Riordino e accorpamento delle Province

  1. Salvese
    Salvese Member
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    Il D.L. 6 luglio 2012 n. 95, Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, all’art. 17 ha disposto in merito alla soppressione e razionalizzazione delle Province e delle loro funzioni.
    In base a quanto ha deliberato il Consiglio dei ministri, i criteri per la riduzione e l’accorpamento delle Province sono stati individuati nella dimensione territoriale (2.500 kmq) e nella popolazione residente in ciascuna Provincia (350.000 abitanti).
    Tutto ciò comporta un complesso riordino territoriale ed istituzionale, il quale per la sua delicatezza implica la necessità di una visione strategica circa il futuro ridisegno dell’architettura istituzionale dello Stato.
    La Provincia di Lecce, in base a quanto disposto dal Consiglio dei ministri, viene “salvata” in quanto essa risponde ad entrambi i criteri, a differenza delle Province di Taranto e Brindisi che vengono soppresse.
    Le Province di Brindisi, Lecce e Taranto, da oltre un decennio, hanno avviato una convinta programmazione interprovinciale, producendo importanti provvedimenti amministrativi e programmi strategici, soprattutto in ambito infrastrutturale, attraverso i quali si è tentato di superare i singoli confini provinciali dando luogo alla suggestiva idea del Grande Salento, attraverso il quale le tra Province ”unite” intendono procedere in nome dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità dell’azione di governo ponendo in essere da un lato economie di scale e dall’altro la nascita di un territorio istituzionalmente più forte, in grado di sostenere le sfide di un’economia globalizzata.
    Le modifiche legislative in atto, che riorganizzano il territorio in modo nuovo, ci pongono di fronte ad un bivio: accontentarsi della conferma dell’autonomia della Provincia di Lecce, giocando così una partita di corto respiro, non coerente con la convinta programmazione strategica finora proclamata e varata, oppure governare gli eventi, rendendosi protagonisti del cambiamento istituzionale, portando a compimento il disegno strategico del passato con la realizzazione concreta del Grande Salento.
    La Province unite di Lecce, Brindisi e Taranto darebbero vita ad un Ente territoriale di circa 2.000.000 di abitanti, di 7.000 kmq di territorio, con quasi 150 Comuni.
    La fusione delle tre Province comporterebbe anche la drastica riduzione dei cosiddetti costi della politica, senza limitare l’efficacia dell’azione di governo in termini di programmazione economico-finanziaria, di capacità di entrata e di spesa e, quindi conseguentemente, di una coerente progettualità infrastrutturale.
    Per il raggiungimento di un così importante obiettivo è necessario che le Province abbiano ulteriori competenze, rispetto a quelle oggi attribuite, ed altresì abbiano gli organi di governo eletti direttamente dai cittadini
    Questa sfida ambiziosa, non di facile realizzazione, dipende tutta dalla capacità politIca del territorio di mettere in campo un’iniziativa coraggiosa ed innovativa, capace di conseguire altresì gli obiettivi di finanza pubblica imposti dagli obblighi europei necessari al raggiungimento del pareggio di bilancio.