{"id":962,"date":"2011-01-25T11:12:51","date_gmt":"2011-01-25T10:12:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.torrevado.info\/news\/?p=962"},"modified":"2022-09-07T11:35:13","modified_gmt":"2022-09-07T09:35:13","slug":"i-popoli-della-messapia-guida-antica-messapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/index.php\/2011\/01\/i-popoli-della-messapia-guida-antica-messapia.html","title":{"rendered":"I popoli della Messapia &#8211; Guida Antica Messapia"},"content":{"rendered":"<p>I popoli della Messapia<br \/>\ndall\u2019et\u00e0 del Ferro all\u2019et\u00e0 ellenistica (IX sec. a.C. &#8211; met\u00e0 III sec. a.C.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Articolo della <a title=\"Guida Archeologica Antica Messapia PDF\" href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/guida-archeologica-antica-messapia-salento.pdf\">Guida Archeologica &#8221; Antica Messapia &#8220;<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>I Messapi sono il popolo che abit\u00f2 la penisola salentina dal IX secolo a.C. fino al 267\/266 a.C. quando, con la fine del bellum sallentinum, i Romani assoggettarono la Messapia con il conseguente avvio del cosiddetto processo di romanizzazione.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/popoli-della-messapia.jpg\" data-rel=\"lightbox-gallery-vpVE9HYV\" data-rl_title=\"popoli-della-messapia\" data-rl_caption=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-964 alignleft\" style=\"border: 1px solid black; margin: 9px;\" title=\"popoli-della-messapia\" src=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/popoli-della-messapia.jpg\" alt=\"\" width=\"479\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/popoli-della-messapia.jpg 599w, https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/popoli-della-messapia-300x239.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><\/a>La pi\u00f9 antica fonte storica relativa ai Messapi risale ad Erodoto (Le Storie, VII 170), che ci informa di una loro probabile origine cretese. Un gruppo di abitanti dell\u2019isola di Creta, secondo lo storico greco, nel viaggio di ritorno dalla fallimentare campagna bellica condotta in Sicilia, giunto nei pressi delle coste della Iapigia (antica denominazione del Salento), fu sorpreso e gettato a riva da una violenta tempesta. Poich\u00e9<br \/>\nerano andate distrutte le loro imbarcazioni e non si vedeva pi\u00f9 alcun mezzo per tornare a Creta, i superstiti fondarono la citt\u00e0 di Hyrie (forse identificabile con Vereto) e si stabilirono nella regione diventando, con un grande cambiamento &#8211; invece che Cretesi &#8211; Iapigi Messapi.<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019etimologia dell\u2019etnico Messapi, l\u2019ipotesi pi\u00f9 attendibile \u00e8 quella di \u201cpopolo che vive in mezzo a due mari\u201d, assegnato dagli stessi Greci che, giungendo dal mare, vedevano la Iapigia presentarsi come una penisola.<\/p>\n<p>Il territorio della Messapia comprende, attualmente, le provincie di Brindisi, Taranto e Lecce e presenta, nel suo complesso, realt\u00e0 fisiche differenziali che permettono di suddividerla in tre diversi comprensori:<\/p>\n<p>&#8211; Settentrionale, racchiuso fra la congiungente Egnazia &#8211; Taranto e Torre Santa Sabina &#8211; Porto Cesareo;<\/p>\n<p>&#8211; Centrale, che insiste nel bassopiano interposto tra la parte estrema meridionale delle Murge e le prime movenze delle Serre salentine;<\/p>\n<p>&#8211; Meridionale, delimitato a nord dalla congiungente <a href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/index.php\/otranto-la-vacanza-piu-ad-oriente-della-puglia\">Otranto<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/index.php\/una-vacanza-a-gallipoli-tra-spiagge-natura-e-storia\">Gallipoli<\/a> e a sud dal promontorio di Santa Maria di Leuca.<\/p>\n<p><strong>Et\u00e0 del Ferro (IX &#8211; VII sec. a.C.)<br \/>\n<\/strong><br \/>\nIl sistema insediativo della penisola si caratterizzava, a partire dalle prime fasi dell\u2019et\u00e0 del Ferro (IX secolo a.C.), per la presenza di una serie di piccoli villaggi sparsi nel territorio, costituiti da capanne con fondazioni in blocchi di pietra e copertura con elementi vegetali.