{"id":1207,"date":"2011-06-01T09:08:09","date_gmt":"2011-06-01T08:08:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.torrevado.info\/news\/?p=1207"},"modified":"2022-09-07T11:34:24","modified_gmt":"2022-09-07T09:34:24","slug":"itinerario-turistico-culturale-basso-salento-parte-ionica-by-torrevado-info","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/index.php\/2011\/06\/itinerario-turistico-culturale-basso-salento-parte-ionica-by-torrevado-info.html","title":{"rendered":"Itinerario Turistico Culturale Basso Salento Parte Ionica by TorreVado.info"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Itinerario Turistico Culturale <\/strong><\/h2>\n<p><strong>Torre Vado &#8211; Salve &#8211; Ruggiano &#8211; Barbarano &#8211; Pat\u00f9 &#8211; Morciano di Leuca &#8211; Torre Vado<\/strong><\/p>\n<p>Luogo di ritrovo dell\u2019itinerario \u00e8 l\u2019Area Servizi di Torre Vado <strong>(1)<\/strong>, adiacente il Pronto Soccorso. Il percorso si snoda da via Scalelle, che attraversa l\u2019omonima localit\u00e0 e sale di quota fino a 100 metri s.l.m.<br \/>\nSi giunge, dopo circa un chilometro, presso l\u2019Area della Madonnina e si svolta a sinistra in direzione della Masseria San Lasi <strong>(2)<\/strong>, antica costruzione fortificata del 1577, come attesta la data incisa sull\u2019attigua torre cilindrica. Il percorso prevede una sosta presso la Cappella di San Lasi (XVI secolo)<strong> (3)<\/strong>, ubicata nelle immediate vicinanze dell\u2019omonima Masseria. La cappella conserva al suo interno tracce di affreschi di notevole pregio artistico.<br \/>\nTerminata la visita della cappella si attraversa la S.P. 273 e ci si immette sulla parallela S.P. 339. Dopo 500 metri, giunti all\u2019altezza di un incrocio, si prosegue in direzione di Ugento, seguendo il tracciato dell\u2019antica via Sallentina. Si tratta di una strada che in et\u00e0 messapica e romana congiungeva Taranto ad <a href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/index.php\/otranto-la-vacanza-piu-ad-oriente-della-puglia\">Otranto<\/a>, passando per Vereto, a breve distanza dal Capo Iapigio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/itinerario-torrevadoinfo.jpg\" data-rel=\"lightbox-gallery-DI4M50Ci\" data-rl_title=\"itinerario-torrevadoinfo\" data-rl_caption=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1208\" style=\"border: 1px solid black;\" title=\"itinerario-torrevadoinfo\" src=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/itinerario-torrevadoinfo.jpg\" alt=\"\" width=\"599\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/itinerario-torrevadoinfo.jpg 599w, https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/itinerario-torrevadoinfo-300x280.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 599px) 100vw, 599px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Si procede per circa un chilometro fino alla Cappella della Madonna delle Gnizze (1616) <strong>(4)<\/strong>, posta sulla sinistra al margine della strada. L\u2019edificio sorge sopra una piccola grotta, al cui interno &#8211; secondo una leggenda &#8211; un contadino rinvenne, su indicazione della Madonna, un\u2019icona della Beata Vergine, che permise alla popolazione di Salve di salvarsi da una grave epidemia esplosa intorno al 1540.