La seduzione del potere. La “verità” del consenso

  1. Liberty Island
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    Questo post, in origine, è stato pensato e formulato in risposta a quanto vilmente e ignominiosamente alcuni facinorosi signori hanno avuto l’ardire di dichiarare in ambito politico, e non solo purtroppo, nei confronti di tal’altre persone. La ragione per cui viene postato in questo forum, a questo punto è duplice.
    Primo, perché è stato senza ombra di dubbio censurato, è nella quantità, è ne contenuti, è nello stile metrico-sintattico. Dando riprova che il sistema di fondo su cui molti di loro poggiano il loro agire è un sistema chiuso. Il secondo motivo fa da corollario al primo, in quanto, sebbene inneggino alla democrazia, una simile manipolazione mediatica tutt’altro può essere che espressione di democrazia. Lascio a voi, utenti di questo forum (previa rassegna informativa su xxxxxxxxxxxx, libertà di opinione su questa vicenda. Anche perché è una questione che riguarda il cittadino del comune di Morciano di Leuca.
    Un Grazie per la libertà di pensiero che questo spazio permette.

    Dopo aver letto quanto alacremente ed eloquentemente in tanti hanno scritto, spinti da comuni sentimenti finalizzati ad altrettanto chiari intenti, ovvero ferire lo spirito come solo l’agire perverso sa fare, mi sono reso conto che non potevo iniziare a parlare nella lingua che giorno per giorno cerca di ammaestrare quanto di me è ancora curvo. L’impatto sarebbe stato troppo forte. E allora, ho preferito iniziare con alcuni versi in prosa per mettere a proprio agio costoro, e in particolar modo alcuni benpensanti.
    Infatti, l’acre esalazione che emana questo forum è torva e minacciosa come il veleno che scientemente inoculate nell’altro per asservirlo in favore di una vacua ratio. Altro non può dirsi di un essere umano che, trainato da un irrinunciabile sentimento di rivalsa, spegne la ragione per dare libero sfogo a bestiali istinti, prevaricatori, bellicosi, snaturanti. Affrancandosi da quei valori che lo identificavano parte di un tutt’uno; parte di una gestalt umana di consenso che sembrava respirasse all’unisono del suo leader, del suo profeta; respiro che evidentemente appartiene a corpi e menti sostanzialmente estranei nei fatti e nella parola, che, pertanto Luca, gradito e chiarificatore sarebbe stato, quanto meno per la tua persona e il tuo ruolo, un richiamo al decoro.
    Valori che animavano all’apertura, all’aggregazione, alla solidarietà coll’altro in genere senza distinzione di colore ne’ di ceto. Dove sono finiti quei tanti decantati ideali di cui vi facevate propugnatori e paladini? È questo il vostro vero volto? Una verità può relativamente dirsi tale quando gli asserti, o parti di verità intese e accettate da un soggetto, poggiano su un principio di coerenza. E, ammesso che sia vero quanto mosso nei riguardi di talune persone, che avete qualificato in ogni spregevole modo, caproni, insulsi, meschini, fin’anche incantatori di serpenti, sulla base di quanto la vostra lingua biforcuta va articolando, voi non siete da meno, perché ciò che avete smarrito, talora ne siate mai stati in possesso, è proprio la coerenza!
    E vi definite liberi? Non siete liberi nemmeno dalle vostre più elementari inclinazioni, figuriamoci dall’influssi di un mondo dai mille volti, e da chi scaltramente, oserei dire “nato per questo”, si propone a soggiogarlo, specie se considerata la sua condotta da fuorilegge, palesemente eversiva in virtù dello sprezzo per le istituzioni che non manca di manifestare, e forte di un potere occulto, un potere di pochi, un potere che è meglio chiamare Dominio.
    Certo, imparare a manifestare il “potere” individuale è una necessità pratica e spirituale per ogni soggetto, a vari livelli, legata al bisogno che ognuno ha di essere creativo. E il concetto di “forza”, nel senso di energia, strettamente unito a quello di “potere”, intensifica la propensione a sostenere, a resistere, ovvero il vigore naturale dell’uomo Sano. Rafforza l’attitudine a modificare l’inerzia, la capacità di rispondere, reagire adeguatamente a un dato evento e al contempo la necessità di giustificare e spiegare la propria condotta, ovvero quella che si dice responsabilità. E in tal senso si parla di forza del lavoro, forza dell’amore, forza della verità. Il potere individuale o d’unione, rimane libero solo se accresce la personale forza esistenziale fermandosi dove ha inizio il profondo bisogno dell’altro. Laddove esige sottomettere l’altro, diventa Dominio. Anche se il potere è forse destinato fin dall’antichità ad accumularsi è però altrettanto vero che vivere consiste nell’apprendere a gestirsi insieme, secondo una struttura sociale fondata sul reciproco