Morciano di Leuca e la frazione di Barbarano del Capo nel Salento | TorreVado.info

Morciano di Leuca

Immersa in uno splendido paesaggio, caratterizzato da ulivi secolari e antiche costruzioni in pietra a secco, Morciano di Leuca sorge a circa tre chilometri di distanza da Torre Vado.
Le sue origini affondano le radici all’età messapica e romana (I millennio a.C.), quando il territorio era costellato da numerose fattorie, dedite in particolare alla produzione e al commercio dell’olio e del grano. Non a caso il centro storico di Morciano è una gruviera di granai e trappeti, i più antichi dei quali risalgono a circa mille anni or sono.
In età angioina (XIV secolo) fu eretto un imponente castello a difesa dell’abitato. Il maniero, dalla planimetria quadrangolare, era dotato in origine di quattro torrioni cilindrici angolari. Le frequenti incursioni dei pirati turchi, che periodicamente sbarcavano nelle comode calette poste lungo la costa ionica, ne suggerirono la costruzione, al pari delle dimore fortificate e delle case a corte. Morciano di Leuca, cittadina dalle radicate tradizioni cristiane, vanta diversi edifici destinati al culto, fra i quali spicca la Parrocchiale dedicata a San Giovanni Elemosiniere, Santo patrono del paese. Costruita nella seconda metà del Cinquecento, è stata di recente restaurata. Un magnifico portale d’ingresso, in stile rinascimentale, ne ingentilisce la forma austera. Si tratta – in effetti – di un eccezionale esempio di chiesa fortificata che, all’occorrenza, offriva rifugio alla popolazione.
La Chiesa del Carmine, ubicata a poche decine di metri dalla Parrocchiale, è un edificio che val senz’altro la pena di visitare. Gli altari, le tele di pregevole fattura artistica e un antico organo a canne ne rappresentano il fiore all’occhiello.

Barbarano del Capo e Leuca Piccola

Barbarano, piccola frazione di Morciano di Leuca, è incastonata ai piedi della Serra Falitte, in una posizione che offriva naturale protezione dalle scorrerie dei “barbari”. La sua fondazione risale al Medioevo, quando alcuni villaggi ubicati nelle vicinanze furono rasi al suolo.
Il centro storico si caratterizza per la presenza di una torre cinquecentesca, notevole esempio di architettura militare, e della Parrocchiale dedicata a San Lorenzo, semplice e lineare nel suo sviluppo.
Alla periferia del paese – inoltre – si segnala il meraviglioso complesso architettonico di Santa Maria del Belvedere (la cosiddetta Leuca Piccola) e delle “vore”: enormi inghiottitoi naturali, fra i più significativi esempi del carsismo salentino.

Il complesso monumentale di Santa Maria del Belvedere era un luogo di sosta e ristoro lungo la “Via dei Pellegrini” ossia un antico tracciato che conduceva al Santuario della Madonna di Leuca.
La struttura è stata edificata a cavallo dei secoli XVII e XVIII, in un periodo di massimo splendore del pellegrinaggio mariano. La Chiesa presenta un imponente porticato in stile neoclassico, a tre arcate sostenute da pilastri e colonne doriche, con due lapidi in pietra leccese, che esortavano il pellegrino a pregare e onorare la Vergine. Le pareti interne conservano una decorazione pittorica settecentesca, di pregevole fattura. Nella Sacrestia, oltre ad una piccola “pila” contenente l’acqua per le abluzioni sacre, vi sono due confessionali ricavati nella roccia. Una scalinata, anch’essa scavata nella viva roccia e ubicata a breve distanza dall’edificio sacro, conduce nell’ampio e largo ipogeo.
Al suo interno diverse cuccette per i pellegrini erano state ricavate nei depositi tufacei. Due profondi pozzi, che garantivano acqua potabile fresca ed in abbondanza, si rinvengono al fondo ed al margine di un corridoio lungo più di 50 metri.
Altri ambienti, che sorgevano in superficie, garantivano l’accoglienza dei pellegrini e degli animali al loro seguito. Rifugi e magazzini per le merci, naturalmente, favorivano il commercio dei beni di prima necessità.
Una lapide, testimone di un’antica e non più esistente locanda, reca incise 10 P che rinviano alla celebre massima: Parole Poco Pensate Portano Pena, Perciò Prima Pensare Poi Parlare.
L’imponenza del complesso traeva in inganno molti pellegrini, che tornavano indietro in quanto ritenevano di aver già raggiunto la meta: il Santuario di Finibus Terrae.
“Leuca Piccola” è uno fra i santuari più antichi del mondo perché questo territorio non solo era il punto più vicino alla Terra Santa ma rappresentava anche l’ultima tappa che i pellegrini facevano prima di giungere a Santa Maria di Leuca. La cappella, costruita nel 1685, fu eretta sia per la parte spirituale sia a difesa delle loro vite. Qui i pellegrini in caso di attacco, attraverso una scala stretta, si rifugiavano nella parte superiore costruita come una torre e a difesa di questa scala era sufficiente la presenza di un soldato.

Tratto dalla Guida estate 2011 di Torrevado.info

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