Dal periodico LO SCIROCCO. Barbarano del Capo ALLEVANDO POLLI E SUINI, COME FACEVA MIO NONNO

  1. Wtrotta
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    Dal periodico LO SCIROCCO




    Allevando polli e suini, come faceva il nonno

    La passione per gli animali ereditata e un sogno che si realizza senza dover andare lontano. Antonio Carbone ci racconta come nasce e cosa diventerà l’allevamento Leuca Piccola


    di Chiara Schiavano [​IMG]


    La storia che stiamo per raccontarvi è ancora all’inizio. O meglio, è appena cominciata. Tutto quello che sarà ce lo racconta Antonio: progetti, attese, speranze.
    Ad accoglierci sono i quattro cani che fanno da guardia all’allevamento Leuca Piccola. Più che guardiani sono assistenti di Antonio, giovane veterinario e padrone dell’allevamento: precedono e seguono ogni suo passo. Le nostre scarpe affondano nella terra ancora umida della pioggia dei giorni scorsi. E le zampe festose dei quattro aiutanti di Antonio lo ricordano ai nostri indumenti …non più immacolati! Ma la prima regola è proprio questa, sporcarsi le mani. E lasciamo che ci trasmettano la stessa baldanzosa allegria.
    Il nome lo lascia intuire: all’allevamento Leuca Piccola si arriva da una stretta strada di campagna che lascia alle spalle l’antico piazzale e santuario di Barbarano, appunto Leuca Piccola, località nel territorio di Morciano di Leuca, che un tempo era rifugio e ristoro dei pellegrini diretti alla Basilica de Finibus Terrae. Ora come allora questo luogo torna ad essere un punto di ritrovo per rifornirsi di prodotti genuini.
    Antonio ci guida alla scoperta dell’allevamento ancora in costruzione, facendoci immaginare quello che sarà. La famiglia Carbone ha investito acquistando un terreno fino ad allora destinato alla coltivazione. Ora invece - oltre ai lunghi filari dell’orto, al profumato giardino botanico di spezie ed erbe essenziali, al frutteto e all’ampio bosco di macchia mediterranea - si vede imponente la struttura destinata a magazzino e alla macina dei cereali. Più in alto, ancora grezzo, l’edificio che da febbraio prossimo sentirà ogni mattina all’alba il chiocciare delle galline quando l’uovo sarà pronto.
    Il verso che si sente di già è invece il grugnire dei maiali, davvero assordante. Non hanno ancora mangiato. Maiali rosa, cinghiali e piccoli suini dall’aspetto di maiali ma dai ciuffetti di pelo più scuro, frutto dell’incrocio tra le due specie, sono raccolti in recinti a cielo aperto, su terra pulita, con un grande rifugio in pietra e legno per la notte. Sono allevati curando con molta attenzione il loro benessere e l’alimentazione. Una crescita senza fretta. La vendita diretta di carne o dei piccoli suini già svezzati avverrà in primavera.
    Ci aspettano ancora le caprette tibetane, che qui curano “l’intrattenimento”, tenere e deliziose. Richiamano l’attenzione spingendo innocue la piccola testa cornuta sulle nostre ginocchia, per uno scatto fotografico o una carezza. Ma l’attrazione principale sono i tre asinelli sardi nel grande recinto circolare, tranquilli e mansueti si lasciano accarezzare il manto color nocciola con la caratteristica croce nera sul dorso. Sono una famigliola, il più piccolo è nato da poco ma già si fa largo.
    In questo paradiso il tempo scorre senza alcuna urgenza. I suini e le galline cresceranno sani e robusti, nella natura più autentica, la catena alimentare seguirà il suo andare. Fornendo carne e prodotti naturali senza alcun farmaco, integratore o conservante. Come succedeva una volta.
    Antonio sta per terminare gli studi, ma il suo sogno lo sta vedendo crescere ogni giorno, a casa sua. Come faceva il nonno Antonio, in Campania, nel suo allevamento di bovini. Perché ogni passione è sempre figlia di un legame intenso.