rispetto. È poi fondamentale come la forza trova espressione nelle relazioni, perché spesso accade e questo mi sembra il caso, che si sclerotizzi imponendosi Dominio, senza che i partecipanti di un rapporto ne siano consapevoli, specie se la gente china la testa ad ascoltare “come si fa”, spegnendo nell’imitazione e nel conformismo la propria critica creatività, il proprio autentico contributo. Altro che libertà. Non è possibile edificare una società civile senza imparare a differenziare il concetto di forza-potere da quello di violenza-dominio. E nelle vostre esternazioni c’è molto di quest’ultimo. Come molto vi rappresentano, in termini negativi, i contenuti di queste parole cariche solo di spirito critico e non della vostra cattiveria.
    Perché, anche quando la ragione è dalla vostra, non vi è concesso oh uomini assennati, di sputare sentenze e giudicare con tanta acrimonia. Siete voi forse i senza macchia, gli unti del Signore, i depositari della Verità assoluta? Fareste bene, prima di condannare l’altro a liberarvi della trave che vi ottunde la vista, e a tenere a bada quel bestiale istinto di bramosia che vi strozza il lume della ragione. Il Sindaco, nonché la sua squadra, sicuramente avranno commesso degli errori. Per alcuni saranno di faciloneria, di non curanza. Per altri di eccessivo rigore, di assenteismo e di scarsa responsabilità per il bene pubblico. E chi più ne ha più ne metta. Di certo, Giuseppe ha sbagliato con la sua sola testa, così come, allo stesso nodo, cercherà di rimediarvi in questo nuovo mandato. Nessun uomo di potere, oh pardon, Dominio, come il vostro beneamato fuorilegge, ha fatto carte false per lui. O ha estorto per prepotenza, per orgoglio, per libidine di potere, perdendo anche la più piccola concezione del Bene e del Male, riducendosi esso stesso a un dileggio sventolato per abbacinare e traviare i più deboli.
    E a quegl’arditi incoscienti che porranno in essere subdoli sofismi o ragionamenti discomunicanti, attaccando sulla bonarietà e veridicità di quanto questa sofferta riflessione esprime, rispondo con quanto segue. Volete la prova provata? Eccovela servita!
    La vostra è una verità basata sul consenso. Quel consenso che vi mette tutti d’accordo in quanto appartenenti a uno specifico gruppo fondatosi su valori condivisi. È come a volte accade, è proprio quel senso di appartenenza che vi bypassa il cervello, deindividualizzandovi e dando vita a una sola istanza pensante e agente che purtroppo assume le fattezze di un mostro che sputa fuoco e tutto fagocita.
    La verità che invece muove queste parole non viene dall’interno di un “sistema chiuso” quale è il vostro, e nemmeno da quello che potrebbe essere il mio di sistema chiuso, ma dall’esterno, laddove è possibile applicare “formule” universali.
    Parafrasando vi dico che non mi piacciono coloro che gridano, “A morte!”, dopo aver gridato “Osanna!”. Ma non credo sia il solo, in quanto questa metafora racchiude in sé un insegnamento antico quanto il mondo. Se, coloro ai quali scagliate contro accuse di condanna, vi avessero dato quel trofeo e quel benessere a vostro dire iniquamente carpito, così facendo innalzando voi e loro stessi a un’elevatezza d’orgoglio, non è forse vero che li acclamereste? Non vedete quanto grosse sono le funi di cui vi servite per trascinare il vostro Io e le vostre piccole personali cause? Abbandonate questa meschinità e tornate sulle buone argomentazioni che certamente avete. Non serviranno ne funi né parole, ma semplicemente il vostro cuore franco e sincero.
    C’è la farete? Certo abbandonare una strada in discesa per prenderne una in salita non è poi cosa semplice da farsi. Ma v’assicuro che in questo potete sicuramente dirvi liberi e capaci di autodeterminarvi. Ah, dimenticavo! Grazie a quel figlio di XXXXXXXXX che tutti ripudiano ma a cui molti, tanti, di colori e fedi diverse, negli anni almeno una volta hanno bussato alla sua porta trovando sensibile e calorosa accoglienza, ma soprattutto favore alle loro necessità. Non ha chiesto mai niente a nessuno vi dico in bontà. E voi in malafede cosa avete fatto? Gratuitamente gli avete reso vigliaccheria e calunnia per nobiltà.
    Grazie all’umanità di quanti per lealtà d’animo sono estranei a queste offese.

    (Modifica dall'amministratore: non sono consentiti link esterni non autorizzati)
     
  2. Liberty Island
    Liberty Island New Member
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    All'amministratore/moderatore del forum:
    potrebbe gentilmente correggere le tabulazioni all'interno del messaggio?

    Grazie!
     
  3. Pantaleo
    Pantaleo TorreVado.info Staff
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    questa discussione è stata spostata nella piazza virtuale...

