Santa maria del Casale di Ugento, i Restauri | TorreVado.info

S.MARIA DEL CASALE  PRIMA DEI RESTAURI

Porticina di ingressoIl complesso edilizio della Madonna del casale si trovava originariamente nelle condizioni di un convento da più secoli chiuso al culto nella sua chiesa, e il resto adibito a masseria. Di più, non essendo servito da circa quarant’anni neppure per masseria, è venuta a mancare anche quella manutenzione avuta in precedenza per mantenerlo adatto a ad accogliere gli animali e i loro custodi.Tale complesso quindi, nello stato in cui era, necessitava di importanti restauri  che permettessero allo stesso casale di diventare agibile ad accogliere in futuro i religiosi destinati  alla vita dell’eremo.In attesa di essi, possiamo affermare che l’edificio comprendeva diverse parti tra fondi e rustici che possono così essere sintetizzate:
a) Una chiesa con una piccola sagrestia, e una torre avente due stanzette sovrapposte, una terrazza con un minuscolo campanile,una caditoia a piombo sulla viuzza sottostante ;
b) Un cortile rettangolare, chiuso da due vani adibiti a stalle, da un vano a tettoia, da un locale con forno, dal lato nord della torre suddetta,da una scala in pietra scoperta e il resto da un muro di cinta alto tre metri, fatto di pietre e terra, intonacato rusticamente,con una porticina che mette sulla viuzza;
c) Un piano superiore al quale si accedeva per mezzo della scala scoperta indicata sopra.E stando sul pianerottolo di questa scala,nella posizione di avvio si trovava:
–    a destra  un ampio arco, poggiato sui capitelli di due colonne unite in basso da un parapetto che si affacciava sul cortile;
–    di fronte, un abbozzo di corridoio con a destra una porta e una stanza con camino, e poi un’altra porta e un’ altra stanza, entrambe poste rispettivamente sui vani del cortile adibiti a stalle;
–    infine a sinistra una stanza più grande, rettangolare con camino posta sulla sagrestia e alle spalle del muro dell’altare maggiore;a questa stanza poi, per alcuni gradini e una porta si accedeva al piano superiore della torre.
d) Attorno a questo complesso edilizio girava una cinta di
terreno cosi disposta:
–    a settentrione,attiguo al cortile col quale comunicava per una porta, un giardino rettangolare recintato con alto muro, parte a secco e parte identico a quello del cortile: tutto prugni,e un arancio,un albicocco,un mandorlo,un olivo;
–    a ponente, costeggiante il giardino e le stalle e la chiesa e spingendosi sino al ciglio della spianata, una larga fascia di terreno con degli ulivi, dei peri, alcuni mandorli, e una vecchia cisterna, tutto cinto da muro a secco alto circa un metro;
–    a mezzogiorno, un triangolo di suolo avente per lati facciata della chiesa e parte della fascia di terreno precedentemente delineata;
–    ad oriente, un altro triangolo di suolo che aveva per lati la chiesa,la torre e la strada.


