LETTERA AL Prof. RODOTA'

  1. GinoSimone
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    LETTERA APERTA AL Prof. RODOTA'


    Caro Prof. Rodotà, dopo aver letto la sua lettera al quotidiano “La Repubblica”, mi permetto umilmente, di scriverle quanto segue: lei afferma che con la sua elezione al Quirinale, il fatto nuovo sarebbe stato che Grillo ed i grillini si sarebbero resi “pienamente disponibili per un via libera al Governo”.


    Le ricordo che più di un mese fa Grillo dichiarò che se Bersani si fosse fatto da parte, loro (i grillini), sarebbero stati “pienamente disponibili per un via libera al Governo”.
    Ora che sono stati accontentati, grazie anche alla non disponibilità dei grillini, a qualunque forma di dialogo, mi aspetto e confido che mantengano la promessa fatta e cioè che questo Governo, PD-m5s, si possa fare.


    Prof. Rodotà, da elettore del PD ho desiderato autenticamente la sua elezione ma mi consenta nel dissentire dalla sua analisi fatta, sulla politica grillina: essa è a dir poco, ingenua.
    Tante colpe si possono, anzi si devono dare a Bersani, non ultima quella di avere fatto rieleggere (supplicandolo) Napolitano(che tra l'altro stimo), ma non quella di aver compreso la totale inaffidabilità di Grillo e l'impossibilità di raggiungere alcun tipo di accordo con loro.


    Quando Bersani ha avuto l'incarico di formare il Governo, le ha provate tutte, finanche l'umiliazione di fronte a due ragazzotti, arroganti e presuntuosi (il duo Lombardi/Crimi). Ha sopportato essere ridicolizzato di fronte al paese intero, pur di arrivare all'accordo con il 5* e formare così, un Governo davvero nuovo che avrebbe messo definitivamente all'angolo Berlusconi.


    Cosa avrebbe dovuto fare di più Bersani per soddisfare ed inseguire Grillo? Dimettersi? Ebbene, diciamolo, ha ottenuto anche quel risultato, ha vinto lui. Ma ora che è successo, lei è proprio sicuro che quel Governo PD-M5S, si formerà mai? Ho più tosto, troverà altri argomenti, pur di poter giustificare e continuare a dire sempre i suoi: NO!!!


    Del resto non sarebbe nemmeno una contraddizione con quanto va gridando sulle piazze, alzando sempre di più il tono della voce, usando parole sempre più dirompenti e sguaiate, gridando come un forsennato e un indemoniato e perdendo completamente il senso della misura di ciò che dice (“GOLPE” e “MARCIA SU ROMA”,parole che non si sentivano dal periodo fascista). Da sempre dice che i partiti non servo,come non servono i sindacati, le associazioni , il Parlamento, l'Euro.


    Tutti coloro che non si trovano in accordo con il suo “verbo” devono arrendersi, uscire allo scoperto e con le mani alzate in quanto circondati. Tutto sarà sostituito dalla democrazia diretta del popolo, attraverso la rete del web.


    Caro Prof. Rodotà, da buon democratico alla quale lei giustamente si ascrive e che tutti le riconoscono (ho apprezzato molto che nella sua lettera si definisce uomo di sinistra e che tale rimarrà, nonostante tutto), non posso credere che lei possa condividere le farneticazioni di un uomo solo al comando e che punta ad una deriva plebiscitaria, dopo aver abbattuto e distrutto le istituzioni democratiche e con esse l'intero Paese.


    Da vero democratico quale lei è sempre stato mi aspetto, senza se e senza ma, che metta da parte l'orgoglio per la mancata elezione a Presidente e si schieri, come del resto ha sempre fatto nella sua vita, a baluardo e in difesa delle nostre libertà individuali e all'integrità della nostra “ITALIA LIBERA”. Con Simpatia.


    Morciano di Leuca: 22/04/2013 gino simone