Frammenti - cosi' si cantava,quando si era noi padri e madri , ....bambini

  1. Francesco
    Francesco Utente
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    Gianni Morandi
    Sei Forte papa'
    1976




    Lino Toffolo
    Jonni Bassotto
    1976




    Bruno Lauzi
    La Tartaruga
    1975



    Pippo Franco
    Isotta
    1977



    Loretta Goggi
    Cicciottella
    1979


    Pippo Franco
    mi scappa la pipi'
    1979

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    Corrado
    Carletto
    1982

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    Ultima modifica di un moderatore: 13 Settembre 2016
  2. nomade
    nomade Utente
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    Grazie Francesco,con il tuo prezioso lavoro di dedizione al forum,ci fai rivivere ricordi della nostra infanzia e adolescenza.

    Ora scusate, ma sono nell'obligo di fare un appello:Carissimi amici miei: Avvoltoio,Lukad78,Condor,Capodileuca,Charlie, J.Carter,Big John,Soulhuntress, Lymor,Alligator,Sid, ecc............


    DOVE SIETE
    ??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????

    Mi mancate tantissimo.Ciao..................
     
  3. arianna
    arianna Utente
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    Davvero emozionante questa rubrica,…tanto da correre il rischio di ammalarsi di nostalgia! Sono certa che, oggi, chiunque si sia imbattuto nell’ascolto di questi “frammenti” abbia desiderato fortemente di essere ancora quel bambino o, quantomeno, di essersene portato “un po’” appresso. Sarebbe bello, di sicuro, potersi permettere di affrontare tutto con la semplicità, la spensieratezza ed anche l’egoismo di ‘quel bambino’. Spesso, invece, strada facendo la vita ci devia su percorsi impraticabili, costringendoci a fronteggiarla con atteggiamenti che poco hanno a che vedere con quelli tipici della fanciullezza. Atteggiamenti all’apparenza poco nobili, dettati dall’esigenza di doversi necessariamente assumere delle responsabilità, dall’inevitabilità di doverlo fare in prima persona, senza poter delegare come quando eravamo bambini. Atteggiamenti che, a perderne il controllo, ci fanno sentire il cuore e la mente vecchi e decrepiti. Ed è proprio questo il segreto, al di là di quello che oggi l’ambiente in cui viviamo domanda, riuscire a riallacciare quel legame col bambino o il fanciullo di un tempo. I “frammenti” di oggi ci aiutano…ma non bastano!…Ognuno ha custodito nel suo luogo più segreto qualcosa che, tirata fuori all’occorrenza, lo aiuta a non sentirsi logoro, consumato e soprattutto rassegnato. Ed è in questi momenti, che ci recano vantaggio quei tesori segreti, nascosti, celati nell’importante momento del passaggio da una fase all’altra della nostra vita.
    A tal proposito mi piace rammentare un “frammento” a cui, spesso, faccio riferimento per ritrovare ‘quel legame’… un libricino prezioso capitatomi nelle mani intorno ai miei, ormai lontani, quindici anni…quando per volare non si pensava certo a Dragonball…

    Il gabbiano Jonathan Livingston
    di Richard Bach

    Ciascuno di noi è, in verità,
    un’immagine del Grande Gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti.
    …. . ….
    Il Vostro corpo, dalla punta del becco alla coda, dall’una all’altra punta delle ali,
    non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero,
    visibile, concreta. Spezzate le catene che imprigionano il pensiero,
    e anche il vostro corpo sarà libero.
    …. . ….
    Scegliamo il nostro mondo successivo
    in base a ciò che noi apprendiamo in questo.
    Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima,
    con le stesse limitazioni.
    …. . ….
    Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri.
    …. . ….
    Tu seguita ad istruirti sull’amore.
    …. . ….
    Mettere in pratica l’amore voleva dire rendere partecipe
    della verità da lui appresa, conquistata,
    qualche altro gabbiano che a quella stessa verità anelasse.
    …. . ….
    Devi solo seguitare a conoscere meglio te stesso,
    ogni giorno un pochino di più..
    …. . ….
    Egli imparò a volare,
    e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
    Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
    a rendere così breve la vita di un gabbiano.
    …. . ….
    D’ora in poi vivere qui sarà più vario e interessante …
    Noi avremo una nuova ragione di vita. Ci solleveremo dalle tenebre dell’ignoranza,
    ci accorgeremo di essere creature di grande intelligenza e abilità.
    Saremo liberi! Impareremo a volare!
    …. . ….
    Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi.
    Gli occhi vedono solo ciò’ che è limitato.
    Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già’,
    allora imparerai come si vola.

    P.S. Spero di non aver annoiato chi mi legge e, se lo avessi fatto, mi scuso…ma, sono del parere che i piacevoli “frammenti” quotidiani debbano giovare alla riflessione e al confronto!
     
  4. Francesco
    Francesco Utente
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    Belle Parole

    Belle parole!
    Veramente!
    Traspare da queste,un animo nobile!
    Coerente!
    Continui pure cosi',
    aiutano a credere chi ha smesso da tempo
    di farsi illusioni!
    La ringrazio a nome di tutti questi!
     
