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#13
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E' guerra aperta tra Governo e Regioni sul nucleare. Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le leggi che puglia, Campania e Basilicata hanno approvato per impedire la costruzione di centrali Atomiche sul proprio territorio. Il Presidente della Regione Vendola annuncia che la Regione sarà la più :" DISOBBEDIENTE"!!!!
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#14
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Il WWF rileva inoltre che anche regioni attualmente governate dal centro destra, i cui atti non sono stati impugnati, hanno previsto il bando del nucleare dal proprio territorio
Il WWF Italia reputa una ritorsione inutile e dannosa la decisione del Consiglio dei Ministri di oggi (ieri per chi legge, ndr) di impugnare le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono insediamenti di produzione di energia nucleare e smaltimento delle relative scorie. Nei provvedimenti fin qui presi dal Governo è stato gravemente leso il ruolo delle Regioni stabilito dalla Costituzione - che in materia di energia affida ad esse potere concorrente - facendo in modo che la potestà sul proprio territorio diventi non vincolante e, addirittura, non venga nemmeno considerata. Questo ha provocato il ricorso da parte della stragrande maggioranza delle Regioni interessate. Il WWF rileva inoltre che anche regioni attualmente governate dal centro destra, i cui atti non sono stati impugnati, hanno previsto il bando del nucleare dal proprio territorio. Questa ulteriore azione del Governo, tesa a imporre il nucleare alle Regioni con atti di forza e senza alcun dialogo, rappresenta un'evidente violazione delle competenze previste dalla Costituzione che non promuove di certo una maggiore autonomia dei territori in senso federalista, come una forza di Governo a parole chiede, ma propone logiche autoritarie e centralistiche. FONTE SUD NEWS |
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#15
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ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Lo si apprende da fonti di governo.
"Il provvedimento si caratterizza per la trasparenza e il rispetto assoluto della sicurezza delle persone e dell'ambiente". Lo afferma in una nota il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, riferendosi al decreto legislativo sui criteri per l'individuazione dei siti nucleari approvato oggi in via definitiva dal consiglio dei ministri. "Individuato il percorso - aggiunge Scajola - per il riavvio del nucleare, i primi lavori nei cantieri dal 2013 e la produzione di energia elettrica dal 2020". Il Consiglio dei Ministri, ottenuti i previsti pareri, ha dunque approvato in via definitiva il decreto legislativo che individua il percorso da seguire per riavviare il nucleare e che porterà a cominciare i primi lavori nei cantieri nel 2013 e la produzione di energia elettro-nucleare al 2020, "consentendo una maggior sicurezza degli approvvigionamenti energetici, una minore dipendenza dalle importazioni e prezzi allineati a quelli europei", sottolinea in una nota il ministero dello Sviluppo economico. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha sottolineato che "il provvedimento si caratterizza per due aspetti: la trasparenza e il rispetto assoluto della sicurezza delle persone e dell'ambiente. La trasparenza vuol dire il coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni in tutte le fasi decisionali, di cui verrà continuamente data evidenza. Con il secondo aspetto i nuovi impianti saranno tenuti a rispettare i più elevati criteri di sicurezza relativi alla tutela della salute della popolazione e alla protezione dell'ambiente. Tale assoluto rispetto sarà sottoposto a rigorosa valutazione", ha precisato Scajola. In sostanza il governo, con l'approvazione del decreto, ha definito - spiega il ministero - il quadro normativo di riferimento per i soggetti che intenderanno realizzare i nuovi impianti nucleari. "Con la prossima nascita dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e la predisposizione della strategia nucleare, gli operatori potranno proporre i siti per la realizzazione degli impianti e presentare i progetti per le relative autorizzazioni", spiega ancora la nota. Il decreto definisce dunque criteri generali, procedure, vincoli e benefici per la realizzazione di impianti nucleari. - SITI, CRITERI PER LA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI. Il decreto individua i criteri generali per l'idoneità dei territori ad ospitare un impianto. Saranno le imprese interessate a indicare i siti, che dovranno rispettare le caratteristiche previste dalla normativa. - PROCEDURE AUTORIZZATIVE. Il processo si basa sulla "autorizzazione unica" - spiega ancora il comunicato dello Sviluppo economico - per la realizzazione