<br \/>\nNella prima met\u00e0 dell\u2019VIII secolo a.C. l\u2019abitato pi\u00f9 importante era Otranto, che rivestiva il ruolo di centro redistributore dei beni importati dalla Grecia.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 dell\u2019VIII sec. a.C. si assiste ad un aumento del numero di abitati, chiaro segnale di un incremento demografico. I contatti commerciali che gli Iapigi intrattenevano con il mondo balcanico e greco permisero, probabilmente, l\u2019apprendimento di nuove tecniche e la ricezione di impulsi necessari all\u2019avvio dei processi di evoluzione e di articolazione sociale. Otranto &#8211; in questa fase &#8211; ospitava probabilmente un piccolo nucleo di greci, dediti ad attivit\u00e0 commerciali, in un rapporto di pacifica convivenza ed integrazione con gli indigeni.<\/p>\n<p>Il periodo successivo (fine VIII &#8211; VII secolo a.C.) \u00e8 stato caratterizzato dalla fondazione della colonia spartana di Taranto, che ha avuto una notevole influenza sulla civilt\u00e0 iapigio-messapica, comportando una prevedibile disarticolazione nel sistema insediativo iapigio.<br \/>\nI rapporti fra Greci e Messapi furono condizionati da attriti che, almeno fino al V secolo a.C., non ebbero conseguenze devastanti.<\/p>\n<p><strong>Et\u00e0 arcaica (VI &#8211; inizi V sec. a.C.)<\/strong><\/p>\n<p>Il sistema insediativo e la struttura interna degli abitati messapici hanno sub\u00ecto delle sostanziali modifiche attorno alla met\u00e0 del VI secolo a.C., fase in cui si denota una maggiore articolazione della societ\u00e0 indigena. A partire da questo periodo si assiste alla formazione di estesi insediamenti protourbani, che hanno funto da poli accentratori nei confronti dei piccoli villaggi a capanne precedentemente sparsi nel territorio.<\/p>\n<p>Nella Messapia meridionale &#8211; ad esempio &#8211; Ugento assunse un ruolo di notevole rilievo, attestato dal rinvenimento di una statua bronzea di Zeus e della cosiddetta Tomba dell\u2019Atleta. L\u2019abitato di Ugento, insieme a quelli di Oria e Cavallino, era uno dei tre centri dominanti del sistema insediativo della Messapia arcaica, attorno ai quali si disponevano, sfruttando posizioni favorevoli per il controllo del territorio, alcuni insediamenti di esigue dimensioni.<\/p>\n<p>Una delle novit\u00e0 pi\u00f9 importanti, che hanno investito il mondo messapico in et\u00e0 arcaica, \u00e8 costituita dalla scrittura. La lingua messapica venne &#8211; in questo modo &#8211; registrata attraverso l\u2019adozione dell\u2019alfabeto greco sul modello tarantino, con l\u2019introduzione di alcune lettere nuove come il segno a tridente. L\u2019acquisizione della scrittura \u00e8 una ulteriore evidenza del notevole influsso esercitato dalla cultura greca su quella<br \/>\nmessapica.<\/p>\n<p>A partire dalla met\u00e0 del VI secolo a.C. compaiono in Messapia le prime evidenze funerarie, anch\u2019esse mutuate da rituali tipici del mondo greco.<\/p>\n<p>Alle fasi conclusive dell\u2019et\u00e0 arcaica (490 a.C.) sono da riferire i rinvenimenti &#8211; ad Oria, Cavallino e Ugento &#8211; di alcune tombe che si distinguono dalle altre sia dal punto architettonico che per la ricchezza dei corredi, che suggeriscono una maggiore articolazione sociale all\u2019interno della popolazione con l\u2019affermazione di gruppi aristocratici dominanti.<\/p>\n<p>Le sepolture maschili messapiche si caratterizzano per la costante presenza, fra gli elementi del corredo funerario, di manufatti da porre in relazione con il consumo di vino nei banchetti, che rinviano alla virilit\u00e0. Nelle sepolture femminili &#8211; invece &#8211; ricorre la presenza della cosiddetta trozzella, ossia un\u2019anfora di uso domestico tipica della produzione vascolare messapica.<\/p>\n<p>L\u2019et\u00e0 arcaica ha visto anche sorgere diversi santuari, tra cui Monte Papalucio (nei pressi di Oria), Scalo di Furno (Porto Cesareo), Grotta Trinit\u00e0 (sulla serra di Ruffano) e Grotta Porcinara sulla Punta Ristola al Capo di Leuca.<br \/>\n<strong><br \/>\nEt\u00e0 classica (V &#8211; met\u00e0 IV sec. a.C.)