Dolmen e menhir in Salento | TorreVado.info

Il Salento ha una storia antichissima che affonda le sue radici nel periodo neolitico e paleolitico, come testimoniano i numerosi reperti ritrovati in fondo alle grotte, nei monumenti funerari, e nelle gole che i torrenti hanno scavato nella roccia carsica.

Una testimonianza di come i nostri antenati vivevano e si spostavano nell’area, delle loro armi con le quali si procuravano il cibo, degli utensili, tra cui vasellame e monili che utilizzavano nella loro vita quotidiana.

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Di eccezionale importanza sono nell’area del Salento i dolmen, celebri monumenti fatti di enormi massi sovrapporti a formare rudimentali templi, che introducevano alla tomba vera e propria scavata nel sottosuolo, in cui guerrieri e nobili, sacerdoti e capi tribù venivano seppelliti con tutti gli onori e con un corredo di oggetti che sarebbero serviti all’anima del defunto durante il suo lungo viaggio nella terra dei morti.

Una seconda versione vuole che la particolare struttura dei dolmen, l’enorme lastrone poggiato su pietre poste in verticale a formare un rudimentale altare fossero appunto destinati ad area sacrificale e sacerdotale.

Interessanti esempi di dolmen si possono trovare a Salve ed a Pescoluse, dove si trova uno dei più conosciuti, il dolmen “Argentina” che presenta la tipica struttura di pietre sovrapposte che introduce ad una camera funebre scavata nella terra. Il dolmen Placa si trova tra Calimena e Melendugno ed il dolmen Scusi a Minervino di Lecce.

Altrettanto suggestivi ed interessanti dei dolmen sono i menhir, che avevano una funzione diversa, per lo più votiva e sacra rispetto ai dolmen, ed erano anche posizionati in luoghi significativi del territorio, oltre ad avere un orientamento tale da essere usati anche come primitive meridiane, o per scandire il ritmo delle stagioni. Un aspetto importante e discusso ancora oggi quello della loro funzione: l’ipotesi più accreditata è quella che sostiene che con il passare dei secoli e dei millenni i vari popoli che si sono susseguiti sul territorio ne abbiano fatto un uso sostanzialmente diverso, che dipendeva dalla loro cultura.

A differenza dei dolmen costituiti da un insieme di pietre sovrapposte il menhir era una stele di pietra, di varie dimensioni,alcune alte più metri infisse saldamente in verticale nel suolo.

Nell’area salentina li possiamo ammirare a Maglie e Giurdignano. A Martano c’è il più alto menhir del Salento, che supera in altezza i 5 metri.

Purtroppo, del numeroso patrimonio di dolmen e menhir che erano presenti in Salento molti sono andati perduti per incuria e perchè sono stati abbattuti o riutilizzati per altri usi, ma per fortuna ne restano a sufficienza, e si comincia a proteggere tale patrimonio ed a conservarlo con la dovuta attenzione, per poter ammirare riti usanze e culture dei nostri antichi antenati.

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