Gemellaggio Nardò - ATLIT HOF-HACARMEL

  1. Pantaleo
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    COMUNICATO STAMPA

    Il 5 marzo a Nardò un ulteriore passo verso
    il dialogo, la tolleranza e la conoscenza tra i popoli

    In occasione dei 60 anni della dipartita verso Israele dei profughi ebrei rifugiati, dal 1943 al 1947, nel campo di accoglienza allestito dal comando alleato a Nardò, tra Santa Maria al Bagno, Cenate, Santa Caterina, Lissandri e Mondo Nuovo, la Puglia si riconferma cuore del Mediterraneo e ponte tra le culture e i popoli che lo abitano.

    Quella del 5 marzo per Nardò sarà una giornata particolare, il culmine di una fitta rete di relazioni politiche e diplomatiche avviate da oltre un decennio che si andrà a concretizzare nel gemellaggio tra il Comune pugliese e la città israeliana di Atlit - Hof Hacarmel; il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Nardò a Jakob Ehrlich, cittadino ebreo americano scampato ai campi di sterminio e accolto dalla città negli anni tra il 1943-47; la posa della targa commemorativa dell’evento nei locali in costruzione del “Museo della Memoria e dell’Accoglienza”, punto di partenza di una grande opera architettonica destinata a contenere tutti i documenti che raccontano quegli anni e chi li visse da protagonista.

    All’evento saranno presenti: l’Ambasciatore dello Stato di Israele in Italia, S.E. Ghideon Meir, il Rabbino Capo della Comunità di Roma, Dott. Riccardo Di segni, il Vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli, Mons. Domenico Caliandro, il Presidente della Regione Puglia, On. Nicki Vendola, l’Assessore al Mediterraneo, Prof. Silvia Godelli, il Sindaco di Atlit Hof-Hacarmel, Dott. Carmel Sela, il Sindaco di Nardò, Dott. Antonio Vaglio, il Responsabile della AICCRE (Associazione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa), Avv. Gianfranco Martini, il Presidente Onorario Associazione Italia Israele Sezione di Bari, Dott. Alexander Diesel, e il Rappresentante della ULA (Union of Local Authorities of Israel), Mino Haddad.

    Alle 19.00 concluderà la giornata il recital di Eugenio Bennato “Il Mediterraneo, la musica la solidarietà la poesia”, con la partecipazione di Martino de Cesare, Paky Calmieri, Daniele Brenca e Ivan Raganato.