<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso del primo quarto del V sec. a.C., in Messapia, si assiste all\u2019abbandono di alcuni abitati (la Chiusa presso Salve) e alla violenta distruzione di altri (Cavallino). Nello stesso tempo, diversi luoghi di culto subirono un\u2019interruzione della loro&nbsp; frequentazione e immagini sacre, come lo Zeus di Ugento, vennero nascoste (per essere poi recuperate circa 2.500 anni dopo).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il sistema insediativo, l\u2019et\u00e0 classica si caratterizza per l\u2019assenza di abitati complessi e strutturati e per il ritorno ad esperienze abitative disperse nel territorio. Si tratta di dirette conseguenze &#8211; probabilmente &#8211; delle vicende belliche che hanno visto contrapporsi i Messapi ai Tarantini, la pi\u00f9 celebre delle quali \u00e8 la conquista di Carbina (Carovigno) ad opera di questi ultimi, i quali infierirono sugli abitanti della citt\u00e0 e, in particolare, sulle donne vergini e sui bambini indifesi.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 comport\u00f2 una reazione della popolazione indigena che, nel 470 a.C.,riusc\u00ec ad arginare le mire espansionistiche di Taranto. La controffensiva organizzata dai Messapi, con il prezioso aiuto dei vicini Peuceti, port\u00f2 a quella che Erodoto ha definito la pi\u00f9 immane disfatta che il popolo greco avesse mai conosciuto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/guida-archeologica-antica-messapia-popoli-e-luoghi-del-salento.jpg\" data-rel=\"lightbox-gallery-vpVE9HYV\" data-rl_title=\"guida-archeologica-antica-messapia-popoli-e-luoghi-del-salento\" data-rl_caption=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-953 alignleft\" style=\"border: 1px solid black; margin: 9px;\" title=\"guida-archeologica-antica-messapia-popoli-e-luoghi-del-salento\" src=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/guida-archeologica-antica-messapia-popoli-e-luoghi-del-salento-300x218.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/guida-archeologica-antica-messapia-popoli-e-luoghi-del-salento-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/guida-archeologica-antica-messapia-popoli-e-luoghi-del-salento.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A seguito di questi eventi bellici i contatti commerciali tra la Messapia e Taranto subirono una brusca flessione per tutto il V secolo a.C., mentre gli ottimi rapporti fra Messapi e Atene trovano conferma sia nell\u2019archeologia che nell\u2019antica tradizione letteraria.<\/p>\n<p>Le fonti storiche, infatti, attestano un\u2019alleanza messapica con la citt\u00e0 dell\u2019Attica, che aveva in programma di fondare la colonia di Turii nella Siritide. Figura chiave di questi contatti tra Grecia e Messapia \u00e8 quella del \u201cdinasta\u201d Arthas, da intendere tuttavia non come quella \u201cdi un re di tutta la stirpe messapica\u201d, bens\u00ec come un personaggio di influenza limitata ad una scala locale. Si trattava di un esponente della casta nobiliare noto &#8211; ai suoi tempi &#8211; per le sue eccezionali doti agonistiche e per le sue abilit\u00e0 dialettiche e diplomatiche.<\/p>\n<p><strong>Et\u00e0 ellenistica (met\u00e0 IV &#8211; III sec. a.C.)<\/strong><\/p>\n<p>La fase ellenistica dell\u2019et\u00e0 messapica si caratterizza per la realizzazione di fortificazioni, di grandi dimensioni, che cingevano tutti i centri abitati della Messapia. Le cinte murarie hanno avuto due differenti fasi costruttive.La pi\u00f9 antica ha conservato la tecnica indigena dei muri a secco in opera poligonale, con funzione riferibile pi\u00f9 alla demarcazione territoriale che difensiva.<\/p>\n<p>Ad un momento successivo si rif\u00e0 la costruzione di imponenti fortificazioni, che denotano importanti progressi tecnici e la disposizione di un ingente quantitativo di risorse.<\/p>\n<p>La motivazione principale, che ha costretto i Messapi a realizzare tali importanti opere difensive, \u00e8 da attribuire al costante e sempre attuale pericolo rappresentato dai Tarantini e dall\u2019incombente minaccia portata dall\u2019espansione di Roma, che ha comportato un\u2019insolita alleanza tra i due nemici \u201cstorici\u201d.