CASTIGLIONE: Festa delle Migrazioni 2013

  1. Wtrotta
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    CASTIGLIONE:
    Festa delle Migrazioni 2013
    " Le lacrime versate il 13 Febbraio al momento della sentenza di condanna al tribunale di Torino, sono anche le lacrime di Mario, Pierangelo, Michele e di un altro migliaio di leccesi partiti dal Salento negli anni ’60 per cercare fortuna in Svizzera. A Niederurnen hanno avuto il loro primo stipendio, si sono sposati, hanno visto giocare tra le montagne di “ternìtti” i propri figli e poi sono tornati a Gagliano del Capo, Corsano, Alessano, Tiggiano, Andrano, Salve e negli altri paesi per godersi la pensione. Nella valigia hanno portato i ricordi di una vita e i risparmi per costruire una casa. Nei polmoni, la polvere d’amianto che hanno respirato. Hanno lavorato l’amianto sino al 1998, sino a quando le scorte di amianto non sono terminate. Ignazio Gesuino Chiarello non può piangere. Il cancro se l’è portato via 23 anni fa, quando aveva 55 anni, venti dei quali trascorsi a lavorare all’Eternit in Svizzera. Per lui ha pianto la moglie Assunta Orlando, tre figli cresciuti da sola: “Mio marito lavorava alla macchina macina-sale: dalle polveri faceva pasta d’amianto e nel frattempo firmava la sua condanna a morte. Quando tornava a casa non sapevi più se era uomo o se era polvere”. Ippazio è stato il primo morto dell’Eternit tra Corsano e paesi limitrofi. Ma non è stato l’ultimo. Di storie da raccontare ce ne sono maledettamente troppe, ci siamo soffermati sulle più emblematiche, forse le più dolorose, con la convinzione che tali storie debbano aprire un grande momento di riflessione su questa drammatica vicenda che per emergere ci ha messo 50 anni e che ha distrutto la vita di migliaia di uomini, donne e bambini. Abbiamo approfondito lo studio avvalendoci di oncologi esperti (Dott. Castellano) che tuttora collaborano con l’associazione Emigranti esposti e Familiari salentini Vittime amianto Svizzera, studiato le patologie amianto-correlate e raccolto numerosi documenti che rendono assordante il silenzio studiato a tavolino sulle conseguenze provocate dall’amianto. Il documentario si avvarle della collaborazione di Bruno Pesce, portavoce Associazione vittime amianto di Casal Monferrato la quale, con l’aiuto del Procuratore Capo di Torino Raffaele Guariniello, anch’egli intervistato, dopo 30 anni è riuscita a far emergere la verità e a dare ai nostri concittadini la possibilità di iniziare un nuovo procedimento giudiziario a carico dei vertici della fabbrica svizzera.
    I lavoratori Salentini possono ora sperare di ottenere giustizia."


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