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  #1  
Vecchio 07-12-2011, 11.30.08
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Post Consiglio comunale. Bandite le telecamere

Citazione:
Consiglio comunale. Bandite le telecamere - Comune di Ugento

Fonte: iltaccoditalia.info

Ugento. Il presidente Biagio Marchese ha impedito che un cittadino filmasse la riunione. Alla faccia della trasparenza

UGENTO – E' stato un momento poco edificante la politica. Un momento di negazione della partecipazione cittadina alla cosa pubblica e del diritto alla trasparenza dell'attività amministrativa.
Quello che era un esercizio della piena libertà di ognuno di prendere parte ad una seduta di Consiglio comunale ed anzi di divulgare quella seduta, è stato spento in maniera inspiegabile.

E' accaduto ad Ugento, nel corso del Consiglio comunale dello scorso 30 novembre. Un cittadino, munito di telecamera, stava riprendendo, come ha fatto per tutti i precedenti Consigli della nuova Amministrazione, i lavori dell'assise. Ma ancor prima di discutere dei punti previsti all'ordine del giorno, il capogruppo di maggioranza Alessio Meli è intervenuto chiedendo al presidente del Consiglio Biagio Marchese di far spegnere la videocamera. Il presidente allora ha chiesto di farlo, spiegando che Mieli si sentiva "psicologicamente" a disagio.

Ne è seguita una discussione di un'ora e cinque minuti.
Marchese ha sostenuto prima la tesi del "disagio psicologico" del capogruppo; poi ha fatto presente che né lo Statuto comunale né il Regolamento del Consiglio facciano cenno alla possibilità di filmare i Consigli; infine ha sottolineato che a lui non era pervenuta alcuna richiesta preventiva di videoripresa.

A nulla sono valse le spiegazioni e le precisazioni dei consiglieri di minoranza e neppure l'invito al presidente di permettere che il cittadino proseguisse con riprese assumendosi ogni responsabilità qualora fossero state pubblicate immagini "strumentalizzate" o manipolate in alcun modo.

Così Marchese ha chiesto ai due vigili urbani presenti nell'aula consiliare di spegnere la videocamera del cittadino e di impedirgli di riprendere i lavori. Così è stato.

La questione è stata addirittura messa ai voti. Con i cinque consiglieri di minoranza che per protesta hanno abbandonato l'aula, aggiungendo che avrebbero denunciato alle competenti autorità il risultato della votazione comunicato dal presidente che, hanno detto, avrebbe conteggiato come contrari al proseguimento della videoripresa 12 consiglieri di maggioranza, quando i presenti sarebbero stati nove.
La telecamera è stata comunque spenta e la maggioranza ha continuato il Consiglio da sola.

Fonte: iltaccoditalia.info
appena il lavoro me lo permetterà, invierò ai nostri amministratori una richiesta scritta per riprendere i consigli Comunali. Alla luce dei nuovi fatti anche Nazionali la trasparenza è fondamentale e la partecipazione in qualunque forma diventa un dovere.

Saluti a presto Pantaleo
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  #2  
Vecchio 08-12-2011, 22.22.24
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Predefinito Mai Una Risposta!!!!

Nel luglio 2009 i consiglieri di Minoranza del Comune di Morciano hanno protocollato una richiesta per le riprese video delle sedute consiglio comunale e, nei limiti del possibile, una richiesta di modifica orario convocazione al fine di garantire il diritto di informazione e di partecipazione della cittadinanza alla vita amministrativa dell’Ente.

Il 27 ottobre 2009 lo stesso gruppo consiliare protocollava un sollecito a tale richiesta (o almeno il DIRITTO di avere una risposta) tale sollecito veniva inviato per conoscenza anche al Signor Prefetto di Lecce.



AD OGGI NESSUNA RISPOSTA!!!!
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  #3  
Vecchio 09-12-2011, 11.44.36
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Stiamo parlando della trasparenza di cose che ci appartengano che tra l'altro sono state nelle ultime campagne elettorali tra le colonne portanti dei programmi di ogni gruppo politico.

