sciopero dei cellulari

  1. capodileuca
    capodileuca Utente
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    Giovedì 15 primo sciopero dei cellulari in Italia!

    Gli Italiani sono un popolo di santi, navigatori e… telefonatori; soprattutto con i telefoni cellulari; in Italia, come abbiamo già ricordato nella scorsa Newsletter, sono più di 57 milioni, con una penetrazione del 100%. Però gli Italiani si lamentano anche molto delle tariffe telefoniche applicate (indistintamente) dai gestori. Proprio per questo, giovedì prossimo (15 Luglio) ci sarà il primo sciopero del cellulare. L’iniziativa è stata promossa dall’intesa dei consumatori eorevede uno stop sia sull’utilizzo voce (le classiche telefonate) sia su quello dati (sms, mms) dalle ore 12 alle ore 14.

    Ancora non si sa che effetti provocherà questo ‘sciopero’ sui gestori, molto probabilmente non procederanno ad abbassamenti delle tariffe o comunque non in maniera immediata; sta di fatto che i danni per le compagnie saranno ingenti; si prevede infatti un dannodi circa 500 milioni di Euro, distribuito su tutti gli operatori nazionali.

    A quanto pare gli Italiani non sono tanto scontenti delle tariffe in sé quanto piuttosto del fatto che non c’è chiarezza, da parte delle compagnie telefoniche, in merito a sms premium, vari servizi di abbonamento, chiamate non risposte ed egualmente addebitate etc.
     
  2. capodileuca
    capodileuca Utente
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    Quale l’esito dello sciopero dei cellulari? (fonte: newsletter smsaffai)

    In una delle scorse newsletter abbiamo posto l’attenzione sullo sciopero dei cellulari previsto per giovedì scorso. Come ricorderete, lo sciopero prevedeva uno stop di telefonate ed SMS dalle ore 12.00 alle ore 14.00. Il motivo dello sciopero era molto semplice: il caro tariffe: SMS troppo costosi, telefonate troppo costose e, soprattutto, scarsa trasparenza nelle tariffe e nei servizi a valore aggiunto.

    Ma lo sciopero è poi riuscito? In sostanza, quanti sono gli Italiani che hanno aderito, cercando di provocare un danno in termini di fatturato ai quattro operatori italiani?

    Come era facile immaginare, verificare i numeri dell’adesione alo sciopero è impossibile,o, per lo meno, verificarli in maniera ‘oggettiva’; non esistono infatti parti terze, oltre i gestori di telefonia mobile, che hanno un accesso ai dati di traffico e quindi bisogna affidare le proprie considerazioni sui dati forniti dagli operatori stessi, una situazione abbastanza paradossale che normalmente non si presenta durante gli scioperi, dove a dare le cifre di adesione sono solitamente le due parti in gioco.

    Che cosa hanno dunque dichiarato i gestori in merito all’adesione?

    A quanto pare, oltre a non esserci stato un calo di telefonate ed SMS, c’è stato un aumento del traffico. Sembra paradossale anche questo, ma ciò è quanto hanno dichiarato i gestori. Le associazioni dei consumatori hanno invece dichiarato che gli abbonati che hanno aderito al ‘mobile strike’ sono stati circa otto milioni. Si tratta di numeri a nostro parere eccessivi perché è difficile anche immaginare che fossero otto milioni gli abbonati a essere a conoscenza dell’esistenza dello sciopero. Per non parlare del fatto che molte telefonate sono effettuate per motivi seri (di lavoro, di famiglia etc.) e che quindi è difficile pensar a una sospensione così diffusa delle chiamate per un periodo comunque lungo di due ore.

    Che conclusioni possiamo dunque trarre? Diciamo che possiamo dire che lo sciopero ha avuto successo nella misura in cui ha fatto parlare del caro tariffe, della poca trasparenza delle bollette telefoniche etc. Di questo si è parlato molto negli ultimi giorni e quindi questo può essere considerato un successo dello sciopero indetto dalle associazioni dei consumatori che, in questo caso si sono unite per difendere i diritti degli abbonati.

    Vedremo se nelle prossime settimane o nei prossimi mesi ci saranno degli effetti concreti a favore degli abbonati a servizi di telefonia mobile. Quello che possiamo consigliare sin d’ora è di verificare sempre attentamente le spese del proprio cellulare e di non aderire a servizi in abbonamento che non spieghino chiaramente ed esaurientemente i costi e le condizioni di utilizzo.