Regione Puglia - Strategie di controllo della lebbra delle olive Colletotrichum gloeosporioides C. a

  1. Pantaleo
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    [FONT=tahoma,arial,helvetica,sans-serif]REGIONE PUGLIA[/FONT]
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    [FONT=tahoma,arial,helvetica,sans-serif] Strategie di controllo della “lebbra delle olive” Colletotrichum gloeosporioides, C. acutatum [/FONT]
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    L’approccio del controllo di una avversità parassitaria deve valutare tutti i fattori che ne determinano l’insorgenza, la diffusione e la gravità.

    E’ necessario, pertanto, analizzare:

    il sistema colturale oggetto della avversità;
    le condizioni climatiche in cui si deve operare;
    le operazioni colturali che si praticano e che possono influenzare lo sviluppo del parassita;
    la biologia e la epidemiologia del parassita;
    le sostanze attive in commercio e registrate per la coltura e l’avversità;
    la convenienza economica nell’attivare le misure di controllo.

    Le esperienze maturate nei diversi anni da esperti e tecnici che operano nel settore olivicolo consentono di stabilire allo stato attuale delle strategie di difesa integrata che consentono di contenere le infezioni della “lebbra delle olive” a valori percentuali di diffusione e di gravità tali da non destare preoccupazioni eccessive tra gli olivicoltori.
    Le strategie di difesa integrata prevedono l’utilizzazione di tutti i i metodi che possano impedire, contenere e controllare il parassita; di seguito, pertanto, vengono riportate le misure fitoiatriche da adottare per il controllo e contenimento delle specie di Colletotrichum al momento riconosciute come agenti causali della lebbra.
    Maggiore areazione della chioma: i parassiti fungini come Colletotrichum gloeosporioides e Colletotrichum acutatum hanno necessità di vivere in ambienti con un grado di umidità elevato. La pioggia rappresenta l’elemento scatenate delle infezioni, ma la presenza di microclimi umidi, nell’ambito della chioma della pianta, consente ulteriormente lo sviluppo del fungo. Per tale motivo una adeguata areazione della chioma mediante una corretta potatura almeno biennale, determina una minore persistenza della umidità sia sulle foglie che sulle drupe.

    Interventi preventivi per ridurre l’inoculo presente nell’oliveto nei periodi di:

    post allegagione (giugno)
    accrescimento drupe (luglio)
    pre invaiatura (settembre-ottobre).

    Controllo chimico di altri parassiti dell’olivo che possono favorire la penetrazione del fungo nelle drupe, come la “mosca delle olive” che con le sue punture di ovideposizione determina ferite sull’epidermide delle drupe, consentendo la penetrazione di spore del fungo con conseguente sviluppo della malattie.

    Sono, inoltre, in corso, ulteriori prove sperimentali per consentire la registrazione di altri prodotti fitosanitari ritenuti efficaci nei confronti di C. gloeosporioides e C. acutatum al fine di rendere disponibile un maggior numero di formulati commerciali con caratteristiche tecniche di maggiore penetrazione nella drupa e di minor dilavamento dalle piogge a cui, invece, sono soggetti i composti rameici.

    CONTROLLO CHIMICO

    Il controllo della malattia con prodotti chimici deve essere effettuato solo con sostanze attive registrate sulla coltura e sulla avversità; nel caso dell’olivo le esperienze sono rivolte nei confronti dei prodotti fitosanitari a base di rame con le sue diverse formulazioni commerciali.
    Diverse sperimentazioni sono state effettuate dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia e da Istituti Universitari della Facoltà di Agraria di Bari e di Foggia per definire il comportamento epidemiologico delle specie di Colletotrichum agenti della “Lebbra delle olive” e la strategie di controllo da adottare per il contenimento delle infezioni.
    Allo stato attuale possono essere adottate strategie di controllo chimico con prodotti a base di rame, che necessariamente devono essere combinate, per ottenere una maggiore efficacia, con quanto riportato nella parte relativa alle misure agronomiche.
    Distruzione del materiale infetto: l’elevata diffusione della malattia nelle aree olivicole costituisce fonte di continuo inoculo del fungo che va limitata con azioni di asportazione delle parti attaccate e distruzione delle stesse possibilmente con bruciatura nello stesso sito. Pertanto vanno incentivate le operazioni di asportazione dei rami infetti e quelle di raccolta e accantonamento delle olive infette e mummificate sia presenti sulla pianta che sul terreno, con immediata bruciatura.
    Migliorare i sistemi di raccolta: l’incidenza della malattia cresce con l’avanzare della maturazione; costituisce, pertanto, buona norma effettuare la raccolta limitata ad una solo periodo anche utilizzando mezzi meccanici e in molti casi va optata la scelta di anticipare la raccolta in modo da sfuggire ai successivi cicli di infezione. La raccolta completa delle drupe o la eliminazione delle stesse dalla pianta riduce la presenza dell’inoculo del fungo. La raccolta prolungata da terra costituisce una pratica non idonea a contrastare la diffusione della malattia. [/FONT]


    [FONT=tahoma,arial,helvetica,sans-serif]fonte: regionepuglia.it

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