Perchè non portarle avanti giornalmente? perchè non richiedere un consiglio comunale (anche aperto) su questo tema?

Sono sicuro che quando verranno esposti i vantaggi di questa pratica anche i politici più conservatori saranno contenti di adottarla.

Alcuni vantaggi :


- Servizio a costo zero: nessun costo per i cittadini a differenza di quanto succede ora per qualche consiglio dattiloscritto (vedi comune di Pesaro)

- Mettere tutti in condizione di conoscere in modo dettagliato e soprattutto in modo tempestivo gli argomenti all'ordine del Giorno, eliminando vincoli di spazio e di tempo.

- Archivio di ogni consiglio con vantaggi enormi per la comunità e per li stessi amministratori

- Aumento della partecipazione dei cittadini alla vita politica del nostro paese, nonchè la possibilità di elevare il cittadino al grado di " conoscenza e consapevolezza politica" che già possiede chi è chiamato a rappresentarlo.

- tutto questo permetterebbe di tenere il paese più unito perchè più informato sulle decisione che vengono prese dai nostri amministratori.
…..

C’è anche da dire che oggi si investono fondi per registrare i consigli comunali del comune di Morciano per poi ottenere la parte cartacea dattiloscritta (non sempre completa), visto che la spesa viene fatta perché non pubblicare quelle registrazione in formato Podcast? (http://it.wikipedia.org/wiki/Podcasting)

Domanda diretta all'opposizione:
dal 27 ottobre 2009 sono state fatte altre richieste scritte? A mio parere se una cosa si vuole fare la si deve portare avanti… non ci si può cullare di aver fatto una richiesta più di 2 anni fà della quale non si hanno avute risposte ...

Spero che questo mio intervento venga letto in modo costruttivo e si possa realizzare una discussione realista che non cada nel solito politicismo di fazioni ma che risolva “il Problema”.

Saluti Pantaleo
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  #4  
Vecchio 09-12-2011, 16.58.12
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Predefinito Consigli Comunali su Internet - Garante Privacy

Altre informazioni utili dal sito ufficiale del Garante della Privacy.

- 10. 3. CONSIGLI E GIUNTE COMUNALI
SEDUTE PUBBLICHE VIA INTERNET


È possibile documentare via Internet lo svolgimento delle sedute pubbliche del consiglio comunale, purché i presenti ne siano informati e non vengano diffusi dati sensibili. Negativo è invece il parere sulle riprese delle riunioni di giunta e degli incontri con il pubblico

Gent.ma dott.ssa,

abbiamo esaminato con attenzione la Sua nota e desideriamo anzitutto ricordarLe i numerosi provvedimenti con i quali il Garante ha valorizzato la finalità della trasparenza amministrativa e che troverà nel Cd-Rom allegato.

La diffusione via Internet di alcune iniziative caratterizzate di per sè stesse da un obiettivo di ampia conoscenza nel pubblico – come le conferenze stampa –, non pone particolari problemi dal punto di vista della legge n. 675/1996.

Lo svolgimento delle sedute pubbliche di organi come il consiglio comunale può essere documentato anch'esso via Internet. è necessario però informare tutti i presenti della diffusione delle immagini, anche attraverso affissione di avvisi chiari e sintetici (art. 10 legge n. 675/1996), ed osservare poi una particolare cautela per i dati sensibili (art. 22, comma 1, legge cit.), per i quali si deve rispettare rigorosamente il principio di stretta necessità (art. 8 d.lg. 11 maggio 1999, n. 135) ed evitare in ogni caso di diffondere dati idonei a rivelare lo stato di salute.

L'uso di webcam riproduttive anche del sonoro non sembra invece trasponibile alle riunioni di organi che, in base a leggi o regolamenti, non sono aperte al pubblico, quali ad esempio le riunioni della giunta municipale o di varie commissioni.

