Un Paese Ostaggio Dei “ricatti” Di Un Uomo

  1. GinoSimone
    GinoSimone Well-Known Member
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    Diciamo tutta la verità, un intero paese rischia lo scatafascio per i problemi economici, la mancanza di lavoro, l'alta disoccupazione giovanile, la corruzione, la burocrazia, i lavoratori e i pensionati che non ce la fanno più a vivere dignitosamente.

    Invece di concentrarsi e risolvere tutto ciò di cui il Paese ha bisogno, il Governo deve difendersi dalle minacce di un uomo. E' costretto a impegnare tempo prezioso per parlare di giustizia, ma di quella che da vent'anni affligge un uomo solo: il “condannato” Berlusconi.
    E' costretto a subire l'agenda che lui impone. L'agenda di tutti quei processi che ancora sono in piedi (reati altrettanto gravi e forse più, presso i Tribunali di Milano, Roma, Napoli, Bari) e della condanna per frode fiscale, reato penale, truffa al mercato, fondi neri per 270 milioni di euro, a cui è stato condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione.

    L'uomo che dice di essere il più grande statista degli ultimi 150 anni della storia repubblicana usa il ricatto per salvare se stesso e non certamente il paese.
    Si badi bene, quel paese che nella sua retorica populista dice di amare(...l'Italia è il paese che amo...).

    L'intero destino di un popolo è prigioniero ed è sotto il ricatto di un “condannato”.

    Sulla sua testa pendono ancora altri 5 processi, in questo tempo i suoi elettori cosa intendono fare ?
    Quanto tempo ancora durerà l'ipnosi di quest'uomo su quegli otto milioni di italiani che ancora continuano a credere in lui ?
    Quanto ancora intendono aspettare prima di dire BASTA !?!?! Non sarebbe il caso che stessero non più dietro ai suoi interessi ma che invece iniziassero a pensare ai propri ?
    Quanto tempo ancora occorre perché capiscano che il destino di un uomo non può essere legato a quello di un'intera Nazione ?
    Quanto tempo servirà loro affinché si accorgano che la natura vera di quest'uomo è sempre stata quella di salvare se stesso e che i loro voti gli usa come “scudo” ?

    Le minacce di questi giorni ne sono l'ennesima prova : “....aspetto un segnale, altrimenti, la caduta del Governo Letta è inevitabile...”
    Tradotto dal politichese: ...salvatemi, oppure l'Italia, per me, può andare all'inferno (...muoia Sansone con tutti i Filistei...).
    La natura dell'uomo è questa, è sempre stata questa. Altro che “...statista...”, “...padre della Patria...”, come ama definirsi.

    La ragione della sua partecipazione e permanenza al Governo è solo per condizionare, ricattare, ottenere un salvacondotto, un'amnistia, una grazia.
    Non gli basta più avere un partito personale al suo servizio, ma pretende che l'Italia stessa si annulli, che si identifichi in tutto e per tutto alle sue esigenze, ai suoi bisogni, ai suoi problemi, ai suoi interessi.

    In un qualsiasi paese civile dilaniato dalla crisi e dalla disoccupazione, un politico condannato con sentenza passata in giudicato per frode fiscale, che si mette di traverso anteponendo i propri interessi a quelli primari della collettività, verrebbe processato per alto tradimento.

    In Italia invece viene addirittura paragonato a Nelson Mandela, che di anni in carcere ne ha fatti 27 prima di diventare Presidente del Sud Africa.
    Mentre lui, seguendo il processo inverso, si è fatto Presidente per evitare il carcere.

    Purtroppo nessuno si salva da questa tragicommedia.

    Grillo deve delle spiegazioni del perché e in nome di chissà quale pseudo coerenza ha permesso a Berlusconi di impazzare sulle spoglie della nostra povera Italia.
    Poteva fermarlo, non l'ha fatto. Questa responsabilità storica e' il suo marchio d'infamia.

    In politica dire che gli avversari sono tutti uguali è un errore che spesso porta a tragedie. Grillo dovrebbe imparare dalla storia.

    Se nemmeno di fronte a questa realtà del “condannato” si riescono a trovare le ragioni e capire che la sua fine è già segnata, così come scrive Eugenio Scalfari sulla Repubblica (...il 25 luglio, per Berlusconi, è arrivato...), e spazzarlo via dalla storia di questo disgraziato Paese, beh, allora ce lo meritiamo davvero tutto questo sprofondare, definitivamente, negli abissi della storia.

    PS Chiudo questa lunga riflessione citando una bellissima frase della Prof.ssa Rosaria Santamaria di Salve, che tanto mi ha fatto riflettere su quello che, in questo momento, può essere lo stato d'animo di tanti italiani perbene:
    “....mi faccio sempre più pena appartenere ad una Nazione tanto bella e colta, quanto frivola e opportunista.....”

    Morciano di Leuca: 12/08/2013
    gino simone
     

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