Nucleare no grazie
Si è consumata l'ennesima follia targata Silvio Berlusconi.
Il nostro sorridentissimo presidente del consiglio ha raggiunto infatti l'accordo con monsieur Sarkozi che permetterà un'alleanza Italia-Francia in materia di energia nucleare. Ancora una volta siamo costretti ad assistere all'ennesima porcheria politica di questo governo...ancora una volta si è dato un sonoro schiaffo al futuro ed al benessere comune. Questo accordo è una farsa e la cosa davvero vomitevole sta nel venderlo all'opinione pubblica come l'unica soluzione al problema energetico, come una liberazione dell'Italia dai lacci economici derivanti dalle scarse risorse energetiche. Con questa operazione il presidente francese attinge dai fondi pubblici italiani per ridare forza alla sua politica nucleare e l'Italia rimane comunque schiava di attrezzature e combustibili stranieri. Non so se il nostro simpaticissimo presidente se n'è accorto ma in Italia di uranio non se ne vede neanche l'ombra...l'equazione è semplice niente uranio niente energia, niente materia prima niente energia...siamo al punto di partenza.
I tanto declamati reattori di 3° generazione che dovrebbero essere ad alto tasso di sicurezza richiederanno tempi faraonici e costi di realizzazione non certo limitati. Già, la sicurezza...il quotidiano britannico Independent denuncia la maggiore pericolosità in caso di incidenti nelle centrali di ultima generazione, se dovesse crearsi una perdita il quantitativo di sostanze radioattive sarebbe maggiore, più tossico e provocherebbe il doppio delle vittime.
Parliamo di smaltimento delle scorie radioattive, le scorie dovrebbero essere incapsulate in appositi contenitori di vetro e sotterrate e centinaia di metri nel sottosuolo. Questa soluzione, che non è certamente un toccasana per il sottosuolo terreste, non è ancora del tutto usata, in molte centrali i rifiuti sono ancora tenuti in appositi silos sulla superfice terrestre. Negli Stati Uniti il sito di stoccaggio previsto sotto il monte Yucca nello stato del Nevada necessita di costi che superano i 50 miliardi di dollari, questo sito dovrebbe accumulare 2300 tonnellate di scorie radioattive ogni anno che restano pericolose e tossiche per secoli e millenni senza che venga scongiurata la possibilità di infiltrazioni d’acqua nel deposito con gli enormi danni che ne potrebbero conseguire. Il bello è che gli stessi esperti non danno delle informazioni precise sullo stoccaggio delle scorie, per non parlare poi dell'informazione tradizionale, la questione nucleare è nella maggior parte dei casi presentata come la salvezza, come la soluzione ideale, ma nessuno che spieghi come funziona una centrale, che tipo di costi di costruzione e manutenzione necessita, quali costi e pericoli nel gestire correttamente l'immondizia radiottiva.
Personalmente faccio appello a quel referendum in cui il 62% degli italiani decise di rifiutare questo tipo di energia. A fronte di tali perplessità non è facile affidare il futuro del proprio pianeta ad un progetto talmente rischioso tralasciando ciò che il pianeta stesso ci mette a disposizione in maniera più naturale e diretta come l’energia solare.
Percorrere un percorso di investimento in energia solare garantirebbe una soluzione oltre che scientificamente valida, socialmente ed economicamente sostenibile. A mio avviso sarebbe opportuno ed urgente un investimento maggiore su questa direttrice, educando ad una cultura del fotovoltaico, incentivando prima di tutto le famiglie all’uso di questo tipo di energia rinnovabile e facendo fronte nell’immediato al consumo spropositato di combustibili fossili. Affidarsi all’energia rinnovabile, in questo caso solare, significa livellare le posizioni economiche in termini di energia dei diversi paesi perché ogni paese avrebbe a disposizione la propria materia prima, in particolare in Italia si dovrebbero affrontare problemi sicuramente meno preoccupanti dello smaltimento di scorie radioattive, si avrebbe un tipo di energia realmente pulita, nel rispetto e nel perseguimento del bene comune.
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