  5. arianna
    arianna Utente
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    ….una vena sottile di ironia….mi sembra! E anche il Suo modo di scrivere (mi riferisco all’uso della grafica)….davvero incisivo! Mi piacerebbe che Pantaleo lo permettesse anche a me, magari inviandomi delle istruzioni (qualche giorno fa abbiamo affrontato il problema telefonicamente).
    Non è sfoggio di coerenza, mi creda! Non capisco dove si riesca a intravederlo! Anzi, al contrario è, piuttosto, una presa di coscienza, di come tante volte ci si ritrova, o si è costretti, a dover fare scelte difficili, tristi…costretti a grattare il fondo dell’anima per trovare la forza di continuare a lottare e andare avanti…immersi in questa vita fatta di inganni e candori, di forza e dolcezza, di sacro e profano…impauriti dalla nostra stessa debolezza! E l’indomani…rialzarsi…per affrontare giorni nuovi e uomini che non si voltano, sicuri della solidità della loro traiettoria.
    Scusate lo sfogo…ma, come diceva qualcuno…”Ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri”. Mi perdonerete…anche perché ascoltando i “frammenti” quotidiani…non credo di essere l’unica ad essere un po’ giù e sola!
    E intanto…è venuto anche a me il ‘vizio’ dei frammenti:

    Forse un mattino andando in un'aria di vetro

    Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
    arida,rivolgendomi vedró compirsi il miracolo:
    il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
    di me, con un terrore di ubriaco.
    Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
    alberi case colli per l'inganno consueto.
    Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto
    tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

    (Eugenio Montale, Ossi di Seppia)

    P.S. Non sempre, però, tristezza e solitudine ci investono invano…a volte sono l’occasione per ri-sintonizzarci su noi stessi, per metterci a contatto con la nostra struttura, il nostro spazio, anche emotivo. Il vuoto, allora, non è più solo qualcosa (qualcuno!) che non c’è più: esso è anche la ritrovata apertura al futuro!
     
  6. cosimino
    cosimino Utente
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    arianna

    il giusto, complimenti ti sei permessa di scrivere con tanta bontà non ti conosco,ma almeno vivi il presente i miei complimenti.








    sempre alla grande


    forza lecce
    e forza italia
     
  7. cosimino
    cosimino Utente
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    arianna

    non posso dire altro:Ai RAGIONE,IL VERO LO DOVRANNO CAPIRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!?
    AI PIENAMENTE RAGIONE.






    NON E una sviolinata..............

    e giusto

    ma non siamo soli

    ce sempre qualcuno.E scusami se non eh niente.------------......................................
     
  8. Francesco
    Francesco Utente
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    Ciao Arianna

    Ciao Arianna,
    nessuna ironia,ho visto in ogni tuo intervento la coerenza delle proprie idee!
    Spero Pantaleo possa risolverti il problema dell'uso della grafica,anzi mi auguro,sempre che tu lo voglia;possa occuparti di una rubrica.
    Sarebbe preziosa per noi di Torrevado.info,la tua collaborazione!
    Con stima!Ti saluto!
     
  9. Pantaleo
    Pantaleo TorreVado.info Staff
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    un Benvenuto ad Arianna

    Ciao Arianna,

    e piacevole ed interessante leggere i tuoi interventi :), nel caso tu volessi seguire una rubrica tutta tua contattami.

    P.S. sopra al modulo di risposta (cliccando rispondi o nuova discussione) troverai una nuova barra (tipo Word) dalla quale riuscirai ad usare la grafica richiesta.

    qui una guida per l'utilizzo del Forum (parzialmente completa)

    Se hai problemi fammi sapere

    Saluti Pantaleo
     
  10. arianna
    arianna Utente
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    Grazie di cuore a tutti e…scusate il ritardo!

    Grazie a tutti… Francesco, Pantaleo… in particolare Cosimino, che leggo spesso ed è…. come se ti conoscessi!!! Bando all’ipocrisia! Le Vostre dimostrazioni di stima…affetto…accoglienza, mi hanno fatto davvero piacere. E che dire della proposta allettante e lusinghiera di curare addirittura una rubrica?...Ho pensato che mi piacerebbe molto farlo (nel mio piccolo s’intende!). Ma…ahimé…sono anche certa che non riuscirei a tener fede all’impegno. Un po’ per l’innata pigrizia che mi porto dietro, un po’ per la vera e propria mancanza di tempo. Il tempo…questo tiranno! Odioso e amato… amaro e dolce… rapido e indolente… saggio e bizzarro…comunque… mai dalla nostra parte! Una promessa, però, mi sento di farla…quella di essere più vicina! Ne pretendo, però, una in cambio… da Nomade (che ringrazio per il benvenuto indirizzatomi)… quella di non abbandonare il forum! E’ normale che si facciano delle critiche… che si abbiano opinioni proprie… anche discordanti, anzi è necessario se ci si vuole confrontare e crescere! E’ riduttivo utilizzare un forum solo per un mero scambio di saluti…alla lunga… stanca! Questo vale anche per Stefano… ciò che uno scrive non deve essere necessariamente condiviso da tutti gli altri… è importante, però, muoversi entro confini di discrezione che non vanifichino l’impegno di chi, anche sacrificando quel tempo di cui parlavo prima, ci regala piacevoli momenti.

    A proposito di… tempo e “frammenti” :

    Il Piccolo Principe
    Antoine De Saint-Exupèry

    “Buon giorno”, disse il piccolo principe.
    “Buon giorno”, disse il mercante.
    Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.
    “Perché vendi questa roba?” disse il piccolo principe.
    “E’ una grossa economia di tempo”, disse il mercante. “Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatrè minuti alla settimana”.
    “E che cosa ne fai di questi cinquantatrè minuti?”
    “Se ne fa quel che si vuole…”
    “Io”, disse il piccolo principe, “se avessi cinquantatrè minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana…”

    P.S. Io, se avrò cinquantatrè minuti da spendere… li dedicherò con piacere a voi! Con affetto…Arianna. :p
     

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