Cavallino sito messapico (LE) nel Salento in Puglia - Oggi: 21/11/2008

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Siti Messapici: Cavallino

Storia Salento

Questo sito è uno tra i più importanti per dimensioni (abbracciava un’area non inferiore a 70 ettari circa) per l’entità dei ritrovamenti (reperti di ogni tipo sono esposti nelle teche del Museo Provinciale di Lecce) e per l’arco di tempo che è abbracciato dalla sua storia ( dall’Età del Bronzo sino all’occupazione romana del III sec. a.C.): Ritrovamenti soricistudi, campagne di scavi, qualificate pubblicazioni seguite soprattutto al grande impulso dovuto negli ultimi decenni del secolo scorso all’opera instancabile del celebre Sigismondo Castromediano, documentano ampiamente la rilevanza dell’antica Caballino.
In età storica sono documentate almeno due successive fortezze, la prima nel sec. VIII a.C. , la seconda nel sec. VI a.C..
Tratti superstiti di cinta muraria risalgono verosimilmente all’ultimo insediamento, corrispondente peraltro al periodo di massima espansione della città messapica.
Il pianoro sul quale si estende l’area archeologica si trova a Nord dell’attuale centro abitato di Cavallino, e abbraccia le contrade Petre, Crucefissu, Cuti, Piru, Aiera e Serra. I reperti rinvenuti fino al 1963 si trovano nel Museo Nazionale di Taranto, perché fino a quella data le uniche ricerche effettuate erano state quelle della Soprintendenza Archeologica di Puglia; i reperti rinvenuti negli anni 1964-1967 ad opera degli Istituti di Archeologia delle Università di Pisa e di Lecce, nonché negli scavi successivi, sono depositati nel Museo Provinciale di Lecce. La cinta muraria era lunga più di tre chilometri ed aveva uno spessore di circa m. 3,50. All’esterno della stessa correva un fossato indicativamente largo quanto la muraglia; cinque porte -tutte individuate in loco- garantivano i collegamenti con l’esterno. Al presente il fossato è colmato e delle mura sono rimasti soltanto piccoli tratti.

 

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