La Caremma del Salento, rivive la tradizione | TorreVado.info

LA CAREMMA

un fantoccio con le sembianze di vecchia signora vestita di nero, appeso in alto sulla terrazza di una abitazione o sospeso tra i cornicioni di un centro storico …sarà facile imbattersi in una di queste “tristi” figure passando per diversi paesi del Salento.

La Caremma in Puglia

Ma cos’è e cosa rappresenta?
Il nome CAREMMA deriverebbe dal francese Caremerer, osservare la Quaresima, come tanti termini francesizzati con la presenza dei Francesci nel Salento. La Caremma è il simbolo della penitenza quaresimale, il grande cammino interiore della purificazione dal peccato e dagli eccessi del Carnevale appena passato. Nella tradizione popolare la Caremma rappresentava la moglie del Carnevale morto il martedì grasso e veniva appesa appunto il Mercoledì delle Ceneri per tutto il periodo della Quaresima. La sua figura ricordava ai Cristiani il periodo di penitenza e di digiuno che precedeva la Pasqua. Ogni suo aspetto rappresentava un simbolo: era vestita di nero perchè in lutto; nella mano destra reggeva il fuso e la lana da filare quale segno del tempo che trascorre tra le faccende quitidiane; nella mano sinistra un’arancia amara, come la sofferenza, nella quale erano conficcate sette piume di gallina a simboleggiare o i sette peccati capitali o le sette settimane che dividono dalla Pasqua e dalla purificazione; ogni settimana veniva tolta una piuma fino al giorno della Resurrezione, quando la Caremma appesa ad un palo veniva completamente bruciata. Il nuovo ciclo di vita rigenerato poteva così ricominciare.

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Oggi in tutto il Salento con la riscoperta delle vecchie tradizioni, la si può incontrare anche a Maglie, dove al posto delle arance si usa appendere i taralli, a Tuglie, a Parabita a Gallipoli ad Alessano.
Una curiosità, qualche anziano di Morciano ricorda che anche nel nostro paese era una tradizione abbastanza seguita: la si poteva incontrare sull’ingresso in alto, della casa a Corte “Lu Curtiu de le Rafele” al n. 9 di Via Nuova (la prima stradina a destra, che si incontra lasciandosi alle spalle Piazza Chiesa in direzione Via Roma) oppure in uno degli ingressi che aprivano su vico Torri.
Nell’attesa di poterla rivedere nuovamente… magari a Morciano accontentiamoci di questa vecchia filastrocca dialettale e della foto di quella di Alessano:

La Caremma tradizione del Salento

A Caremma pizzicotta, face u casu e la ricotta

e li face scusi, scusi cu nu lla vitine i carusi,

e li face chianu chianu, cu nu lla vite u guardianu.

Anna Maria

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One Response to “La Caremma del Salento, rivive la tradizione”

  • franco sperti

    gentilissimi, una cortesia:
    potete indicarmi chi si interessa in comune del rito della caremma?
    saluti
    franco sperti
    respons. biblioteca tuglie

E tu, cosa ne pensi?