Ugento, alla pari di Manduria, Cavallino e Muro Leccese, è tra i siti messapici più imponenti: i dati forniti dagli studiosi variano da un minimo di cinque chilometri di periplo delle mura ad un massimo di nove chilometri, mentre per quanto concerne la larghezza delle mura la misura più attendibile è di circa sette metri, per un’area complessivamente fortificata di circa 150 ettari. In conformità al caratteristico costume messapico di organizzazione del territorio noto come “sistema degli insediamenti gemellati”, la città disponeva anche di un porto molto capiente a 7 chilometri di distanza, sullo Jonio, in località Torre S. Giovanni.
Tombe, iscrizioni messapiche, reperti vari venuti alla luce fortunatamente nel tempo, hanno consentito una conoscenza approfondita del sito ed una sistemazione in loco del materiale rinvenuto: un ricco Museo Civico conserva in Ugento buona parte dei reperti, con l’esclusione -purtroppo- della celeberrima statua bronzea di Zeus, scoperta nel 1961 durante uno scavo in pieno centro cittadino e conservata nel Museo Nazionale di Taranto.