Nessuno Stabilimento Balneare Nella Marina Di Patù

  1. Pantaleo
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    Fonte: Lecce Prima

    “NESSUNO STABILIMENTO BALNEARE NELLA MARINA DI PATÙ”
    Un comitato spontaneo per la salvaguardia di San Gregorio si schiera apertamente contro il progetto approvato al comune di uno stabilimento balneare nell’area e chiede la revoca della concessione
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    PATU’ - Un progetto di struttura balneare su proprietà privata presso San Gregorio, nella Marina di Patù; un comitato spontaneo “Amici per la Salvaguardia di San Gregorio”; un netto “no” ad ogni tentativo di realizzazione nell’area di uno stabilimento. Si riassume in tal modo quanto si sta verificando in queste ore nella nota Marina di Patù, dove il comitato spontaneo, creatosi per la tutela del sito, ha preso in esame il progetto, presentato dalla Ditta De Marini Marrico presso l’Ufficio Tecnico del comune il 20 ottobre 2008, ed approvato dalla commissione edilizia del comune di Patù in il 2 marzo 2009, con verbale 01/09. L’Ufficio Tecnico comunale ha inoltrato richiesta di Nulla Osta alla S.p.b.a di Lecce il 14 maggio scorso (prot. 1669), nonché al Corpo Forestale dello Stato, al Demanio Marittimo e agli Organi della Dogana.

    Dal comitato spontaneo emergono in merito al progetto numerose perplessità: lo stesso, infatti, ricade su area privata (foglio 10 part.186, mq 1265, zona F2 del Comune di Patù), ad alcune decine di metri dal Demanio marino, sottoposta a vincolo idrogeologico e con notevole pregio naturalistico e paesaggistico. Inoltre l’area ricade a circa venti metri dalla linea di costa, in zona agricola, e pertanto sottoposta alla L. 431/85 lettera A: è già circoscritta in muretti in pietra a secco, che delimitano la secolare divisione territoriale ed è interessata dall’attraversamento di sentieri, che da tempo immemorabile sono percorsi dai pescatori, dalla gente del luogo e, più recentemente, dai turisti. Per la realizzazione del progetto, risulta necessario l’utilizzo di mazzi d’opera, macchinari, che attraverserebbero punti sensibili presenti nell’area, il cui paesaggio rurale è patrimonio culturale tutelato dalla legge della Repubblica Italiana.

    L’intero territorio del comune di Patù, inoltre, è sottoposto a vincolo paesaggistico con D.M. 01/09/1970, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 38 del 13/02/1971 (all. 2), in cui si legge: “…. La zona predetta ha notevole interesse pubblico perché, per la sua originaria bellezza e composizione naturale caratterizzata da macchie verdi ed essenze locali, forma un quadro panoramico di grande suggestività, costituendo inoltre per la presenza di antichi monumenti un complesso di cose immobili aventi valore estetico e tradizionale….”.

    L’area in oggetto è caratterizzata dalla presenza di flora tipica del luogo, sottoposta a tutela: Alisso leucadensis, timo, mirto, orchidee selvatiche; la zona, per di più, ricade in area di notevole interesse archeologico, riconosciuta con “Declamatoria” del Soprindentente, Felice Gino Lo Porto, della Soprintendenza alle Antichità della Puglia in data 25/10/1968 (con prot. 4031 all. 3) e ricade nelle pertinenze dell’antico porto della città messapica, romana e medioevale di Vereto.

    L’area circostante, ricadente su demanio pubblico è stata interessata dall’indagine della Soprintendenza Archeologica della Puglia con sopralluoghi diretti del Funzionario incaricato dott. Arcengelo Alessio in anni passati. La tradizione orale riferisce di un affondamento di un mercantile durante la seconda guerra mondiale, e precisamente nel settembre 1943 e che la gente del luogo ha provveduto a dare soccorso ai naufraghi ed a seppellire, esattamente nell’area in oggetto, i corpi dei deceduti.

    Nel frattempo, il comitato ha già raccolto in maniera del tutto spontanea oltre 450 firme di frequentatori del luogo, contro la realizzazione dello stabilimento in progetto e sulla base di tutte queste osservazioni, chiede un intervento tempestivo da parte degli Enti interessati, per salvaguardare e tutelare la valenza storica, archeologica ed ambientale dell’area interessata, ed evitare la modifica dell’aspetto esteriore della località, oltre all’immediata sospensione di ogni autorizzazione già concessa o da concedere e alla revoca della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Patù.

    Fonte: LeccePrima.it
     

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