    Nardò perché…

    In occasione della Giornata Nazionale della Memoria 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì, motu proprio, la Medaglia d’Oro al Merito Civile al Comune di Nardò, riconoscendo gli elevati sentimenti di solidarietà umana dimostrati dai neretini nei confronti dei profughi. Nardò, ormai conosciuta sullo scenario internazionale come “Città dell’Accoglienza”, è, insieme ad Assisi, l’unica città in Italia finora premiata con questo massimo riconoscimento per la Giornata della Memoria.
    Con la ratifica del gemellaggio tra Nardò e Atlit Hof-Hacarmel, approdo dei profughi che scelsero la terra d’Israele per ricominciare a vivere, si apre una nuova epoca di cultura e pace tra due città lontane, ma unite per sempre dalla storia; un nuovo percorso, testimone del desiderio e della volontà di tolleranza e fratellanza che deve caratterizzare il percorso politico e morale dei popoli. La firma del gemellaggio rappresenta, infatti, la realizzazione di un sogno e l’inizio di rapporti culturali, economici e di scambi tra due importanti sponde del Mediterraneo.
    Il conferimento della cittadinanza onoraria a Jakob Ehrlich testimonia, simbolicamente, un segno di vicinanza, affetto e stima a tutti gli ospiti del campo di accoglienza che 60 anni fa contribuirono a scrivere insieme ai cittadini di Nardò una straordinaria pagina di solidarietà. La cittadinanza, infatti, pur vivendo anni segnati dalla fame e dalle privazioni, accolse e alleviò le sofferenze dei profughi. Tra i rifugiati nelle abitazioni requisite ai neretini furono presenti personaggi che avrebbero caratterizzato e influenzato la storia dello Stato di Israele dagli anni della sua nascita fino ai primi anni Novanta; tra di essi vale sicuramente la pena ricordare: David Ben Gurion, all’epoca Presidente dell’Organizzazione ebraica mondiale e nel 1948 guida politica per la proclamazione dello Stato d’Israele; Golda Meir, futuro Primo Ministro e leader politico dello Stato d’Israele; Dov Shilanski, deputato al Parlamento d’Israele (Knesset) e poi Presidente dal 1988 al 1992.
    Infine, con la posa della targa commemorativa, procede il percorso iniziato nel 2005 con la firma del protocollo d’intesa tra la Provincia di Lecce, il Comune di Nardò e l’APME (Associazione per la salvaguardia dei murales ebraici). Sul Lungomare di Santa Maria al Bagno, sta infatti sorgendo, su progetto dell’Architetto Luca Zevi - anche progettista del futuro Museo della Memoria di Roma; uno dei grandi progetti architettonici che vedrà impegnata la Capitale nei prossimi anni - il “Museo della Memoria e dell’Accoglienza”. Il Museo è stato appositamente studiato per contenere i murales realizzati in quegli anni difficili da Zivi Miller, ebreo rumeno, che in essi racconta la propria storia personale e quella di altri centinaia di ebrei liberati dai campi di concentramento e arrivati in Puglia. Il Museo raccoglierà, inoltre, tutti i documenti che testimoniano non solo le durezze e le sofferenze vissute dai profughi in quegli anni, ma anche quanto la popolazione di Nardò fece per essi. Ai profughi furono, infatti, assicurati tutti i complessi servizi necessari alla vita di una comunità: poterono professare la loro religione e le loro tradizioni nella Sinagoga allestita a Santa Maria al Bagno; fu costruito loro la mensa, il centro di preghiera per bambini ed orfani, l’ospedale, il servizio postale, i più giovani poterono frequentare le scuole e furono circa 300 i matrimoni celebrati.

    Myriam Tedesco
    Responsabile Ufficio Stampa per il Comune di Nardò (Lecce)
    Tel 347.1971126
    Fax 06.8078501


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    Il Presidente Ciampi, in occasione della Giornata Nazionale della Memoria, ha conferito motu proprio la Medaglia d'oro al Merito Civile al Comune di Nardò
    C o m u n i c a t o
    Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in occasione del 27 gennaio, Giornata Nazionale della Memoria, ha conferito motu proprio la Medaglia d'oro al Merito Civile al Comune di Nardò con la seguente motivazione:
    "Negli anni tra il 1943 e il 1947, il Comune di Nardò, al fine di fornire la necessaria assistenza in favore degli ebrei liberati dai campi di sterminio, in viaggio verso il nascente Stato di Israele, dava vita, nel proprio territorio, ad un centro di esemplare efficienza.
    La popolazione tutta, nel solco della tolleranza religiosa e culturale, collaborava a questa generosa azione posta in essere per alleviare le sofferenze degli esuli, e, nell'offrire strutture per consentire loro di professare liberamente la propria religione, dava prova dei più elevati sentimenti di solidarietà umana e di elette virtù civiche".
    Roma, 26 gennaio 2005





    2007-25 Cittadinanza onoraria a Jakob Ehrlich
    Il sindaco di Nardò, dott. Antonio Vaglio comunica, in occasione del Giorno della Memoria, che proporrà al Consiglio Comunale di conferire la cittadinanza onoraria a Jakob Ehrlich, cittadino ebreo americano, per l’attaccamento e l’amicizia dimostrata nei confronti della Città di Nardò che lo accolse negli anni tra il 1944-47.
    “Intendiamo così riconoscere – afferma il sindaco Antonio Vaglio -all’amico Jakob il merito fondamentale di aver avviato un formidabile percorso che, parallelamente alla sua ricerca personale dell’amico Vittorio Perrone, ha permesso a tanti, e fra questi anche la mia Amministrazione, di ricostruire le vicende storiche e di umana solidarietà che tanti anni fa ebbero come protagonista Nardò e grazie alle quali il presidente Ciampi ha conferito alla nostra città la medaglia d’oro al merito civile.
    Simbolicamente la cittadinanza onoraria a Jakob Ehrlich verrà riconosciuta in questo modo a tutti gli ospiti del campo di accoglienza che sessant’anni fa contribuirono a scrivere, con i nostri concittadini, una straordinaria pagina di solidarietà.
    Nardò, città dell’accoglienza – ha concluso il sindaco - è l’espressione con la quale la nostra città è ormai conosciuta ed apprezzata sullo scenario internazionale e caratterizzerà d’ora in avanti la sua immagine.
    Nardò, 25 gennaio 2007

