Le grotte nel Salento | TorreVado.info

Il territorio costituito prevalentemente di roccia carsica in Salento è stato per millenni al centro di un grande lavoro di erosione da parte degli elementi naturali.

Il vento, ma soprattutto l’acqua hanno impresso al territorio enormi trasformazioni, il cui risultato è oggi visibile nella particolare conformazione dl paesaggio, nelle gole e gravine, negli inghiottitoi e delle doline nonché nelle magnifiche grotte che pullulano nel territorio pugliese e nel Salento.

L’acqua ha fatto il suo lungo lavoro in un duplice modo, attraverso le millenaria erosione del mare, delle onde che si infrangono sulle alte scogliere aprendo varchi che talvolta diventano vere e proprie caverne ed attraverso il corso dei torrenti, che d’inverno, ricchi delle piogge accumulatesi scorrono impetuosi scavando la roccia al loro passaggio. La particolare conformazione della roccia calcarea ha fatto si che le pareti delle gole restassero intatte senza franare nell’alveo del fiume, cosicchè, ancora oggi, possiamo ammirare sulle pareti scoscese delle gravine antichi anfratti e rocce dove, in epoca preistorica hanno trovato riparo uomini ed animali.

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Il Salento è ricco di grotte, anfratti, caverne e gole, una festa per gli amanti di questi particolari luoghi ricchi di mistero e di fascino.

La Grotta dei Cervi, a pochi chilometri da Otranto è una delle più famose, perchè al suo interno offre ai visitatori lo spettacolo dei dipinti rupestri, centinaia di disegni graffiati nella roccia e conservati per millenni opera degli antichi abitanti della grotta. Si chiama grotta dei cervi perchè uno dei soggetti principali ritratto sulle pareti è proprio il cervo, che svetta tra le altre rappresentazioni di animali. Il cervo è il protagonista delle scene di caccia, mentre gli uomini sono i soggetti di alcune rappresentazioni di vita quotidiana, e delle cerimonie funebri, a cui i nostri antenati probabilmente davano molta importanza. Sono anche presenti numerose immagini simboliche di cui ancora oggi è sconosciuto il profondo significato.

La Zinzulusa, una grotta che si trova nelle vicinanze di Castro deriva la sua denominazione dalla particolare forma delle sue stalattiti, che scendono dalla parete simili a centinaia di straccetti, che nel dialetto locale si chiamano appunto “zinzuli”. La grotta è molto profonda, fino a 140 metri, ed è una delle mete preferite da chi visita il paese di Castro ed i dintorni, perchè l’espolrazione in barca, di questa grotta regala immagini suggestive ed affascinanti. All’interno le formazioni calcaree di stalattiti e stalagmiti hanno assunto con il tempo delle forme pittoresche e stravaganti, grazie alle quali hanno acquisito i nomi fantasiosi con cui oggi sono indicate dalle guide che vi accompagnano.

A Porto Badisco si possono ammirare la Grotta delle Streghe e la Palummara, dove avrebbe trovato riparo Enea al suo approdo in Italia. A Roca Vecchia si trova la Grotta della Poesia, vero paradiso naturale, con reperti della vita durante la preistoria.

Sul capo di Santa Maria di Leuca ci si imbatte in un’altra serie di caverne, la Grotta delle Tre Porte, in cui sono stati rinvenuti resti dell’Uomo di Neanderthal, la Grotta degli Elefanti, la Grotta dei Giganti, dove sono stati ritrovati resti di pachidermi, e la Grotta del Diavolo, in cui molti reperti testimoniano della presenza dell’uomo nei suoi bui anfratti. Qui il sole che penetra nella grotta colora le acque di incredibili riflessi cangianti dall’azzurro al verde ed al blu profondo, offrendo al visitatore emozioni uniche e suggestive.

Verso Portoselvaggio, un area naturale protetta, troviamo altre due grotte conosciute dai turisti ed apprezzate dagli studiosi, la Grotta del Cavallo in cui si sono trovati reperti archeologici importanti, tra cui anche dell’antichissimo vasellame e la Grotta di Uluzzo.

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