Torre Vado Del 30 Agosto 1942

  1. Wtrotta
    Wtrotta Utente
    Registrato:
    28 Ottobre 2007
    Messaggi:
    1.734
    Mi Piace Ricevuti:
    0
    TORRE VADO DEL 30 AGOSTO 1942:


    la battaglia e la strage dimenticata.


    Gli echi della seconda guerra mondiale tornano settant’anni dopo nella marina di Torre Vado. Ricorre oggi, infatti, l’anniversario di una delle più sanguinose battaglie tra cielo e mare mai combattute nel Capo di Leuca, poi sepolta nell’ oblio: un bombardamento inglese fece colare a picco la petroliera italiana «San Andrea». Il 30 agosto 1942, dopo aver lasciato il porto di Taranto diretta nel Pireo, in Grecia, la nave stava procedendo in modo rasente alla costa e dopo aver superato le secche di Ugento venne avvistata nel primo pomeriggio da una squadriglia di circa venti aerei inglesi Bristol Beaufighter all’altezza della marina di Morciano di Leuca.

    La petroliera, carica di benzina per rifornire le truppe italo-tedesche, non era sola ma viaggiava con un convoglio di altre navi di scorta e velivoli tra i quali un Cant Z.501 antisommergibile e due CA.314 antisiluranti. Lo spazio aereo in quel momento era sorvegliato da tre aerei da caccia tedeschi Junker 88 e Arado e altri tre Macchi 200 italiani che si aggiungevano al caccia «Antares» che si trovava davanti a 12 miglia di distanza. Questo non bastò ad evitare il bombardamento degli Alleati, che nonostante l’intervento dell’Antares e degli altri aerei centrarono con le bombe proprio la San Andrea, che cercò invano di difendersi con le mitragliatrici di bordo. Nei giorni precedenti la stessa sorte era toccata alle petroliere Posariga, Camperio, Istria e Dielpi.

    Fu una strage. Decine di persone persero la vita nell’incendio che divampò a bordo e alle 18.40 la nave cisterna affondò trascinando con sé altre vite umane nei fondali profondi 26 metri. La gente del posto accorse in massa e dal porticciolo di Torre Vado partirono alcune piccole imbarcazioni da pesca per cercare di aiutare i feriti. I pochissimi sopravvissuti, tra cui forse una spia che segnalò la posizione della piccola flotta ai nemici, raggiunsero la riva mentre alcuni resti della nave continuarono a bruciare sul pelo dell’acqua. L’unica immagine che resta di quell’evento è un dipinto realizzato da un testimone oculare, l’artista Cosimo Renzo di Morciano (il cui valore andrebbe riscoperto dalla comunità), ma nella memoria collettiva restano i corpi martoriati e irriconoscibili dei marinai italiani deceduti, che il mare trasportò a riva, sulla costa tra Morciano e Leuca. Nei giorni successivi alla tragedia vennero recuperati 19 corpi, tuttora sepolti nel cimitero di Castrignano del Capo.

    dalla "Gazzetta del Mezzogiorno.it"

    [​IMG]


     

    Files Allegati:

  2. Pantaleo
    Pantaleo TorreVado.info Staff
    Registrato:
    28 Luglio 2003
    Messaggi:
    2.379
    Mi Piace Ricevuti:
    1

Condividi questa Pagina