<br \/>\nSuperata la Cappella e l\u2019adiacente Masseria, si svolta a destra. Si segue la strada superando una ripida ma breve salita e si giunge in prossimit\u00e0 della Masseria Veneri, in localit\u00e0 Sant\u2019Anna. Si svolta a sinistra e in seguito a destra finch\u00e9 non ci si raccorda nuovamente alla S.P. 339 e si prosegue in direzione di Salve. Si consiglia una breve sosta presso la Cappella della Madonna di Loreto (1677)<strong> (5)<\/strong>, in contrada Fogge, prima di procedere verso il centro abitato. L\u2019itinerario, a questo punto, prevede la visita del centro storico di Salve <strong>(6)<\/strong> e in particolare: dei frantoi ipogei in contrada Veneri, di Piazza Concordia, della Chiesa matrice dedicata a San Nicola Magno con il suo organo cinquecentesco (il pi\u00f9 antico funzionante in Puglia) e del Palazzo Carida-Ramirez, elegante dimora nobiliare adibita a Centro culturale polivalente. Si prosegue percorrendo via Persico, sulla quale si affacciano<br \/>\npalazzi signorili con annesse torri (tra cui spicca la cinquecentesca Torre dei Montano). Si segue la cartellonistica per la Piscina comunale e si risale un rilievo collinare (Serra Falitte); lungo il tracciato di una strada rurale che lambisce antiche cave dismesse vi \u00e8 la grande Specchia dei Fersini<strong> (7)<\/strong>, un monumento megalitico di et\u00e0 medievale, utilizzato come struttura di difesa del territorio.<br \/>\nDalla strada campestre, posta a circa 160 metri s.l.m., \u00e8 possibile ammirare un\u2019ampia porzione di tipico paesaggio salentino, che si estende tra gli uliveti e le candide abitazioni dei piccoli e graziosi borghi di Ruggiano e Barbarano. Il percorso prevede una sosta presso un\u2019antica chiesa rurale e la visita di un\u2019imponente Pajara a tre gradoni <strong>(8)<\/strong>, denominata Malte, che ben rappresenta l\u2019architetturarurale salentina in pietra a secco. L\u2019itinerario prosegue verso Ruggiano <strong>(9) <\/strong>dove, dopo aver attraversato i binari della Ferrovia del Sud-Est, si giunge presso la Cappella della Madonna di Costantinopoli <strong>(10)<\/strong>, la cui costruzione risale al \u2018700. La struttura presenta una facciata semplice, con copertura a doppio spiovente e unico portale di ingresso sormontato da una nicchia. All\u2019interno si possono ammirare alcuni pregevoli dipinti, tra cui quello che si trova sull\u2019altare raffigurante l\u2019immagine della Vergine. Poco distante si trova il celebre Santuario di Santa Marina <strong>(11)<\/strong>, eretto nel Medioevo, ampliato e restaurato nel 1648 ad opera di maestranze locali. Presenta un originale prospetto bipartito, con due portali di ingresso, elegantemente decorati, sormontati da altrettante finestre. Al centro della facciata campeggia una lesena liscia, che riecheggia le altre due poste all\u2019angolo. L\u2019interno, a due navate, rispecchia la particolare struttura della facciata e conserva una statua in legno ed un dipinto raffiguranti l\u2019immagine della Santa.<\/p>\n<p>Lasciato alle spalle il borgo di Ruggiano, si prosegue verso Barbarano, attraversando contrade che conservano ancora inalterato il tipico paesaggio rurale salentino. Qui infatti muri a secco, pajare, liame, furnieddhi, la Macchia mediterranea, le vore e gli ulivi plurisecolari fanno da cornice al percorso, che insiste su antichissime strade con carraie impresse sul banco roccioso. Una volta giunti a Barbarano e oltrepassati nuovamente i binari della Ferrovia, il cammino prevede una sosta al complesso di Leuca Piccola <strong>(12)<\/strong> . Si tratta di una struttura, realizzata nel 1685 da don Annibale Capece, che fungeva da luogo di ristoro per i pellegrini diretti a Leuca. Il percorso procede verso sud, in contrada Spisse, tra antiche cave di tufo e carrareccie, in un paesaggio ancora caratterizzato da un fitto reticolo di muretti a secco e pajare. Dopo circa due chilometri di strada sterrata si giunge