<\/p>\n<p>Il sistema insediativo presentava &#8211; in questa fase &#8211; una maggiore articolazione. Intorno ad alcuni centri dominanti (Oria, Rudiae, Muro Leccese, Ugento) si disponevano abitati di medie dimensioni (Ostuni, Manduria, Valesio, Vaste, Vereto, ecc.).<\/p>\n<p>Indispensabile per l\u2019economia della penisola, inoltre, si rivelava la presenza degli approdi portuali (Egnazia, Rocavecchia, Otranto, Torre S. Giovanni, ecc.), che&nbsp; permettevano uno sbocco commerciale alla citt\u00e0 di riferimento e al suo entroterra, fittamente popolato da piccole fattorie legate allo sfruttamento agricolo del territorio.<\/p>\n<p>Lo sviluppo demografico e la maggiore circolazione di risorse, attestati tra il IV e il III secolo a.C., sono da porre in relazione con l\u2019acquisizione di tecniche di sfruttamento agricolo pi\u00f9 evolute, che hanno generato un surplus ed un incremento dei commerci.<br \/>\nLa penisola salentina sub\u00ec anche in et\u00e0 ellenistica il processo di \u201cacculturazione\u201d greca, che perdur\u00f2 fino al 272 a.C., anno della caduta di Taranto ad opera di Roma che, nel decennio successivo (267\/266 a.C.) &#8211; a seguito del bellum sallentinum &#8211; assoggett\u00f2 la popolazione messapica e apr\u00ec una nuova stagione politica e culturale.<\/p>\n<p>La viabilit\u00e0 del Salento in et\u00e0 messapica<\/p>\n<p>La viabilit\u00e0 della penisola salentina in et\u00e0 messapica risulta di difficile ricostruzione, a causa dell\u2019assenza di fonti di scrittori antichi e di evidenze archeologiche.<br \/>\n\u00c8 molto probabile, tuttavia, che il Salento fosse caratterizzato da un sistema viario articolato, in grado di consentire il collegamento fra i vari centri urbani, ben prima del processo di romanizzazione.<\/p>\n<p>Strabone scriveva di un importante tracciato viario &#8211; d\u2019et\u00e0 messapica &#8211; che congiungeva Taranto ad Otranto passando per Vereto. Si trattava di un\u2019arteria che venne denominata &#8211; successivamente &#8211; via \u201cSallentina\u201d.<\/p>\n<p>Il nome, convenzionalmente attribuito dagli studiosi, deriva dal fatto che attraversava la sub-regione localizzata nell\u2019estremit\u00e0 occidentale della penisola e abitata in antico dai Sallentini. La via \u201cSallentina\u201d collegava una serie di importanti citt\u00e0, tra cui Taranto, Manduria, Nard\u00f2, Alezio, Ugento, Vereto, Vaste e il porto di Otranto.<\/p>\n<p>Oltre alla via \u201cSallentina\u201d, in et\u00e0 messapica, era attiva una maglia di tracciati minori che permetteva i collegamenti fra le citt\u00e0 &#8211; ubicate generalmente ad alcuni km di distanza dalla costa &#8211; e i loro rispettivi scali portuali. Relativamente alla Messapia meridionale, il collegamento fra Vereto e l\u2019importante porto di Leuca era garantito &#8211; secondo Strabone &#8211; da due diramazioni secondarie della via \u201cSallentina\u201d.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Vereto era collegata anche con il vicino approdo di Torre San Gregorio.<br \/>\nLa viabilit\u00e0 extraurbana, probabilmente, si integrava con una rete di strade che, dai centri abitati messapici, si dirigevano verso le contrade rurali &#8211; anche per pochi km &#8211; laddove sorgevano insediamenti agricoli all\u2019epoca famosi per la produzione di olio, vino, miele, lana e per l\u2019allevamento dei cavalli.<\/p>\n<p><strong>Articolo della Guida Archeologica &#8221; Antica Messapia &#8221; <\/strong><br \/>\n<strong>Popoli e luoghi del Salento meridionale nel I millennio a.C.<br \/>\n<\/strong><strong>A cura di Marco Cavalera e dell\u2019 Associazione Culturale Arch\u00e8s .<\/strong><\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/www.torrevado.info\/news\/wp-content\/uploads\/guida-archeologica-antica-messapia-salento.pdf\"><strong>Scarica la Guida Archeologica in PDF<\/strong><\/a><\/h2>\n<p>Info &amp; Contatti<br \/>\n<strong>ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCHE\u2019S<\/strong><\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I popoli della Messapia dall\u2019et\u00e0 del Ferro all\u2019et\u00e0 ellenistica (IX sec. a.C. &#8211; met\u00e0 III sec. a.C.) 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