Per quanto riguarda poi il ricevimento del pubblico e l'ordinaria attività degli uffici, le finalità pur comprensibili di comunicazione con i cittadini e di trasparenza non possono essere perseguite imponendo a ciascun cittadino un obbligo di diffondere la propria immagine durante i colloqui con il sindaco o con un altro rappresentante comunale, o, addirittura, di rivelare al pubblico il contenuto della conversazione, che può riguardare peraltro delicati aspetti personali o familiari.

In altre parole, il dialogo dei rappresentanti eletti con i cittadini non può esporre ogni persona che chieda un incontro con i primi ad una pubblicità indiscriminata. Applicata poi all'ordinaria attività degli uffici, la riproduzione stabile di immagini può comportare anche un controllo a distanza della qualità o quantità del lavoro dei dipendenti comunali, vietato in base allo Statuto dei lavoratori.

Nelle iniziative da Lei ipotizzate occorre in conclusione una particolare cautela e diversificare le soluzioni a seconda dei casi.

Gli uffici sono a Sua disposizione per ulteriori dettagli e, in particolare, per i vari riferimenti normativi relativi al trattamento dei dati personali.

Roma, 28 maggio 2001
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1519128
-----------------------


- Sì ai consigli comunali in tv

Sì alle riprese e alla diffusione televisiva delle riunioni del consiglio comunale, anche al di fuori dell’ambito locale e con le opinioni e i commenti del giornalista, purché i presenti siano stati debitamente informati dell’esistenza delle telecamere e della successiva diffusione delle immagini. Va comunque osservata una particolare cautela per prevenire l’indebita divulgazione di dati sensibili e si deve in ogni caso evitare di diffondere informazioni sulle condizioni di salute. Lo ha ricordato il Garante rispondendo al quesito di un Comune sulla possibilità di pubblicizzare le sedute del consiglio attraverso una televisione locale.

Nel parere l’Autorità ha ripercorso alcuni aspetti del complesso quadro normativo che disciplina la tutela della privacy da parte delle pubbliche amministrazioni. I soggetti pubblici possono trattare e diffondere dati personali senza dover acquisire il consenso degli interessati, purché esista una legge o un regolamento che glielo consenta. La legge sulla privacy li autorizza, inoltre, a trattare alcuni dati sensibili (ad esempio le opinioni espresse dai consiglieri durante le sedute) nei limiti in cui ciò risulti necessario ad assicurare la pubblicità dell’attività istituzionale, fermo restando il divieto di divulgare informazioni sullo stato di salute. Pubblicità di atti e sedute consiliari che è espressamente garantita dal testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (d.lg. n.267/2000), il quale demanda al regolamento comunale l’introduzione di eventuali limiti. Proprio questa fonte normativa, a parere del Garante, può costituire la sede idonea a disciplinare modalità e limiti di pubblicità delle sedute, comprese le eventuali riprese televisive.

E’ nel regolamento, dunque, che potrebbe essere sancito l’obbligo di informare i partecipanti alla seduta dell’esistenza delle telecamere, della successiva diffusione delle immagini e degli altri elementi previsti dalla legge sulla privacy. Nella stessa sede poi, si potrebbero specificare anche le ipotesi in cui eventualmente limitare le riprese per assicurare la riservatezza dei soggetti presenti o oggetto del dibattito. Ad esempio, nel caso di una seduta che delibera l’attribuzione di benefici a particolari categorie di soggetti e nel corso della quale potrebbero emergere dati sensibili, (salute, razza etc.).

La diffusione delle immagini da parte della televisione locale può essere effettuata, ha chiarito l’Autorità, senza il consenso degli interessati (art. 25 l. 675/96 e codice deontologico sull’attività dei giornalisti), mentre non è conforme alla normativa, limitare il diritto di cronaca al solo ambito locale, a meno che il Comune non lo abbia previsto nel regolamento. Né si può impedire al giornalista di esprimere opinioni o commenti durante le riprese.

Il Garante ha ricordato infine, che la legge sulla privacy riconosce al Consiglio comunale nel suo complesso e ai singoli componenti, la facoltà di esercitare alcuni diritti a tutela dei dati raccolti, in questo caso le immagini, come quello di poter visionare, anche prima della messa in onda, le riprese effettuate.
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=44094



------------------------

- Videoserveglianza: niente webcam nell'ufficio del sindaco

Sì alla trasmissione delle sedute pubbliche del consiglio comunale via Internet, ma niente webcam per le riunioni di giunta e per gli incontri del sindaco con i cittadini.

