiuta molto, stimola.
    La lettera di Crepet è bellissima, commovente, sotto certi aspetti saggia; se mi permetti un consiglio, il libro leggilo insieme al tuo compagno perchè
    essere genitori ti trasforma la vita, ma bisogna sempre essere pronti e nessuno ci insegna a diventare bravi genitori. Certo, ci si basa sull'educazione ricevuta, sui valori che ci sono stati trasmessi dalla generazione precedente, sui consigli che ci provengono dall'ambiente che si frequenta e sulle proprie convinzioni.
    Per una donna "essere madre" è la più naturale delle esperienze nella vita, ma è anche un evento colmo di significati latenti, di conflitti, che rimanda al passato ma proietta indubitalbilmente verso il futuro e che rappresenta un momento di crisi e di passaggio.
    Mi permetto di consigliarti i "DODICI ESERCIZI PER ESSERE GENITORI CONSAPEVOLI"
     
  3. sid
    sid Utente
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    Ciao Anna Maria,
    chi ti scrive pensa, spera di essere un amorevole papà di due splendide creature: uno di 21 anni, l'altra di 18; per me e per la mia dolce compagna, sono le cose più grandi, più vere, più indescrivibili che abbiamo.
    complimenti e congratulazioni, per il lieto evento; spero che quanto di bello, di sublime, di impercettibile Ti sta per accadere, Tu e il Tuo compagno l'avete voluto, condiviso e amorevolmente accettato.
    Anna Maria, ho avuto il piacere e l'onore di conoscere Crepet in più occasioni, ho letto molti dei suoi libri e ... devo dirti che aiuta molto, stimola.
    La lettera di Crepet è bellissima, commovente, sotto certi aspetti saggia; se mi permetti un consiglio, il libro leggilo insieme al tuo compagno perchè
    essere genitori ti trasforma la vita, ma bisogna sempre essere pronti e nessuno ci insegna a diventare bravi genitori. Certo, ci si basa sull'educazione ricevuta, sui valori che ci sono stati trasmessi dalla generazione precedente, sui consigli che ci provengono dall'ambiente che si frequenta e sulle proprie convinzioni.
    Per una donna "essere madre" è la più naturale delle esperienze nella vita, ma è anche un evento colmo di significati latenti, di conflitti, che rimanda al passato ma proietta indubitalbilmente verso il futuro e che rappresenta un momento di crisi e di passaggio.
    Mi permetto di consigliarti i "DODICI ESERCIZI PER ESSERE GENITORI CONSAPEVOLI"
    DODICI ESERCIZI PER ESSERE GENITORI CONSAPEVOLI
    Tratto da "Benedetti genitori; guida alla crescita interiore del genitore consapevole"
    di Myla e John Kabat-Zinn Ed. Corbaccio.

    1. Cercate di immaginare il mondo dal punto di vista di vostro figlio, mettendo intenzionalmente da parte il vostro. Fatelo ogni giorno, per qualche istante, per ricordare a voi stessi chi è questo figlio e che cosa affronta nella vita.

    2. Immaginate come apparite agli occhi di vostro figlio, che ha voi come genitori, in questo momento: questa nuova prospettiva come potrebbe modificare il modo in cui vi muovete nel corpo e nello spazio, il modo di parlare e ciò che dite? Come volete relazionarvi con vostro figlio in questo momento?

    3. Esercitatevi a considerare i vostri figli perfetti così come sono. Vedete se riuscite a restare consapevoli della loro sovranità attimo dopo attimo e a lavorare per accettarli come sono quando è più difficile per voi farlo.

    4. Siate consapevoli delle vostre aspettative sui figli e considerate se sono davvero rivolte nel loro interesse. Inoltre, siate coscienti di come comunicate queste aspettative e di come esse influenzano i vostri figli.

    5. Praticate l'altruismo anteponendo i bisogno dei vostri figli ai vostri ogni volta che sia possibile. Poi vedete se c'è un terreno comune, in cui anche i vostro bisogni possono essere soddisfatti. Potete restare sorpresi da quante coincidenze siano possibili, specialmente se siete pazienti e desiderosi di trovare un equilibrio.

