Legambiente - Discutibile intervento di ripristino del cordone dunale marine di Salve

  1. Pantaleo
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    Discutibile intervento di ripristino del cordone dunale


    Dopo il periodico dragaggio della sabbia da parte del consorzio di bonifica “Ugento Li foggi” dalla foce del canale sud in località Cabina nel comune di Salve, si è convenuto spalmare la sabbia sulle dune vicine al sito di prelievo coprendo per un’altezza di circa un metro tutta la vegetazione preesistente in primo luogo gigli, salicornia, sparto, santolina e canneti. Tale intervento è stato eseguito con mezzi pesanti e con un forte impatto sull’ecosistema.


    L’area di per sé già sottoposta a forte stress sia per il continuo avvicendarsi di mezzi meccanici sempre per il ripristino della profondità del canale, per la ravvicinata presenza alle dune di alcuni chioschi e per i parcheggi selvaggi, ha subito così una irreversibile alterazione dell’equilibrio portando ad una definitiva scomparsa della vegetazione tra la spiaggia e lo stesso canale.
    Sicuramente la vegetazione ricomparirà sulla sabbia rimossa che rimarrà dopo l’azione eolica e meteorica, ma sicuramente non sarà flora autoctona ma endemica ed infestante.


    Riteniamo di condividere il concetto di recupero del cordone dunale con sabbia locale anziché assistere al ripascimento di lidi fuori dal territorio comunale, ma le modalità devono essere progettate e non lasciate alla fantasia dell’operatore alla guida del mezzo meccanico.


    Un progetto organico per la protezione del cordone dunale, insieme ad un riconoscimento di area S.I.C. sono elementi prioritari e non può permettersi distrazioni di questo tipo un paese che vanta la bandiera blu e che vuole fare dello sviluppo sostenibile un cavallo di battaglia.

    Collocare la sabbia a nord dell’esile cordone dunale, richiudere i tanti varchi pedonali aperti tra le dune, ricreare il cordone a sud di Torre Pali, chiudere le carreggiate scavate dalle auto sulla sabbia, impedirne l’accesso alle auto nell’area compresa tra la spiaggia e il canale a favore di percorsi ciclabili, sorvegliare sul montaggio dei chioschi (distanze, fognature, passerelle per gli accessi al mare), innestare barriere frangivento e rinfoltire la vegetazione sono alcune delle modalità di conservazione che chi ha a cuore il problema non deve trascurare.


    Salve, 16 Aprile 2010


    Il Direttivo di Legambiente Salve


     

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