Il barocco leccese - Guida del Salento parte XIV | TorreVado.info

Lecce diventa una città di una certa importanza, dopo essere stata una delle metropoli della civiltà messapica con il nome di Sybar, sotto i Romani, dapprima come località strategicamente importante dal punto di vista militare, poi come vivace centro dei traffici che legavano il Salento all’oriente.

Caduto l’impero, e saccheggiata dai goti, la città conoscerà un lungo periodo di decadenza che avrà termine sotto la guida dei Normanni, che ne faranno uno dei centri amministrativi del loro dominio.

La città in quest’epoca conosce un risveglio culturale e sociale, riprendendo in pochi anni le fila delle attività commerciali che erano via via andate calando nei secoli precedenti.

La crescita sarà lenta ma costante, fino a che, sotto il Regno di Napoli prima, ed in seguito sotto gli Spagnoli essa diventerà non solo più ricca ma anche più potente.

Santa croce barocco

Alla vivace aristocrazia locale, già ampiamente sensibile all’arte ed alla cultura, si affiancherà una nascente borghesia mercantile ed un clero che, divenuto anch’esso molto potente, insieme costituiscono quel nucleo sociale che, sul finire del 1500 stimoleranno il miracolo artistico rappresentato dal barocco leccese.

La necessità di adeguare la città alle esigenze della popolazione crescente e di dotare Lecce di edifici che rappresentino agli occhi del mondo la rinnovata vivacità economica e culturale saranno la spinta grazie alla quale inizieranno i lavori di rifacimento della piazza principale della città, Piazza del Duomo, che verrà arricchita di magnifici palazzo come il Seminario ed il Palazzo Vescovile, ed il magnifico Campanile riccamente decorato di frutta e festoni. Persino la Cattedrale della Madonna Assunta, la cui architettura era di epoca precedente, viene dotata, per armonizzarla con il nuovo contesto urbanistico ed architettonico della piazza, di una facciata laterale realizzata secondo i crismi dell’architettura barocca. La Basilica di Santa Croce è forse la massima espressione del barocco leccese, un tripudio di forme sinuose e di ricche decorazioni realizzata dall’architetto Giuseppe Zimbalo, l’esponente più di spicco della corrente barocca nel Salento, autore di altre opere come la colonna dedicata a San Oronzo che domina la piazza omonima, una delle più eleganti di Lecce, e della Chiesa di San Giovanni Battista, un altro esempio molto suggestivo di architettura barocca con la sua grande facciata ricca di statue e decorazioni floreali.

Se si parla del barocco leccese non bisogna dimenticare che queste realizzazioni artistiche ed architettoniche molto ardite e sontuose sono state rese possibili in gran parte grazie alla famosa “pietra leccese” un particolare tipo di roccia calcarea particolarmente facile da lavorare e da plasmare.

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