Struttura e tipologia delle Torri

Tutte le torri che dovevano servire non solo per la difesa contro le incursioni provenienti dal mare ma anche per la diramazione d’ordini lungo la costa per mezzo di corrieri (servizio detto di “passa parola”), avevano all’intorno un terreno loro annesso di circa 60 passi di raggio, una via di accesso verso il paese più vicino e una gran cisterna di acqua. Sino a tutta la prima metà del XVI secolo le torri furono di varie forme, per lo più cilindriche, e

quelle fabbricate nella prima metà di detto secolo dai privati e dalle Università, furono anche di notevole ampiezza, perché erette non solo per la difesa, ma anche come luogo di rifugio in caso di improvviso sbarco dei nemici (ad esempio ampia e di forma tonda risulta la torre di Specchia, edificata intorno al 1550 dall’università di Corsano). Le torri marittime costruite dalla R. Corte furono, invece, quadrangolari probabilmente per rendere più efficace la difesa: le artiglierie, infatti, erano piazzate su quasi tutti i lati.Tali strutture erano generalmente di uguale misura, eccetto quelle poste alle foci dei fiumi o ad immediato contatto della marina; furono, infatti, dette di “sbarramento”(se edificate in pianura ) “guardiole”invece(se edificate in alto) e in quest’ultimo caso assolvevano il compito quasi esclusivo di segnalare coi centri abitati situati dietro le alture. Per ovvie ragioni di sicurezza le torri marittime erano prive di ingresso alla base, quindi ad esse si accedeva dal piano superiore tramite una scala lignea che veniva abbassata dall’interno solo in presenza di amici; (si ricordi bene infatti che l’imponente scala di pietra come nel caso della torre di Porto Cesareo, per esempio, furono realizzate quando, era ormai da tempo cessata ogni minaccia sia dal mare e sia da parte dei briganti provenienti dall’entroterra.

Ogni torre possedeva anche una cisterna che raccoglieva le acque piovane dal lastrico solare, ed essa era situata sotterranea al centro della base della struttura che , non essendo colma di pietrame, offriva un ampio vano al pian terreno.Altre volte, invece, la cisterna era collocata all’esterno, quasi sempre nello spessore del muro di basamento. Le torri più antiche, realizzate prevalentemente nella prima metà del XVI sec, si incontrano a sud di Otranto e di Gallipoli appaiono costruite con pietrame informe, possiedono base troncoconica coronata, generalmente,da un cordolo sul quale si innesta una parte cilindrica che sviluppa all’interno un ambiente voltato. Se le torri marittime più antiche appaiono piccole e di modestissimo volume (circa di 400mc), cilindriche e abbarbicate sulla costa alta e rocciosa a sud di Otranto, fino all’omonimo capo, con esclusiva funzione di vedetta, quelle parallelepipide, che si incontrano lungo il litorale neretino, su costa bassa e scarsamente difendibile, si presentano imponenti e possenti (4000 mq circa di volume).A riguardo si ricordi che è difficoltoso trovare una connessione che leghi la costruzione delle altre torri cilindriche, le grandi (mq 3000) e le medie(1200mq), sparse per la costa del salento ; più rare invece le torri paralleleepipede anomale(3550 mq) e ottagone(mq 3000), nate non per impianto generale, ma secondo le necessità e le possibilità, e favorite dal varo del programma governativo, perché si doveva allestire subito una difesa in attesa che si muovesse l’ apparato pubblico.

L’ altezza media delle torri regie si aggira intorno ai 12 metri: i loro lati, alquanto robusti, misurano all’ esterno circa dieci o dodici metri, mentre all’interno misurano circa 5 metri. E tutto ciò non solo per lo spessore delle mura, ma anche per la realizzazione della scarpa, che all’ esterno offre un’inclinazione del 5% idonea alla solidità della struttura e alla funzione delle caditoie, quasi sempre 3 per lato, raramente 5, realizzate in controscarpa con una inclinazione dell’8% verso l’interno.

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