    Saluti Pantaleo
     
  4. Ieu solu ieu
    Ieu solu ieu Active Member
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    Che poema.... ma alla fine cosa cambia o cambierà?

    Un saluto a te, era meglio starsene a casa propria.....
    Come illustra il titolo, il poema e bello e forse anche giusto, ma credimi, anzi lo saprai di sicuro meglio di me, in questi casi bisogna accettare tutto, le sconfitte, le brutte sconfitte, le critiche e le brutte critiche...

    Un saluto a te paesano, perche siamo tutti paesani..... ciao
     
  5. Liberty Island
    Liberty Island New Member
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    Integrazione e chiarimento

    Cortese Pantaleo

    mi permetto di riportare, qui di seguito, la parte mancante del messaggio originale, postato in apertura della discussione (fin qui priva certamente a causa di una svista), in quanto parte integrante di verità e libertà di pensiero che altrimenti risulterebbero mutilate nella loro natura, espressione e, in ultimo, fruibilità intellettuale e prammatica.

    Ecco in origine l'inizio del post:

    [...

    Sibil Sibila Belial Beliar
    De' Calici de l'Unto, Trabocca oh Invidia pe 'l santo Affar.
    Spiri meco 'l Tuo favor,
    Annienta lo fedele, leva 'l confiteor.
    Seduci e Corrompi con Anelito di Caronia,
    Allatta, Pasci 'l palpitante Sen de la Mentionia.

    Trancia la Vite, Falcia la Spiga,
    Oh Tu che ci conduci Sommo Auriga.
    Inonda la Terra di Stento e Sciagura,
    Profan l'Alma e dà Regno a l'Abiura.

    E per noi che t'invochiam un sol Canto,
    Stridor di Denti, Dolor e Pianto.

    ...]

    In secondo luogo, gradirei che mi desse spiegazioni in merito alla censura del nome proprio di persona, intuitivamente considerato non offensivo della pubblica morale, non illegale, non contenente minacce o diffamazioni, e non violante la privacy dell’identità in questione. Identità che non può essere determinata perché priva del cognome o di indicazioni sufficienti a stabilirla. E, talora la vicenda dovesse risultare suscettibile di azioni legali, non è certo questo l’ambiente al quale addebitare illecito alcuno.

    Infine, per quanti non trovando riscontro nel divenire dei fatti, a cui questo messaggio riferisce in risposta agli interventi posti in essere nel forum ubicato al succitato indirizzo web, desiderino prenderne atto in modo completo e dunque realistico, possono scaricare copia della pagina web dell’anzidetto forum, recante tutti i dialoghi. Ovvero anche quello cassato in seguito all’apertura di questa discussione.

    Per farlo è sufficiente andare presso questo indirizzo XXXX (Tranquilli! Non occorre iscriversi o versare alcuna somma.), quindi cliccare su “Free user”, quindi su “Download”, infine su “Salva”.

    Cordiali saluti

    (Modifica dall'amministratore: non sono consentiti link esterni non autorizzati)
     
  6. Liberty Island
    Liberty Island New Member
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    Che poema?

    Beh, se per te è l’eccezione, per me, pensare, esprimere e agire secondo coscienza è la norma, o quanto meno è un principio/precetto saldo e indefettibile a cui cerco di riferire la mia condotta senza soluzione di continuità. Da qui la solennità espressiva che ne deriva.

    Cosa cambia o cambierà?

    Nulla se dovessi conformarmi al tuo atteggiamento che non è certo un comportamento capace di fruire cambiamenti positivi, specie se mosso da uno spirito rassegnato e arrendevole (e le tue parole ne danno triste eloquenza), che quindi accetta passivamente la volontà altrui.

    Bisogna accettare tutto?

    Forse può farlo, “a costo zero”, chi ha consapevolmente, dunque per scelta, una coscienza sporca o da tempo imbavagliata. Grazie al cielo, c’è ancora qualcuno che ha sete di pace e fratellanza, nonostante tutto. Ti sei mai chiesto cosa accadrebbe se quelle poche benevoli voci rimaste che predicano e si spendono per il bene (al di là delle loro imperfezioni individuali; e dimmi chi non ne ha) malgrado la dilagante piaga, sorda e irrefrenabile dell’edonismo e del suo precursore, l’egoismo, smettessero di agire? Siamo già in uno stato di anomia sociale che assume, a tratti, i caratteri tipici dell’irreversibilità. C’è un limite a tutto! E il decoro personale è un valore che non si compra, ma che chi si conquista attraverso l’esercizio delle virtù che lo procurano. Chi riesce, come tu dici ad accettare tutto, lo fa perché probabilmente non c’è l’ha o perché se lo è venduto. Non si spiega diversamente questo accorrere in massa quando si tratta di sputare veleno, non importa chi sia o di cosa si tratti, dando luogo a vere e proprie orge mediatiche.


    E la “prolificità” di questa discussione ne dà testimonianza.

    Ti saluto