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Predefinito No al piano di rientro

Il ministro Tremonti non ha firmato il piano di rientro sanitario, ma Vendola puntualizza il ruolo determinanti di due “traditori”, che avrebbero sabotato il sì alla manovra. Anche Udc contro governo
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BARI - È guerra governo e Regione Puglia, dopo la mancata firma del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al piano di rientro sanitario, previsto dal presidente, Nichi Vendola, e dall’assessore alle politiche della Salute, Tommaso Fiore. Una scelta che lo stesso governatore pugliese non teme di definire “sabotaggio politico” nei confronti dei suoi conterranei: per questo rivendica il rispetto dei diritti e delle prerogative costituzionali, annunciando l’invio di una lettera al presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, affinché tuteli gli interessi della Puglia.

Lo scontro tra governo nazionale e regionale, dunque, s’infittisce dopo la dura presa di posizione del ministro: per Vendola, ci sarebbero degli emissari politici che avrebbero causato questo stato di cose con il sostegno di informazioni fallaci. Il governatore indica chiaramente i nomi dei “traditori”, ossia Raffaele Fitto e Rocco Palese, che avrebbe boicottato il piano per convincere Tremonti a non firmare. Ma Vendola non ci sta e rilancia, affermando come sia in atto una sospensione delle regole dello Stato di diritto, visto che il piano è stato richiesto dal governo e presentato in tempi strettissimi dalla Regione, con “una rivoltella puntata alla tempia”, ma poi alla firma è stato lo stesso attore principale a sottrarsi.

Il piano, come ricordato da Vendola, non necessitato da sforamento dei conti sanitari pugliesi ma dai vincoli del Patto di Stabilità, si gioca ora su una battaglia tutta politica: non è un caso, secondo gli osservatori che lo scontro Tremonti-Vendola avvenga nel momento in cui entrambi sembrano indicati e lanciati come rispettivi leader futuri delle coalizioni di appartenenza.

Ma contro la scelta di Tremonti, si scaglia anche l’Udc pugliese, attraverso il capogruppo alla regione, Salvatore Negro, che non si dice sorpreso del fatto che il ministro “non muova un dito in favore della Puglia”: “Ma che si metta personalmente di traverso – afferma - per ostacolare il Piano di rientro sanitario non possiamo accettarlo”.

“Stigmatizziamo e contrastiamo l’atteggiamento del Ministro Tremonti le cui decisioni non tornano affatto a vantaggio della popolazione pugliese – ha continuato il presidente dell’Udc – Non riusciamo a capire dove stia la differenza tra il Piano di rientro della Regione Puglia e quello delle altre regioni, come ad esempio il Lazio, dove certo il ministro non è intervenuto personalmente. Non riusciamo a capire come mai un Piano di rientro sui cui c’era il via libera dei dirigenti del ministero sia stato bloccato per ragioni che certamente non sono tecniche. E’ evidente che quella di Tremonti è una posizione politica e che agita lo spettro della Grecia per creare fumo intorno ad una decisione di cui a pagare il conto saranno solo i cittadini pugliesi. Ancora una volta siamo di fronte alla iniqua regola dei ‘due pesi e due misure’, come nel caso della proroga delle multe sulle quote latte per gli allevatori del Nord e la negata proroga per le accise sul gasolio agricolo per gli agricoltori del Sud”.

L’Udc prende le distanze dai giochi politici finalizzati a “danneggiare le popolazioni della Puglia”, rinnovando la propria preoccupazione per la sorte di migliaia di lavoratori precari che attendono di essere stabilizzati e che guardano all’azione del Governo nazionale e regionale con grande attenzione: “Come abbiamo criticato il Governo regionale quando ha sforato il Patto di Stabilità – ricorda Negro -, allo stesso modo critichiamo il Governo nazionale quando non viene incontro alla Regione: la mancata firma del Piano di rientro probabilmente vuol dire non trasferire i finanziamenti alle imprese per altri mesi. Vuol dire bloccare la Puglia. E questo non possiamo permetterlo”.
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