    Jakob Ehrlich è nato a Sarajevo, Jugoslavia, il 28 Giugno 1933. Questa è la sua storia, affidata alle sue stesse parole.
    “Mio padre aveva un negozio di giocattoli e mia madre lo aiutava. Eravamo una famiglia umile. Ricordo che andai a scuola fino all’ eta' di 8 anni. Scoppiata la seconda guerra mondiale, la Jugoslavia fu occupata dai tedeschi, gli ebrei arrestati e spediti al campo di sterminio. Mio padre fu avvertito da amici musulmani del pericolo poco tempo prima e aveva organizzato la nostra fuga da Sarajevo al territorio jugoslavo, allora occupato dagli italiani, in quel tempo alleati dei tedeschi. Mio padre era giocatore di calcio e aveva tanti amici musulmani e di altre religioni. Viaggiammo in treno con una squadra di calcio, con abiti musulmani. Come protezione, gli italiani ci hanno messo in un campo di concentramento assieme ad altri fortunati. Senza avere molto da mangiare, ma contenti di essere vivi. Già avevo 10 anni e imparai un po' di italiano dai soldati che mi davano pure un po’ di pane extra. Lo ricordo sempre. Imparai la canzone Mama, che cantai al comandante del campo.
    Dopo la capitolazione dell’ Italia, liberati dai partigiani jugoslavi, fuggimmo nelle montagne, circondati dai tedeschi. Con fame, paura e freddo. Abbiamo sofferto molto. I partigiani ci sono messi in contatto con gli alleati inglesi e americani e hanno stabilito una ponte aerea dalla zona libera Jugoslava a Bari. Eravamo fortunati. Siamo arrivati a Bari. Non avevamo niente ma eravamo contenti di non dover fuggire più'.
    In pochi giorni ci hanno trasportato a Sta. Maria al Bagno. Un vero paradiso per noi. Con l’ aiuto internazionale ci davano alimenti e vestimenti. Nell’ aprile del 1945 abbiamo celebrato la fine della guerra. E adesso dove andiamo? Molti paesi avevano chiuso le porte agli ebrei. Non volevamo ritornare in Jugoslavia, non era rimasto niente lì. Siamo emigrato in Argentina con i nomi falsificati; lì siamo rimasti per 10 anni. Ho lavorato dall’ eta' di 15 anni per aiutare i miei genitori, sacrificando la scuola. L’ economia argentina andava di male in peggio e avevo chiesto a un filantropo americano ebreo di aiutarci a partire per l’ America. I nostri sogni si sono realizzati con l’arrivo a New York nel 1958. Già parlavo inglese. In Argentina avevo vinto un concorso di canto e cantavo con varie orchestre di jazz e radio. Grazie a quel concorso ero andato in Brasile dove ho avuto un po’ di successo. Cantavo musica popolare in diverse lingue. Conobbi una bella ragazza brasiliana Norma Gianotti, di discendenza italiana: ci sposammo nel 1959. Cominciare una nuova vita nel nostro nuovo paese era difficile. Imparai il mestiere di Ottico e dopo molti anni ho messo un mio negozio.
    Abbiamo due figli, Paula e Philip e due nipotini, Andrew e Joshua . Da 6 anni abitiamo in Florida: lo Stato è bello e il clima meraviglioso.
    Ritornai a Sta. Maria al Bagno e nella bella Nardo' nel 2001, per rivedere i posti che avevano lasciato una impressione profonda nella mia vita. Ritrovai pure un gran amico, di nome Vittorio Perone. Non ci siamo visti per mezzo secolo. Fu una emozione meravigliosa rivederci e conoscere la sua famiglia. E cosi grazie a Italia, la mia salvatrice, posso raccontare la storia della mia vita. SHALOM .”
     

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