    6. Quando vi sentite perduti, o in scacco, ricordatevi di restare immobili, come invita a fare la poesia di David Wagoner Lost: "La foresta respira...." ascoltate che cosa dice: " La foresta sa / dove sei. Devi lasciare che ti trovi". Meditate su tutto ciò, portando piena attenzione alla situazione, a vostro figlio, a voi stessi, alla famiglia. Nel fare questo, potreste andare oltre al pensiero e percepire intuitivamente, con tutto il vostro essere (sentimenti, intuizione, corpo, mente e anima), che cosa è veramente necessario fare. Se questo non è sempre chiaro, allora la cosa migliore è non fare nulla finché le cose non si chiariscono. A volte rimanere in silenzio fa bene.

    7. Cercate di incarnare una presenza silenziosa. Essa nel tempo si trasformerà in una pratica consapevolezza, se siete attenti a ciò che portate in voi e a ciò che proiettate nel vostro corpo, mente e parola. Ascoltate attentamente.

    8. Imparate a vivere con tensione senza perdere l'equilibrio. Nel libro "Lo zen e il tiro con l'arco" Herrigel descrive come gli fu insegnato a restare immobile senza sforzo nel punto di massima tensione dell'arco, senza scoccare la freccia. Nel momento giusto, misteriosamente la freccia parte da sola. Fate questo esercizio cercando di muovervi in ogni momento senza tentare di cambiare niente e senza dover ottenere un particolare risultato. Semplicemente richiamate la vostra piena consapevolezza e presenza in questo momento. Esercitatevi a vedere qualunque cosa accada come "praticabile", disposti a restare nel momento presente, affidandovi al vostro intuito e ai vostri migliori istinti. Vostro figlio, specialmente quando è piccolo, ha bisogno che voi siate il suo centro di equilibrio e di fiducia, un punto di riferimento affidabile con cui può trovare l'orientamento all'interno del suo paesaggio. La freccia e il bersaglio hanno bisogno uno dell'altra. Non serve forzare. Si troveranno l'un l'altra grazie alla saggia attenzione e pazienza.

    9. Chiedete scusa a vostro figlio quando vi accorgete di aver tradito la sua fiducia, anche in modi apparentemente insignificanti. Le scuse sono riparatrici. Una scusa dimostra che avete ripensato ad una situazione e siete arrivati a vederla più chiaramente o a considerarla dal punto di vista di vostro figlio. Ma dobbiamo stare attenti a non essere "spiacenti" troppo spesso. Questa parola perde il suo significato se ne abusiamo e se facciamo del rimorso un'abitudine. A quel punto può diventare una maniera per non assumersi le proprie responsabilità. Siate coscienti di questo. Cuocere nel proprio rimorso di tanto in tanto è una buona meditazione. Non spegnete il gas finché la cena non è pronta.

    10. Ogni figlio è speciale e ogni figlio ha bisogni speciali. Ognuno vede in modo unico. Tenete un'immagine di ciascun figlio nel vostro cuore. Annegate nel suo essere, augurandogli ogni bene.

    11. Ci sono momenti, molti importanti, in cui abbiamo bisogno di esercitarci ad essere chiari, forti e non equivoci con i nostri figli. Consentite che questo avvenga il più possibile nella consapevolezza, nella generosità e nel discernimento e non per paura, ipocrisia e desiderio di controllo. Essere genitori consapevoli non significa essere troppo indulgenti, dominanti e controllori.

    12. Il più grande dono che potete dare ai vostri figli è il vostro sé. Ciò significa che fare il genitore equivale a continuare a crescere nella conoscenza di sé e nella consapevolezza. Dobbiamo essere radicati nel momento presente per condividere ciò che di meglio e più profondo c'è in noi. Questo è un lavoro continuo, che può essere esteso trovando un momento per la tranquilla contemplazione in qualunque modo ci sembri adatto per noi. Lo abbiamo solo adesso. Usiamolo nel migliore dei modi, per il bene dei nostri figli e per il nostro.

    Goditi l'emozione di vedere crescere sana la Tua meravigliosa creatura, amala, ascoltala e vivi con Lei tutte le emozioni, le certezze, i valori di madre e amica.
    Un saluto
    SID