La sabbia della Calabria in soccorso del Salento

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    Fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it

    La sabbia della Calabria
    in soccorso del Salento
    di FLAVIA SERRAVEZZA

    LECCE . Da Porto Cesareo a Otranto e poi giù verso il Capo, l’erosione costiera sta flagellando le rinomate spiagge del Salento. Micidiale come il punteruolo rosso, il fenomeno avanza rapido e affligge oggi il 65 per cento del litorale. Dopo gli ingenti danni della scorsa stagione estiva (una decina di metri di sabbia e stabilimenti balneari inghiottiti dalle onde), quest’anno però si tenta di giocare d’anticipo. Con questo intento, infatti, Assobalneari Salento ha organizzato ieri assieme all’Ateneo salentino e a Confindustria Puglia-Federturismo, una giornata di studio sul fenomeno dell’erosione costiera, intitolata «Raccogliamo la sfida».

    Esperti da tutta Italia, ingegneri, geologi, docenti e amministratori locali si sono ritrovati nel campus universitario per analizzare lo stato dell’arte, confrontare opinioni, esperienze, valutare possibili contromisure per evitare che il disastro - ambientale ed economico - si ripeta anche quest’anno. Per arginare il fenomeno, si punta principalmente su interventi di ripascimento protetto.

    «Serve l’apporto di sabbie che siano protette dall’azione del moto ondoso attraverso l’ausilio di scogliere o altre opere che siano eco-compatibili, ovvero non siano visibili all’occhio umano e operino per frangere le onde in moda da ridurre l’intensità del moto ondoso», ha spiegato l’ingegnere Giuseppe Roberto Tomasicchio, ordinario dell’Università del Salento ed esperto di fama internazionale sul fenomeno dell’erosione costiera. Prima di pensare ad un piano generale di difesa delle coste salentine da presentare in Regione per chiedere i necessari finanziamenti, il professor Tomassicchio sollecita però interventi urgenti di ripascimento in particolare per gli arenili di Porto Cesareo e Otranto, nella zona degli Alimini, entrambe aree ad alta densità turistica.

    Ma in attesa delle risorse, qualcosa è già stato fatto. A San Cataldo, per esempio, una delle marine di Lecce, entro il primo giugno arriveranno da Corigliano Calabro i 16mila metri cubi di sabbia necessari per il ripascimento del litorale. A Porto Cesareo, invece, è stato portato a termine nelle scorse settimane un progetto sperimentale di ripascimento, grazie alla collaborazione tra Assobalneari e Nautilis Puglia: una ventina di operatori hanno messo mano al portafogli per far posizionare su un tratto del litorale una serie di “geosacchi” riempiti con sabbia compatibile, sempre proveniente da Corigliano Calabro. «In questo modo - ha spiegato il presidente dei balneari salentini, Mauro Della Valle - siamo riusciti a creare una barriera di 600 metri, di cui 200 interessano spiagge libere». Il costo dell’intervento, a carico del singolo concessionario, è di 100 euro al metro lineare. L’azione, se pur di durata temporanea, si è rivelata vincente al punto che sono già numerosi gli imprenditori balneari interessati allo stesso tipo di intervento. «Ci sono arrivate richieste - fa sapere Della Valle - dalla provincia di Brindisi, e per i litorali di Otranto e Vernole».

    fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it