S.MARIA DEL CASALE  DURANTE  I  RESTAURI

Premesso che la chiesa per la sua antichità e bellezza, per il suo stile, e per gli affreschi che mostra e per quelli che nasconde sotto il primo e il secondo intonaco, non poteva essere restaurata che in minima parte,bisogna dire che  i restauri più recenti operati sul casale possono essere cosi sintetizzati:
1)    Il pavimento è stato rifatto in cotto fiorentino, compreso il presbiterio al quale sono stati messi i bordi in travertino; all’altare laterale, che ha sulla mensa l’artistica e commovente statua in pietra dell’ “Ecce Homo”, è stata tolta la pedana; poi tutto l’interno del luogo è stato ripulito.
2)    La scala in pietra, che dal cortile sale al primo piano, è stata rifatta in travertino e coperta con un solaio in cemento, rivestito all’ esterno di vecchie tegole.
3)    L’ ampio arco di destra presente sul pianerottolo della scala, tolto il parapetto, è diventato inizio di un corridoio con due finestre,simili in ampiezza e architettura allo stesso arco.Questo corridoio offre l’accesso indipendente alle due stanze attigue.
4)    Al pianterreno i due vani adibiti originariamente a stalle sono stati ora trasformati in locali abitabili e l’accesso indipendente ad esse è garantito da un ulteriore corridoio,
5)    Il pianerottolo della scala sopra citata presenta di fronte un abbozzo di corridoio che un volta chiusa la porta laterale è stato trasformato in un locale capace di accogliere tutti i servizi igienici.
6)    La stanza rettangolare di sinistra è stata poi restaurata poichè essa era cieca,in questo modo quindi  le è stata donata luce  aprendo una finestrina al di sopra della volta della scala attigua,e abbassando il pavimento è diventata più ariosa e accogliente; sempre riguardo alla stessa stanza si ricordi che demolendo la volta della stanza inferiore della torre e ricostruendola più bassa, è stato dato a quella superiore un accesso più agevole.
7)    La parete di sinistra e la copertura della stessa scala sino al muro di cinta sono state prolungate e si è avuto cosi un locale nevralgico che porta nel cortile, e mette in comunicazione coperta il primo piano con la stanzetta inferiore della torre , e questa con la sagrestia, la quale a sua volta, attraverso il sottoscala  trasformato in corridoio provvisto di finestra, comunica col corridoio sottostante e identico a quello del primo piano.
8)    Nella stanzetta inferiore  della torre sono state aperte due porte traforando i suoi muri spessi oltre un metro: una porta che mette nella sagrestia ,un’altra sulla strada, e precisamente nel triangolo di terra che ha per lati la torre, la chiesa, la stessa strada.
9)    Infine nel vano attiguo a quello con tettoia è stato aperto un ampio arco che rende dei due vani un solo locale, mentre è stata rifatta a quest’ultimo la tettoia che in parte era crollata
Si è avuto cosi facendo da quello che era un agglomerato di locali discontinui e inconsistenti, un’ abitazione omogenea e coordinata che si potrebbe definire, usando un’espressione un po’ sui generis “un convento in miniatura”.


S.MARIA DEL CASALE  ALLA FINE  DEI RESTAURI

Prendendo in prestito una frase di uno dei partecipanti ai lavori “una volta creato lo scheletro del convento in miniatura bisognava riempirlo di carne e poi soffiarvi dentro un alito di vita”: e cioè mettere nel casale l’acqua, la luce, l’intonaco, gli infissi che sono poi le cose che trasformano un’abitazione tufacea, in quella che è un’ abitazione umana.
ACQUA: E’ stata ingrandita e riadattata la vecchia cisterna posta nella fascia di terra a ponente della chiesa. Un’ elettropompa porta l’acqua dalla cisterna ad un serbatoio situato sulla terrazza della torre, dal quale si dirama la tubatura che alimenta tutta la casa.
LUCE: In tutti locali è stato fatto un regolare impianto elettrico incassato, fornito di opportune prese per lampade da tavolo e per azionare l’elettropompa, la lavatrice, il campanello della portineria.Infine un gruppo elettrogeno che sviluppa 2700 watt, produce la energia necessaria.
INTONACO : I locali vecchi sono stati stonacati e,quindi insieme ai nuovi, intonacati dentro e fuori con intonaco ruvido spesso da due a sei centimetri.
PAVIMENTO: Tutti i locali sono stati pavimentati con mattoni in ceramica color marrone.
INFISSI:  Gli infissi vecchi sono stati divelti e sostituiti e tra rinnovati e nuovi sono oggi una trentina. Le porte interne e le finestre delle celle sono di legno, gli altri in lamiera zincata. Comunque tutti gli infissi sono robusti e precisi pitturati color marrone.

realizzato dall’amico Luca leggittimo che ringraziamo per l’impegno e la dedizione.

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One Response to “Santa maria del Casale di Ugento, i Restauri”

  • roberta

    io mi chiedo come mai un bene appartenente alla chiesa viene venduto come si sente dire,questa e’ una bufala che gira o e’ verita’.La diocesi di appartenenza non dovrebbe difendere i suoi beni?

E tu, cosa ne pensi?