nel territorio di Giuliano. Ad un bivio \u00e8 situato un pozzo, detto del bon bere, in cui la tradizione orale narra essersi dissetato San Pietro, dopo aver resuscitato un morto e aver convertito alla fede cristiana quattromila Gentili (Pagani). A Circa 100 metri dal pozzo \u00e8 possibile visitare la Chiesa di San Pietro <strong>(13)<\/strong>, risalente al X secolo, a pianta rettangolare e navata unica con abside semicircolare. \u00c8 stata realizzata in muratura a doppio paramento utilizzando anche blocchi di reimpiego provenienti da edifici funerari di epoca romana. All\u2019interno si conservano tracce di vari strati di intonaco affrescato, con figure di santi di tradizione bizantina, graffiti navali ed un\u2019epigrafe in greco. Recenti scavi archeologici hanno permesso di rinvenire al suo interno numerose sepolture di et\u00e0 medievale.<\/p>\n<p>Terminata la visita, si prosegue verso ovest; dopo circa 300 metri si supera il cimitero di Giuliano e si risale la strada che costeggia a destra la Serra Falitte, fino all\u2019incrocio con la provinciale Morciano &#8211; Pat\u00f9. Percorrendo una stradina lunga un centinaio di metri si arriva ai piedi dell\u2019area dove sorgeva l\u2019importante citt\u00e0 messapica di Vereto &#8211; divenuta poi municipio romano &#8211; situata circa 500 metri ad Est dall\u2019abitato di Pat\u00f9.<br \/>\nIl viaggio nell\u2019area archeologica prevede una sosta presso la Cappella dedicata alla Madonna di Vereto<strong> (14)<\/strong>, dove sono visibili alcune strutture murarie relative alla preesistente chiesa paleocristiana. Al suo interno si conserva un prezioso affresco che raffigura San Paolo che impugna una spada, intorno alla quale sono attorcigliati due serpenti. Ai piedi del Santo vi \u00e8 uno scorpione sormontato da due serpenti, intrecciati a m\u00f2 di caduceo. Si segue il percorso tortuoso della strada e, una volta giunti ad un bivio, si svolta verso ovest lungo la Strada Vicinale Serre II, ossia un sentiero sterrato posto sul versante orientale della collina di Vereto e delimitato ad Ovest da un muro a secco di grandi dimensioni, che ingloba dei blocchi relativi al circuito murario di et\u00e0 messapica. Volgendo lo sguardo ad oriente, al di l\u00e0 della staccionata in legno, \u00e8 possibile ammirare un panorama molto suggestivo.<br \/>\nSi ritorna indietro e si seguono le indicazioni per la via Uschia Pagliare, dove si conservano i ruderi del circuito murario sud &#8211; occidentale di Vereto. Il percorso, quindi, si dirige verso la localit\u00e0 Le Chiuse, in direzione di Morciano di Leuca, che si raggiunge dopo circa 2 chilometri di cammino, immersi tra ulivi secolari e antiche costruzioni rurali in pietra a secco.<br \/>\nMorciano di Leuca vanta alcune dimore storiche, una Parrocchiale e diverse piccole cappelle di notevole pregio storico e artistico. Tra queste ultime la pi\u00f9 interessante \u00e8 la Cappella della Madonna di Costantinopoli (seconda met\u00e0 XVI secolo) <strong>(15)<\/strong>, per la presenza, al suo interno, di un monolite sul cui fronte \u00e8 affrescata la Vergine con il Bambino. Sotto l\u2019affresco sono state individuate tracce di un dipinto da riferire al periodo di dominazione bizantina del Salento.