Fotovoltaico la situazione nel Capo di Leuca a cura di Giulio Rosafio | TorreVado.info

Fotovoltaico la situazione nel Capo di Leuca a cura di Giulio Rosafio


A distanza di qualche mese dal primo messaggio di questo thread, vorrei analizzare con qualche grafico quella che è la situazione del fotovoltaico nel nostro territorio ad oggi (i dati sono aggiornati al 29/04/2011).

Vorrei però prima sottolineare quella che è la mia “idea” sul fotovoltaico, in modo da darvi la possibilità di leggere in modo critico ciò che andrò a scrivere, e quindi permettervi di fare le vostre considerazioni ed obiezioni.

Sono convinto che quella delle energie alternative sia la via da percorrere per permettere a noi e soprattutto ad i nostri figli di raggiungere quell’indipendenza energetica che è attualmente motivo di dibattito politico a livello locale, nazionale ed internazionale.

Assodato il fatto che ad oggi non esiste un’energia “verde” al 100% e che ogni tecnologia per la produzione di energia ha delle ripercussioni negative in campo ambientale (dall’inquinamento di aria, acqua e suolo all’impatto visivo, ecc.) si tratta di trovare il giusto compromesso tra le nostre esigenze di sviluppo e benessere e le conseguenze negative delle tecnologie utilizzate.

Io sono d’accordo con chi afferma che il futuro dell’energia sia la rete, ossia la distribuzione nel territorio di piccoli impianti produttivi di diverse tecnologie che permettano con un’oculata gestione delle stesse un utilizzo ottimale delle risorse.

Questo però deve essere fatto avendo cura di ridurre al minimo l’impatto che tanti piccoli impianti potrebbero avere sul territorio. E’ per questo che risulta fondamentale una normativa che favorisca un’integrazione armonica degli impianti con il territorio.

In pratica, tornando a parlare in modo specifico di fotovoltaico, si dovrebbe incentivare la costruzione di piccoli impianti in zone già antropizzate e, di contro, evitare che vaste aree di territorio vengano “fagocitate” in nome dell’energia pulita, creando oltre ad un danno ambientale anche un danno “d’immagine” ad un comparto che sta tentando di emergere e che le lobby del petrolio e del nucleare cercano invece affossare.

In poche parole per me esiste un fotovoltaico “buono”, fatto di tanti piccoli impianti totalmente o parzialmente integrati su abitazioni, edifici pubblici e capannoni industriali, che porta anche ad una distribuzione equa degli incentivi, ed un fotovoltaico “cattivo”, fatto da grandi impianti ubicati in zone di importante pregio paesaggistico ed ecologico, e di proprietà di grandi gruppi industriali.

Gli incentivi fin’ora hanno avuto il pregio di permettere la diffusione del fotovoltaico, un abbattimento dei costi di produzione e l’investimento di ingenti capitali nella ricerca (che a loro volta hanno portato ad un miglioramento delle rese produttive con importanti prospettive per l’immediato futuro). In poche parole mai come in questi anni il gap tra costo dell’energia prodotta con i metodi “tradizionali” e di quella prodotta con tecnologie “verdi” si è ridotto in modo così veloce.

Passiamo ora ai dati!

Ho preso in esame i comuni di: Morciano di Leuca, Salve, Presicce, Acquarica del Capo, Alessano, Tricase, Tiggiano, Corsano, Gagliano del Capo, Castrignano del Capo e Patù.

Ecco la situazione “fotografata” al 29/04/11 tramite il sito Atlasole del GSE, per potenza e per numero di impianti:

PER POTENZA

Situazione bassso salento fotovoltaico per potenza e per impianti

PER NUMERO

Ecco quindi una prima “classifica” per potenza e numero di impianti:

Quest’analisi però non tiene conto dell’estensione dei vari comuni. Ecco quindi le stesse “classifiche” normalizzate per km2:

Balza subito agli occhi la potenza installata nei comuni di Alessano, Presicce, Tricase e Castrignano del Capo, su cui insistono 10 dei 12 mWp installati. Questo per via di alcuni grossi impianti di oltre 50 kWp di potenza.

Questi ed altri dati possono essere ricavati dalla tabella seguente:


Come anticipato nella premessa, faccio un distinguo tra fotovoltaico “buono” e “cattivo” a seconda della potenza degli impianti (purtroppo non riesco ad avere i dati sul tipo di impianto -integrato, parzialmente integrato, non integrato- quindi devo fare una generalizzazione).

Ecco allora la “classifica” degli impianti fino a 20 kWp, normalizzata per km2:

Lo scettro del comune con la maggior potenza per km2 (di impianti “buoni”) spetta a Corsano. Ci sono infatti ben 59 impianti, tutti sotto i 20 kWp.

Maglia nera invece per Salve, che però “paga” un superficie territoriale vasta rapportata al numero di abitanti. Questo potrebbe essere lo spunto per un’analisi ancora più accurata che tenga conto della densità di ogni comune, ma che rimando ad un’altra occasione.

Giulio Rosafio

Fotovoltaico-situazione-Capo-di-leuca PDF

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