E' quanto ha stabilito il Garante (Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan) in un parere fornito ad un Comune, relativo all'uso delle nuove tecnologie per pubblicizzare i diversi momenti dell'attività amministrativa.

Il Garante ha precisato che la diffusione via Internet di alcune iniziative caratterizzate di per se stesse da un obiettivo di ampia conoscenza nel pubblico, come conferenze stampa, riunioni di consiglio ecc., non pone particolari problemi dal punto di vista della legge sulla privacy.

E' necessario però informare tutti i presenti della diffusione delle immagini, anche attraverso affissione di avvisi chiari e sintetici, ed osservare poi una particolare cautela per i dati sensibili, per i quali va rigorosamente rispettato il principio di stretta necessità, evitando in ogni caso di diffondere dati idonei a rivelare lo stato di salute di singoli cittadini.

Le webcam che riproducono anche il sonoro non sono, invece, utilizzabili per le riunioni di organi che, in base a leggi o regolamenti, non sono aperte al pubblico, quali ad esempio le riunioni della giunta municipale o di varie commissioni.

Stesso discorso vale per il ricevimento del pubblico e l'ordinaria attività degli uffici. Le comprensibili finalità di comunicazione con i cittadini e di trasparenza non possono, ha spiegato il Garante, essere perseguite imponendo a ciascun cittadino un obbligo di diffondere la propria immagine durante i colloqui con il sindaco o

con un altro rappresentante comunale, o, addirittura, di rivelare al pubblico il contenuto della conversazione, che potrebbe riguardare delicati aspetti personali o familiari.

Il dialogo dei rappresentanti eletti con i cittadini non può, infatti, secondo il Garante, esporre ogni persona che chieda un incontro ad una pubblicità indiscriminata.

Inoltre, ha ricordato l'Autorità, la riproduzione stabile di immagini applicata all'ordinaria attività degli uffici può comportare anche un controllo a distanza della qualità o della quantità del lavoro dei dipendenti comunali, vietato in base allo Statuto dei lavoratori.

http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=43495
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Vecchio 01-02-2012, 14.21.05
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Interrogazione del Gruppo di Opposizione:

la trovate qui:

31/01/2012 - Interrogazione su mancata risposta alla richiesta di riprese video e pubblicazione dei consigli comunali
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Vecchio 03-04-2012, 21.41.12
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I nostri amminisratori dopo anni hanno finalmnete preso una posizione pubblica sulle riprese video del consiglio comunale, di seguito uno stralcio della trascrizione del consiglio Comunale.

.......

SINDACO – Do lettura dell’interrogazione urgente indirizzata al Sindaco, al direttore generale e al capogruppo dei
consiglieri di maggioranza: “Interrogazione urgente all’Art. 19 dello Statuto comunale, Art. 16, 17 e 18 del
Regolamento del Consiglio comunale, sul diniego dell’amministrazione di ammettere riprese video e pubblicazioni in
rete delle sedute del Consiglio comunale”. ... (Legge interrogazione agli atti).
Relaziona il Vice Sindaco, perché il capogruppo di maggioranza è assente.