<br \/>\nSi prosegue lungo via Roma e si giunge alla piazza del paese, dove si erge un\u2019alta colonna con la statua di San Giovanni <strong>(16)<\/strong>, Santo protettore del paese, rivolta verso il mare per garantirsi la protezione contro l\u2019assalto dei nemici turchi. Di fronte alla colonna vi \u00e8 la Chiesa del Carmine <strong>(17)<\/strong>, costruita alla fine del XV secolo dal Barone Sambiasi. La Chiesa presenta una pianta a navata unica. Al suo interno \u00e8 possibile ammirare l\u2019Altare maggiore, altri quattro altari laterali e un bellissimo organo. Adiacente alla Chiesa \u00e8 l\u2019imponente Castello Valentini <strong>(18)<\/strong>, eretto nel XIV secolo dal barone Gualtiero VI di Brienne. La struttura ha una pianta quadrata, con quattro torri circolari cilindriche disposte agli angoli, una delle quali \u00e8 stata abbattuta nel 1507 per consentire la costruzione dell\u2019attuale chiesa dei carmelitani.<br \/>\nLa visita al centro storico di Morciano prosegue lungo via Roma, dove si affaccia il prospetto della Chiesa matrice <strong>(19)<\/strong>, consacrata a San Giovanni Elemosiniere (1576), come documenta l\u2019iscrizione presente sul portale d\u2019ingresso. L\u2019edificio sacro, a tre navate, conserva al suo interno un bellissimo altare in stile barocco, dedicato al santo patrono.<br \/>\nLasciato alle spalle il centro abitato di Morciano, si procede lungo la S.P. 326 sino allo svincolo con la strada che conduce al mare, in direzione di Torre Vado. Giunti sulla <a href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/index.php\/una-vacanza-a-gallipoli-tra-spiagge-natura-e-storia\">litoranea Gallipoli<\/a> &#8211; Leuca, si prosegue in direzione nord per circa 500 metri, fino alla torre <strong>(20)<\/strong>, che prende il nome dal tratto di costa in cui sorge, carat terizzato da acque poco profonde ed utilizzato dai pescatori del luogo come guado (dal latino vadum): agevole accesso al mare.<br \/>\nLa torre, alta circa 12 metri, presenta un basamento troncoconico ed una base circolare. \u00c8 composta da due piani, separati esternamente da un toro. La struttura portante della torre \u00e8 in muratura, costituita da conci di pietra tufacea. Particolare \u00e8 il coronamento sulla sommit\u00e0, composto da una serie di beccatelli e da una merlatura piana di semplice fattura. Tra la serie dei merli e quella dei beccatelli figurano quattro caditoie, impostate in direzione dei punti cardinali. La sua funzione era quella di difendere il territorio dalle incursioni dei turchi. La torre, a riguardo, aveva in dotazione un cavallo, usato dal cavallaro ogni qualvolta si profilava la possibilit\u00e0 di uno sbarco nemico. In tal caso correva a briglie sciolte verso il paese per lanciare l\u2019allarme e dare il tempo alle donne e ai fanciulli di mettersi al riparo e agli uomini di imbastire la difesa.<br \/>\nIl percorso si conclude, dopo circa 500 metri, presso l\u2019Area Servizi della Marina di Torre Vado, laddove il breve viaggio qui proposto, tra le bellezze paesaggistiche, storiche e artistiche di questo lembo di territorio, ha avuto inizio.<\/p>\n<h2><strong>Tratto dalla <a href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/estate\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Guida estate di Torrevado.info <\/a><\/strong><\/h2>\n<p>Itinerario Realizzato da Associazione Arches per Torrevado.info<\/p>\n<p>ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCHE\u2019S<br \/>\nVia Carmignani 14, Lucugnano di Tricase (LE) tel 327.8410214<br \/>\nMail: associazionearches@libero.it \u2013 Sito: www.associazionearches.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Itinerario Turistico Culturale Torre Vado &#8211; Salve &#8211; Ruggiano &#8211; Barbarano &#8211; Pat\u00f9 &#8211; Morciano di Leuca &#8211; Torre Vado Luogo di ritrovo dell\u2019itinerario \u00e8 l\u2019Area Servizi di Torre Vado (1), adiacente il Pronto Soccorso. 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