Masserie e pajare: l\'entroterra salentino - Guida del Salento part VII | TorreVado.info

Sebbene il Salento sia oggi conosciuto soprattutto per i mirabili panorami costieri, che ogni anno accolgono migliaia di turisti estasiati dalla genuinità e dalla bellezza dei litorali il territorio riserva anche un entroterra di sicura suggestione.

Da millenni il Salento ha conosciuto un intenso lavoro di trasformazione del territorio ad opera dell’uomo, i terreni fertili della Piana Messapica e delle basse colline delle Serre Salentine hanno infatti incentivato la produzione e l’impianto degli ulivi e delle vigne, che grazie al sole caldo della regione forniscono olio e vino in abbondanza ed anche di ottima qualità.

Al visitatore che s inoltrasse nell’entroterra apparirà subito un paesaggio fatto di miriadi di piccoli campi coltivati a vigne ed ulivi, separati gli uni dagli altri da muretti a secco tra i quali passano le antiche vie della pastorizia, i tratturi, percorsi antichissimi che in parte sono stati restituiti, grazie a lavori di sistemazione e di ripristino, ed oggi rappresentano un’interessante alternativa per percorrere, con mezzi non inquinanti, in bicicletta o a cavallo, la campagna.

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A ridosso dei muretti a secco i vivaci e profumati arbusti della macchia mediterranea fanno da elegante e rustico paravento naturale.

Nelle campagne ci si imbatte in diverse tipologie di edifici che contribuiscono a rendere unico il paesaggio. Le masserie, antiche fattorie nate durante l’epoca medievale come risposta alla fuga dai centri urbani, diventati pericolosi ed insalubri, che sovente rappresentavano un vero e proprio inurbamento che si sviluppava intorno alla casa padronale.

Sovente le masserie presentano una struttura fortificata, a testimonianza di come le piccole comunità agricole ed i possidenti necessitassero di difendersi, sia dalle incursioni di pirati e briganti, sia dalle aspre contese con i signori vicini. Le pajare invece sono costruzioni che, nonostante la loro semplicità strutturale, testimoniano di profonde conoscenze ingegneristiche.

L’edificio, generalmente di forma circolare, è costituito infatti di pietre a secco sovrapposte senza l’uso né di malta né di cemento, costituito da due strati al cui interno sabbia e piccoli ciottoli creano una parete isolante. Ciò permette all’edificio di essere totalmente isolato termicamente, caldo durante l’inverno e fresco durante l’estate. L’utilizzo di queste strutture era destinato ai pastori ed ai contadini, che vi trovavano rifugio nel corso delle loro attività lavorative.

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