nardò INAUGURAZIONE PRIMO MUSEO ITALIANO DELLA MEMORIA

  1. Pantaleo
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    INAUGURAZIONE
    PRIMO MUSEO ITALIANO DELLA MEMORIA

    Il 14 gennaio 2009 a Nardò il Ministro dei BENI Culturali e delle Attività Culturali Sen.re Sandro BONDI inaugurerà il
    Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Nardò, prima struttura museale in Italia dedicata a questo tema, inserita in un
    contesto che tanto ruolo ha avuto in quegli anni difficili e che si caratterizzerà, unica in Italia, per la presenza di alcuni
    manufatti legati al territorio stesso. (programma allegato)
    La storia del museo prende vita il 27 gennaio 2005, quando il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, , ha
    conferito motu proprio la Medaglia d'Oro al Merito Civile al Comune di Nardò con la seguente motivazione:
    “Negli anni tra il 1943 ed il 1947, il Comune di Nardò, al fine di fornire la necessaria assistenza in favore degli ebrei liberati dai
    campi di sterminio, in viaggio verso il nascente Stato di Israele, dava vita, nel proprio territorio, ad un centro di esemplare
    efficienza. La popolazione tutta, nel solco della tolleranza religiosa e culturale, collaborava a questa generosa azione posta in
    essere per alleviare le sofferenze degli esuli, e, nell'offrire strutture per consentire loro di professare liberamente la propria
    religione, dava prova dei più elevati sentimenti di solidarietà umana e di elette virtù civiche.”
    A seguito di questo evento il Comune di Nardò ha avviato una serie di attività legate al passaggio tra il ’43 e il ’47 di oltre
    150.000 profughi ebrei; tra di esse, tappe fondamentali sono state la firma del Protocollo d’Intesa tra la Provincia di Lecce, il
    Comune di Nardò e l’APME per l’istituzione del Museo della Memoria e dell’Accoglienza e nel 2007 il gemellaggio con la Città
    Israeliana di Atlit Hof‐Hacarmel, che in quegli anni lontani accolse la maggior parte dei profughi al loro arrivo aldilà del mare.
    Il Museo della Memoria e dell’Accoglienza, realizzato su progetto del Architetto Luca Zevi, si caratterizza come primo Museo
    della Memoria Italiano, destinato a contenere tutto il materiale custodito nell’archivio storico del Comune di Nardò,
    documenti fotografici e video, una sala multimediale, biblioteca ed emeroteca, oltre a 3 Murales, precedentemente ritrovati
    in grave stato di degrado in un immobile cadente di Santa Maria del Bagno, che rappresentano una un manufatto unico nel
    panorama dei reperti legati a quel periodo. Autore dei Murales (50mq) fu l’ebreo Rumeno Zivi Miller reduce dei campi di
    concentramento dove aveva perduto moglie e figlia.
    Uno dei murales, con al centro una menorah con candele accese, raffigura la religiosità ebraica; il murales di maggiori
    dimensioni rappresenta il viaggio degli ebrei dal Sud dell’Italia verso Eretz Israel; l’ultimo murales raffigura invece una madre
    ebrea che, con il suo bambino, chiede ad un soldato inglese di entrare in Israele.
    Questi reperti eccezionali sono ora custoditi nell’opera dell’Architetto Zevi, in cui la tragica esperienza dei pochi sopravvissuti
    allo sterminio del popolo ebraico è rappresentata dal grigio incolore, senza porte e senza finestre della struttura interrotto
    però da strisce del colore della pietra leccese,rappresentative dell’incontro con un ambiente naturale ed umano generoso
    ed ospitale ,che, di giorno in giorno, cominciano ad arrampicarsi lungo la scatola grigia, aprendo progressivamente squarci
    sempre più ampi nell’oscurità del ricordo e permettendo l’avvio di un cammino difficoltoso ma solcato da squarci di luce,
    rappresentati sempre dalle fasce in pietra leccese che scendono anch’esse dalla facciata. E’ com’è il cammino della libertà,
    che richiede grandi sforzi ma, al tempo stesso, consente di penetrare a fondo la realtà, di misurarne l’intera dimensione
    apprezzandone ricchezza e complessità, di scoprirla a poco a poco e non tutta in una volta e superficialmente, come troppo
    spesso avviene quando, per pigrizia e stupidità, si pretende di abbracciarla con un solo sguardo e di raggiungere la meta in
    pochi passi.

    David Genazzani – Ufficio Stampa Evento
    335.7211226
     

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