e l'esercizio di ogni singolo impianto, che prevede il coinvolgimento delle Regioni interessate. - TRASPARENZA E COINVOLGIMENTO POPOLAZIONE. "Il decreto prevede la più ampia partecipazione delle Regioni, degli enti locali e delle popolazioni, anche attraverso consultazioni, sulle procedure autorizzative, sulla realizzazione, sull'esercizio e sulla disattivazione degli impianti nucleari, così come sulle misure di protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e la salvaguardia dell'ambiente", dice il ministero. - BENEFICI, MISURE COMPENSATIVE. Il decreto stabilisce che vengano riconosciuti benefici economici per le popolazioni, le imprese e gli enti locali dei territori interessati dalla realizzazione di impianti nucleari. Tali benefici sono a carico dei soggetti coinvolti nella costruzione e nell'esercizio degli impianti. Concretamente i benefici consentiranno la riduzione della spesa energetica dei consumatori finali del territorio interessato, della Tarsu, dell'addizionale Irpef, dell'Irpeg e dell'Ici. - SMANTELLAMENTO IMPIANTI E DEPOSITO. I costi relativi allo smantellamento degli impianti a termine esercizio sono a carico degli stessi operatori che hanno realizzato le stesse installazioni, per il tramite di un apposito fondo. Lo smantellamento è affidato a Sogin. Il decreto, inoltre, prevede la creazione di un deposito nazionale realizzato in un più ampio Parco tecnologico che conterrà anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari. FONTE: ANSA.IT |
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#16
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La Regione Puglia impugna la legge sul Nucleare
"Le Regioni chiedevano un”intesa forte” mentre il Governo con un colpo di spugna ha previsto un meccanismo per avocare a sé la decisione di installare nuove centrali nucleari. La Regione Puglia ha avviato ieri l’iter per impugnare la legge n. 129 del 13 agosto 2010 nella parte in cui prevede un meccanismo di intesa con le Regioni interessate dagli insediamenti nucleari che appare eludere non solo il diritto degli enti territoriali all’autodeterminazione nelle scelte strategiche per il proprio territorio ma finanche il giudicato della Corte Costituzionale che, in una recente sentenza, ha ribadito “la necessità di una piena condivisione con i territori interessati all’individuazione di eventuali siti”. "Le Regioni chiedevano un”intesa forte” mentre il Governo con un colpo di spugna ha previsto un meccanismo per avocare a sé la decisione di installare nuove centrali nucleari. - dicono dalla Regione - Orbene, il Governo centrale ha impiegato sette lunghi anni per definire le linee guida sull’installazione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; è pertanto sorprendente la solerzia con la quale ha proceduto, invece, nella “scellerata” scelta di impiantare nuove centrali nucleari ricorrendo a provvedimenti legislativi approvati nel pieno caldo ferragostano". La preoccupazione di Vendola, a questo punto, è che la Puglia sia in pole position per quanto riguarda un nuovo sito. fonte: sudnews |
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#17
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Il Salento è luogo privilegiato per smaltire illegalmente (come è stato finora) o per stoccare (come il Governo vuole) rifiuti tossici e pericolosi
L'elenco ufficiale è ancora segreto, ma "Il Sole 24 Ore" ha pubblicato una cartina con i presunti siti idonei (puntini rossi) per diventare depositi di scorie nucleari. E i luoghi privilegiati oggi dal Governo per il futuro stoccaggio delle scorie radioattive, sarebbero proprio quelli già utilizzati da imprenditori senza scrupoli, in combutta con la criminalità organizzata di stampo mafioso, per smaltire rifiuti altamente tossici. In passato è stato il Pcb e il caprolattame, tanto per dirne due sul cui smaltimento illecito ci sono altrettanti processi in corso. Oggi quindi sono le scorie radioattive. I siti per lo stoccaggio delle scorie radioattive sarebbero la zona di Burgesi (Ugento) e quella di Melendugno. La discarica di Burgesi, nata privata e diventata pubblica nel 2002, è stata chiusa nel giugno dello scorso anno. Ora si è nella delicata fase della post gestione: una montagna di rifiuti coperta da teloni, che dalla base, nella profondità della cava in cui è situata, fino alla cima, misura una novantina di metri. Lì anni fa cercarono di smaltire illegalmente 200 fusti di pcb, policlorurobifenile, una sostanza altamente tossica e cancerogena, talmente nociva che ancora ad oggi non si conosce quanto tempo impieghi per essere assorbita dal terreno e dall'uomo e quali conseguenze provochi. Per quei 200 fusti ci sono processi penali in corso. Adesso pare – la notizia è da confermare – vogliano stoccare lì le scorie radioattive. Un'altra zona designata sarebbe nei pressi di Melendugno. Lì anni fa, nell'impianto privato "Ecolio", furono scoperti e poi sequestrati fusti pieni di caprolattame, rifiuto pericoloso della Enichem. Un rifiuto che è andato in giro per l'Italia per 20 anni, da quando è stata chiusa la Enichem, proprio perché non si conosce il modo corretto per smaltirlo, che nessuno ha voluto e che il Salento si è trovato a smaltire illegalmente. Come dire: siamo messi talmente tanto male, che tanto vale guadagnarci su. E' quello che chiamano "ristoro ambientale", cioè i soldi che i Comuni dovrebbero ricevere per aver accolto nel loro territorio i rifiuti. Ma, per dirne una, il Comune di Ugento non ha mai ricevuto i tre milioni e 500mila euro che spettano ai cittadini ugentini per il fatto di ospitare la discarica sul loro territorio. Oltre il danno dunque anche la beffa. 24 settembre 2010 - Scorie nucleari. Individuati i siti, ma l'elenco è segreto La Sogin, società pubblica per il nucleare, controllata dal Tesoro per la gestione degli impianti, ha individuato 52 zone per stoccare scorie radioattive. Ogni area dovrà essere in grado di ospitare, oltre ai depositi per le scorie di varia gradazione, anche un parco tecnologico per 1000 ricercatori. I siti sono sparsi su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento al viterbese, alla maremma, all'area di confine tra Puglia e Basilicata. La lista, per ora, è segreta, ma da più parti, si levano voci che chiedono trasparenza e correttezza. La realizzazione del deposito però non sarà un'imposizione. Avverrà in accordo con le Regioni: chi accetterà le scorie sul proprio territorio sarà ricompensato con incentivi economici. Netto il commento di Nichi Vendola: "Siamo prontissimi ad accoglierli, non specifico come. Mentre devono sapere che noi lotteremo in generale contro la follia del nucleare e qui in Puglia con la massima serenità: avranno la più civile, pacifica e partecipata reazione popolare della storia pugliese". L'Agenzia per la sicurezza nucleare che in Italia ancora non c'è, potrebbe cambiare le carte in tavola, modificare i criteri di "assegnazione" e quindi l'intera mappatura. FONTE: il tacco d'Italia FONTE MAPPA: IL SOLE 24 ORE |
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#19
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Referedum
Ricordiamo che sono referendum abrogativi, pertanto si vota SI se si è contrari alle leggi. I seggi resteranno aperti dalle 8 alle 22 di domenica 12 giugno, e dalle 7 alle 15 di lunedì 13 giugno. Per votare è necessario presentare un documento di riconoscimento e la tessera elettorale, sulla quale è indicato il numero e l’indirizzo del seggio elettorale presso il quale votare. Come per ogni altra consultazione elettorale e referendaria nel caso di smarrimento o mancata ricezione della tessera elettorale, la stessa può essere richiesta all’ufficio elettorale del proprio comune anche negli orari in cui sono aperti i seggi. L’elettore ha la facoltà di votare per uno o alcuni dei quesiti referendari. Affinché il referendum sia valido, deve recarsi alle urne il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Se vince il SÌ, vengono abrogate le norme sottoposte a referendum, se vince il NO, rimangono in vigore le norme oggetto del quesito. Gli elettori chiamati al voto sono 47.357.878, più 3.236.990 residenti all’estero. Il quorum da raggiungere per la validità della consultazione è del 50% più uno degli aventi diritto (25.297.435) I quesiti Primo quesito Colore scheda: rosso Titolo: Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione Descrizione: Il quesito prevede l’abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati. Secondo quesito Colore scheda: giallo Titolo: Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma Descrizione: Il quesito propone l’abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore. Terzo quesito Colore scheda: grigio Titolo: Abrogazione dei commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31 marzo 2011 n.34, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n.75: Abrogazione parziale di norme. Descrizione: Il quesito propone l’abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. Quarto quesito Colore scheda: verde Titolo: Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale Descrizione: Il quesito propone l’abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale. |
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#20
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affluenza alle 22:00 di questa sera 12 Gugno
Superiore al 40 % Fonte: Ministero dell' Interni elezioni.interno.it
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Pantaleo ![]() Amare il Salento... è come amare se stessi... quello che oggi per noi è presente diventerà storia per i nostri figli, impegnamoci a farlo crescere. Seguiteci su Facebook Torre Vado e Twitter Torre Vado Per le tue vacanze ... Case Vacanze Salento |
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