ASSESSORE COSTANTINI – La nostra risposta penso che sia stata anticipata dall’altra risposta data dal Sindaco in
tema di pubblicità.
Io personalmente prometto di non usare più il termine “trasparenza”, lo toglierò proprio dal mio vocabolario.
Detto questo, è una scelta politica anche questa. Io non voglio liquidarvi, nel senso con una risposta tanto semplice.
Diciamo che noi siamo affezionati di metodi tradizionali. A noi piace il confronto diretto con la Gente. L’unica
prerogativa che ha la gente, i cittadini, è quella di partecipare visivamente, senza mancare di rispetto al popolo del web,
di internet, di tutti quelli che sono connessi in rete. Però, il problema si affronta parlando a tu per tu con la persona.
Ripeto, così non facciamo altro che allontanare la gente, non per il nostro metodo, che sicuramente non va a celare
niente. Noi siamo sempre qui, mettiamo la nostra faccia e siamo pronti a un dialogo, a un confronto, che sia del
consigliere di opposizione, ma essere di un qualsiasi cittadini nel Comune di Morciano.
Ripeto, è tutta qui la scelta, non è che non siamo d’accordo. Potrebbe anche piacerci l’idea di fare un Consiglio via web,
però gradirei, e penso di parlare a nome dei consiglieri, del capogruppo e di tutti quelli che fanno capo a questo
gruppo... ci piace, ripeto, il confronto diretto con la gente, a mio avviso penso che si viva meglio la problematica. E non
vi nascondo che molte problematiche, io che le vivo, io da titolare dell’assessorato alle politiche sociali, è conto è
parlare agli occhi alla gente, un conto è leggere magari un messaggio via internet. È privo di emozioni e di qualcosa che
a volte può trasmettere il corpo, e non un semplice clic al computer.
Quindi, ripeto, per rispondere sinteticamente, è una scelta politica, e penso di interpretare il pensiero di tutti quanti i
consiglieri di maggioranza.

CONSIGLIERE DURANTE – Il Sindaco mi risponde?

ASSESSORE COSTANTINI –
Potrebbe dire le stesse cose mie, magari in maniera più... se è sufficiente la mia
risposta... Ripeto, parlo a nome degli altri, sono stato autorizzato.

CONSIGLIDURANTE
– Prendo atto della scelta politica della maggioranza, di preferire la partecipazione de visu,
diciamo così. Secondo me, lasciatemelo dire, una non esclude l’altra, anzi. Perché non guardiamo solo il fatto di chi può
e decide di venire o non venire. Guardiamo la stragrande maggioranza, che non può. Tanta gente, magari nostra
compaesana, che è emigrata all’estero, o che per motivi di lavoro è fuori. Come fa a partecipare a questa adunata? Non
può.
E poi, parlare negli occhi della persona in un Consiglio comunale, dove l’intervento è limitato ai consiglieri comunali,
non al pubblico, come l’hanno visto adesso di persona, perché hanno la fortuna, la voglia, la volontà di venire, così lo
avrebbero visto da casa, perché magari impossibilitati per qualsiasi motivo, non per una questione di volontà.
Quindi, rispetto la vostra posizione, non la condivido per nulla, e penso che... io mi impegno da adesso a portare avanti
(passatemi il termine) una battaglia perché la ripresa web venga fatta. Perché credo che sia dare la possibilità a più
persone di partecipare, di estendere un diritto alla partecipazione. Tutto lì.
Da quanto ne so io, e, credetemi, di web qualcosa ne capisco, il web nasce per quello. Quindi, una non esclude l’altra.
Se una persona vuole venire qui... Io penso che il 90% che è qui, probabilmente non ha neanche un computer o non
avrebbe la capacità di collegarsi in questo momento. Ma a fronte di queste 20 – 30 persone che ci sono, secondo me ci
sarebbero decine e decine di persone del nostro Comune, sia residenti nel nostro Comune sia fuori, che avrebbero
gradito poter partecipare, anche se virtualmente.
Vice Sindaco, la dimostrazione sono i Comuni dove la videoripresa c’è: le sale dopo un po’ si affollano, perché la
persona che si appassiona, se ha la possibilità, partecipa. Il problema è che, non avendo l’accesso, è tagliata fuori, in
questo momento.
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Vecchio 03-04-2012, 21.49.02
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non condivido per niente questa scelta ma la rispetto in nome della democrazia. Nello stesso tempo visto che tutto questo viene fatto per il bene dei cittadini di Morciano possiamo anche provare a capire se i Morcianesi la intendono tale.

Ad esempio iniziando una democratica raccolta firme per capire se i cittadini di Morciano (rappresentati dai nostri amministratori) la pensano alla stesso modo .

Saluti a presto Pantaleo
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