La scoperta di una Tomba megalitica a Pescoluse

  1. Pantaleo
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    La scoperta di un monumento megalitico a Pescoluse nel Salento

    La presenza dei dolmen in terra salentina è ampiamente risaputa. Autentici monumenti probabilmente costruiti per essere adibiti a camere funerarie e comunque con funzioni etico religiose. La costruzione dei dolmen risalirebbe all'età del bronzo ed inizialmente secondo alcuni studiosi, furono coperte da cumuli di terra. Il tempo e le piogge avrebbero successivamente lasciato a nudo la costruzione. In alcuni di essi sono stati rinvenuti anche resti di ossa umane.

    Il territorio di Pescoluse e comunque di Salve è ricco di siti e proprio per questo, oggetto di approfondimenti e ricerche da parte degli studiosi del settore.

    In questi giorni la sensazionale scoperta, grazie anche alla segnalazione di persone del posto e del Dipartimento dell'Università di Lecce, di una tomba risalente al III Millennio A.C., la prima età del Bronzo.
    Secondo la Professoressa Ingravallo che ha presieduto i lavori di scavo, sono presenti alcune analogie con la Grotta dei Cappuccini a Galatone, importante sito archeologico nato probabilmente come tomba collettiva.
    Il sito di Pescoluse recentemente riscoperto, era protetto da un tumulo di pietre e terra, e copriva un'area recintata da un grande muro in pietra che racchiudeva una grande cassa rettangolare formata da lastroni ed utilizzata come tomba collettiva.

    Saluti Pantaleo
     
  2. Pantaleo
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    Salve, un monumento megalitico risale a 2.500 anni prima di Cristo


    Gli studiosi hanno presentato la loro scoperta effettuata nel territorio di Salve:
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    46,68KB

    l SALVE . Si trova nel territorio del Comune
    di Salve il primo monumento megalitico
    databile che risale alla prima età del
    bronzo (2.550-2.300 a.C.). La notizia è stata
    ufficializzata nella mattinata di ieri a seguito
    di una conferenza tenuta sul luogo del ritrovamento
    dalla professoressa Elettra Ingravallo,
    del Dipartimento di Beni Culturale
    dell’ateneo salentino. «Il monumento - dichiara
    la professoressa Ingravallo - si trovava
    sotto un cumulo di terra e pietre che coprivano
    un’area recintata. In pratica si tratta
    di una tomba collettiva che contiene numerosissime
    ossa e oggetti di corredo molto
    simili a quelli trovati nella Grotta dei Capuccini
    a Galatone».
    La professoressa Ingravallo non nasconde
    la soddisfazione per il ritrovamento, che corona
    il lavoro di scavi da lei stessa avviato nel
    2.005. «Per la prima volta nel Sud - spiega -
    viene scoperto un monumento megalitico intatto
    e per la prima volta si può datare con
    precisione un reperto del genere. L’impor -
    tanza del ritrovamento, però, richiede la salvaguardia
    dell’intera area interessata, la cura
    e lo studio approfondito della stessa. Intendo
    comunque ringraziare tutti i miei collaboratori
    laureati e laureandi ed in particolare
    Nicola Febbraro, che ci ha segnalato il
    sito dove è stato ritrovato il reperto».
    La professoressa Ingravallo condivide la
    proposta che qualcuno ha lanciato, ossia di
    realizzare a Salve un “Parco Archeologico
    dell’età dei metalli e del paleolitico”. Un progetto
    condiviso dal sindaco di Salve, Giovanni
    Siciliano, che non nasconde la grande
    soddisfazione per il ritrovamento. «Voglio
    ringraziare l’università salentina nella persona
    della professoressa Ingravallo per l’in -
    tervento realizzato sul nostro territorio. Insieme
    a lei voglio anche ringraziare Nicola
    Febbraro, un nostro giovane che si è laureato
    a pieni voti con la professoressa Ingravallo, e
    Paolo Cosi, di Andrano, amico e collaboratore
    di Febbraro, senza il quale probabilmente
    non avremmo raggiunto questo risultato.
    Con questo ritrovamento Salve arricchisce
    notevolmente il suo patrimonio. Un motivo in
    più per realizzare, come abbiamo previsto, il
    centro di Documentazione del Territorio che
    sarà ospitato presso palazzo Ramirez, dove
    sarà sistemato anche il calco del tesoretto di
    Salve, costituito da circa 70 monete d’arg ento
    magno-greche. Tutto questo stimolerà l’am -
    ministrazione comunale ad attivare l’iter per
    ottenere finanziamenti mirati a realizzare un
    interesse per i turisti che vada al di là della
    bellezza del nostro mare e delle nostre spiagge.
    Abbiamo capito che senza cultura difficilmente ci
    può essere sviluppo turistico».


    Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno di Puglia 26/07/2007



    Segnalato da Roberto N.
     
    Ultima modifica: 30 Ottobre 2018